Da Michelangelo Pistoletto agli Sbarchi Gas. Un nuovo anno per l’Italia che Cambia

“L’arte salverà il mondo?”. Abbiamo deciso di chiudere il 2013 raccontandovi la storia  di Michelangelo Pistoletto, uno dei più grandi artisti italiani viventi. Balzato alla fama mondiale negli anni Sessanta come esponente dell’arte povera, il suo è un percorso artistico del tutto particolare, non privo di repentini cambiamenti stilistici e semantici. Filo conduttore di buona parte della sua opera è l’idea di trasformazione.

Da un grande artista del cambiamento ad un uomo che ha compiuto una scelta estrema per non rendersi complice della distruzione del Pianeta. La foto che abbiamo pubblicato la scorsa settimana ritrae Fabrizio Cardinale. Rappresentante del bioregionalismo e fondatore della “Tribù delle noci sonanti”, il 62enne Fabrizio è l’immagine dell’eremita: capelli e barba lunga, occhi saggi e profondi, Fabrizio non ha telefono né altri supporti di comunicazione “moderni” e la sua abitazione non è provvista di energia elettrica. È un senso di responsabilità e consapevolezza a muovere Fabrizio.
Lo stesso senso di responsabilità che, in modo diverso, guida molte delle persone incontrate da Daniel Tarozzi nel suo viaggio nell’Italia che Cambia.

Tra queste vi è Roberto Li Calzi, protagonista della nostra decima storia , conosciuto da Daniel Tarozzi a Siracusa.

“Tutto è iniziato una decina di anni fa quando sono entrato in contatto con il mondo dei Gas”, ha raccontato Roberto Li Calzi, ideatore del Consorzio delle Galline Felici, di Arcipelago Siqillyàh e degli Sbarchi in Piazza dei Gas.

Intanto lunedì scorso l’agenzia stampa internazionale Pressenza ha pubblicato un’intervista  ad Andrea Degl’Innocenti, autore di “Islanda chiama Italia”, un testo che racconta le recenti vicende del paese, dal boom alla crisi economica, fino alla veemente reazione contro la classe politica e un debito ingiusto e alla nuova costituzione riscritta dal basso.

“L’Islanda – spiega l’autore – mi è apparsa fin da subito come una sorta di microcosmo che racchiudeva in sé, compresse nel tempo e nello spazio, alcune dinamiche che si ritrovavano più diluite su scala globale. In Islanda è accaduto tutto più in fretta”.

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L’ultima parte del libro di Andrea Degl’Innocenti è dedicata all’Italia. “In Italia c’è molto più fermento di quanto si creda”. “L’impressione – continua il giornalista – è che i tempi siano maturi perché queste realtà che agiscono sui vari territori vadano ‘a sistema’. Purtroppo uno dei maggiori ostacoli è proprio l’assenza totale di informazione a riguardo”.

Recentemente anche “Il Resto del Carlino” ha dedicato uno spazio ad “Islanda chiama Italia”, mentre “Io faccio così” di Daniel Tarozzi è stato recensito da Alessandro Agostinelli su Alleo.it.

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E proprio di Daniel Tarozzi è l’articolo  pubblicato da Il Fatto Quotidiano e dedicato ad un’importante iniziativa che viene dalla Sardegna. Si tratta de “La grande sfida: un milione di semi e tantissimi alberi da piantare”, proposta dall’Associazione “L’uomo che pianta gli alberi, guidata da Anna Cadoni. Nei prossimi mesi verranno organizzati una serie di eventi finalizzati alla piantumazione di alberi. Il primo, intanto, si è tenuto proprio ieri, domenica 12 gennaio, a Pistis comune di Arbus.

Alessandra Profilio

Per saperne di più leggi:

 

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Io faccio così – Libro
Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia

 

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Islanda Chiama Italia – Libro
Storia di un Paese che è uscito dalla crisi rifiutando il debito