9 settembre 2012 – 9 giugno 2013 – This is the End!

Ho appena spedito la prima bozza del libro.
Alle 9.28 di questa mattina,
dopo 24 ore esatte di correzioni ininterrotte
ho inviato il frutto delle mie fatiche all’editore.
è stato decisamente un PARTO
9 settembre data inizio viaggio
9 mesi dopo
9 giugno fine scrittura…




8 giugno 2013 ore 14.33

Ho terminato la stesura del libro sul viaggio nell’Italia che Cambia.

Ora cominciano le correzioni. Sono felice.




Lo scorgo all’orizzonte, ma si allontana!

Gli ultimi metri prima del traguardo si allungano e si allungano e si allungano. Tu fatichi, ormai ti trascini, ma non molli. E lui, spietato, si allontana sempre di più. Ma prima o poi lo raggiungerò. oh sì! Datemi solo il tempo…




Vivo e Rivivo

Scrivere questo libro significa rivivere uno per uno gli incontri avuti in questi mesi. Ho ripercorso l’Italia nuovamente, regione per regione. Quante favolose emozioni. Oggi “ero  in Puglia”.Domani Calabria e poi la Sicilia dove taglierò nuovamente il traguardo!

E come la prima volta, stanchezza, esaltazione, desiderio di arrivare e nostalgia per l’esperienza che sta per finire si accavallano e si alternano dentro di me.




La scrittura prosegue

La scrittura procede, giorno e notte. Comincio a vedere la fine… è elettrizzante e spaventoso!




Ti Saluto!

Leggo sul Blog de Il Corpo delle Donne e rilancio:

In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa.Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.

Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.

In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo. Continua a leggere




Dentro la tana del bianconiglio, ovvero io, “lui” e un’isola in mezzo al mare

Sono immerso nella scrittura, quassù, nel profondo sud – in quest’isola meravigliosa e ancora priva di turisti – dove trascorro le mie giornate tra la scrittura, la rilettura di appunti, l’ascolto di registrazioni, qualche passeggiata sul mare, romanzi o telefilm per staccare, qualche esercizio di yoga e momenti di autentico panico. Sì, la scrittura è catartica, ma anche terribile. Parlare, scrivere, raccontare il cambiamento ti obbliga continuamente a confrontarti con i tuoi spettri, con le tue ansie, con quei cambiamenti che hai conquistato e quei cambiamenti che ancora ti fanno paura.

Quando scrivi un libro, ti trovi a trascorrere le giornate da solo, con lui. E lui è lì, che ti guarda da quello schermo e ti restituisce tutte le tue imprecisioni, le tue debolezze, le tue approssimazioni. Nessuno lo sta leggendo, ma lui è il tuo giudice più spietato; ed è implacabile. Provi a distrarlo, ma lui  resta lì. Se esci di casa, ti allontani, pensi ad altro, lui non si scompne. Sa che prima o poi devi tornare da lui.

Quando ti svegli, mentre fai colazione, mentre cerchi di distrarti, quando nuovamente ti approcci alla scrittura, lui non ti abbandona mai.

Siamo qui, io e lui su quest’isola in mezzo al mare. Lui però non sa una cosa. Può terrorizzarmi, perseguitarmi, inseguirmi nei sogni, sorprendermi alle spalle. Tra qualche settimana, però, io schiaccierò il tasto salva, poi farò allega, invia, e allora lui uscirà da qui e sarà alla mercè di tutti. In quel momento, in quell’esatto momento, smetterà di essere il mio libro. Diverrà qualcosa che ogni lettore potrà leggere diversamente, proiettando le proprie speranze e paure, il proprio disgusto o il proprio entusiasmo. Sarà qualcosa di diverso ogni volta. Ed io, forse, potrò riprendere a confrontarmi col mondo. In attesa di un nuovo, estenuante, entusiasmante confronto con me stesso.




Ecco gli itinerari definitivi e aggiornati!

E’ con grande emozione che ho inserito anche gli ultimi itinerari, quelli relativi ai giorni in Sicilia su questo blog. Ora l’aggiornamento è quindi definitivo. Ovviamente non ho inserito ogni singola località visitata, ma le città e i territori in cui siamo stati con il camper. Lo strumento, e ovvie questioni di privacy, non permettono un’accuratezza maggiore, ma devo dire che osservare le mappe, regione per regione, fa davvero il suo effetto.

Il mio povero camper, che ora riposa parcheggiato in un campeggio, si è davvero superato, dando qualche problema solo a qualche settimana dalla partenza, quando ci ha abbandonato tre volte in tre giorni tra il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia.

E poi… beh le salite ghiacciate del centro italia e la neve di notte non le ha proprio prese bene… Ma alla fine ci ha portato ovunque, in ogni singola regione italiana, alla ricerca di incontri, emozioni, paesaggi, sapori.

Buon fine settimana e buona visione degli itinerari!




Un’intervista rilasciata a Pressenza

Daniel Tarozzi ha cominciato il suo giro in camper il 9 settembre ed ha terminato il 16 aprile scorso; un giro per scoprire l’Italia che cambia. Gli facciamo un’altra intervista. L’ultimo post del suo blog comincia cosi’:

A tutti quelli che si stanno deprimendo per la vergognosa classe politica che ci governa e per il ritornare di loschi figuri, a tutti quelli che crollano dallo sconforto accendendo la televisione e osservando le solite facce sempre più decadenti, un invito: uscite di casa. ESISTE UN’ALTRA ITALIA. Loro non vogliono raccontarcela, ma c’è. Quello che viene rappresentato dai media è un tentativo disperato di tenere in vita un mondo che non c’è più.

OK Daniel, parlaci di quest’altra Italia…

Non è semplice parlarne. Ci vorrebbero ore. Ci vorrebbero centinaia di pagine, ore di video, migliaia di fotografie, mesi di incontri. E ancora non sarebbe abbastanza. Non so nemmeno se sia corretto chiamarla l’altra Italia. Forse è semplicemente l’Italia vera. Mentre quella raccontata dai media, fatta di decadenza, disperazione, mancanza di visione, autocommiserazione è la vera “altra Italia”. Io sono stato in giro sette mesi, ma avrei potuto stare in camper sette anni e ancora non avrei scalfito la quantità e la qualità delle esperienze che sono sorte e stanno sorgendo sui nostri territori. Ho visto veramente di tutto: persone in grado di rendere possibile l’impossibile, progetti di occupazione e integrazione in terre di mafia, progetti di agricoltura ed economia sostenibile fiorenti e visionari, relazioni, comunità che si muovono, solidarietà, accoglienza. Ho visto bambini cresciuti in modo eccezionale, in grado di essere saggi come un anziano, leggeri come un infante e liberi come un’animale selvatico. Ho visto modelli di alimentazione, cura, istruzione, completamente ignorati dai mass media. Ho anche visto una burocrazia che strozza e limita ogni spunto creativo, una presenza mafiosa soffocante e diffusa, uno Stato cieco che continua a violentare il territorio e un senso di solitudine che spesso contraddistingue chi si muove per il cambiamento. Credo, però, che questi siano gli ultimi colpi di coda di un mondo che sta per essere spazzato via.

CONTINUA




Politici e sconforto

A tutti quelli che si stanno deprimendo per la vergognosa classe politica che ci governa e per il ritornare di loschi figuri, a tutti quelli che crollano dallo sconforto accendendo la televisione e osservando le solite facce sempre più decadenti, un invito: uscite di casa. ESISTE UN’ALTRA ITALIA. Loro non vogliono raccontarcela, ma c’è. Quello che viene rappresentato dai media è un tentativo disperato di tenere in vita un mondo che non c’è più. Come nel film Good Bye Lenin. Sono stato in giro per sette mesi in TUTTE LE REGIONI e posso dire con certezza che quanto mostrato non ci rappresenta. L’Italia non solo può cambiare. E’ già cambiata. Basta non aspettare che siano loro a fare qualcosa. Facciamolo noi. Ora.