Io faccio così #13 – Benvenuti a ValleVegan, uno dei primi rifugi per animali liberi in Europa

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Cani, gatti, maiali, oche, galline, galli, pecore, conigli, tartarughe. Sono circa duecento e ognuno di loro ha un nome. Vallevegan è casa loro. Questa settimana vi raccontiamo la storia di uno dei primi e dei più importanti rifugi per animali liberi in Europa e del suo fondatore Piero Liberati.

 

La Fondazione ValleVegan è nata nel gennaio del 2006 ed ha sede tra i boschi, i fiumi e le grotte di Bellegra e Rocca S. Stefano, ad un’ora di distanza da Roma. Lo spazio è costituito da un casale e 11 ettari di terreno riscattati ad un prezzo molto basso da un allevatore che ora ha smesso l’attività, abbandonando molti degli animali, tutti gravemente malati, ora sotto la cura degli attivisti della Fondazione.

 

 

Tutti gli abitanti non umani della valle sono infatti animali salvati da allevamenti o macellerie, o portati via dai laboratori. ValleVegan è dunque un centro per varie attività di recupero, rinaturalità e accoglienza per chi ha subito torture, reclusioni, derisioni e privazioni da parte dell’uomo. Un luogo fisico, ma anche un ambiente di riflessione in cui gli esseri viventi possono sperimentare e scoprire una dimensione di incontro, di conoscenza, di contatto e convivenza.

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“Avere a che fare con un animale – dice Piero – è come trovarsi davanti ad una persona che non la pensa come te ma da cui tu puoi apprendere tanto”.

 

ValleVegan però è anche un simbolo: la trasformazione di luoghi precedentemente usati per la macellazione, per la caccia, per l’agricoltura intensiva, in uno spazio senza confini, senza sofferenza e senza sfruttamento.

 

Perché ‘vegan’? ‘Vegan’ significa ‘vegetariano radicale’ e indica quindi la scelta di non mangiare carne, pesce, uova, latte o qualsiasi altro alimento di origine animale, né di usare cuoio, pelle o lana. Ma il veganismo (leggi approfondimento nel box a destra), sottolinea Piero, è solo il punto di partenza, una filosofia di vita che acquista senso solo se associata alla lotta contro ogni forma di discriminazione e sopraffazione di un essere vivente su un altro.

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“Fin da piccolo – racconta Piero – ho sempre salvato animali, mi sono sempre occupato di ecologia e lotte politiche. L’idea era quella di prendere un pezzettino di terra e metterci gli animali, dar vita ad un posto libero. La motivazione più forte che mi ha portato a questa scelta è stato l’amore per gli animali”.

 

Ma non solo: determinante è stata anche la volontà di salvare dalla distruzione e riqualificare un luogo in cui prima venivano bracconate e macellate le pecore ed era pieno di rifiuti. “Nessuno distruggerà questa terra, qui non vengono cacciatori, nessuno ci costruirà una palazzina, non verrà fatta una discarica”.
Al contrario, oggi nella valle sta aumentando la biodiversità e sono tornati alcuni animali selvatici.

 

Vegano, anarchico, animalista e da molti anni volontario nei campi antibracconaggio, Piero Liberati vive a ValleVegan insieme alla sua compagna Antonella e altri tre inquilini che variano. “Abbiamo un orto, tanti alberi da frutta, compriamo il meno possibile all’esterno, ci scaldiamo e cuciniamo con la legna”. Secondo Piero si può vivere bene senza tante cose superflue come la tv, i vestiti alla moda, etc. “Potrei quasi vivere senza soldi, ma in realtà me ne servono un bel po’ per mantenere gli animali, per il loro cibo e le spese veterinarie. Per questo io e Antonella facciamo piccoli lavoretti e organizziamo cene di finanziamento in cui la gente prova la cucina vegan e dà un contributo”.

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“La quotidianità è uno degli aspetti migliori del vivere qui: non hai scadenze lavorative né orari fissi, quindi è una vita molto tranquilla e rilassata senza dover rendere conto a nessuno se non a te stesso e agli animali. Tornando indietro lo rifarei”.

 

Vivere nella valle però, ammette Piero, è anche una sfida: “non è facile vivere qui perché sei in un posto isolato, fa freddo, gli animali si ammalano”. ValleVegan, tuttavia, non è un posto eremitico ma una comunità in cui convivono stabilmente persone che hanno deciso di dedicare la vita all’amore per tutti gli esseri viventi (animali e vegetali) ed un luogo aperto a chiunque condivida tale scelta.

 

“Inoltre stiamo instaurando un rapporto sempre migliore con le persone del paese. Questa è una delle più belle vittorie degli ultimi anni: essere passati da una diffidenza reciproca al supporto”.

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Tanti i progetti che Piero ha in mente per il suo futuro e per quello della valle. “Mi piacerebbe salvare altri terreni, altre aree tipo queste, semiurbane o ai margini delle città. Vorrei creare oasi rinselvatichite o un posto dove possano abitare persone che non hanno una casa. Ecco l’idea è quella di trovare posti da salvare. Mi piacerebbe anche migliorare questo posto, costruire un prefabbricato, una pensione per cani e mettere su una piccola attività economica per poter continuare a mantenere gli animali”.

 

Il sito di ValleVegan

Per saperne di più leggi:

 

io-faccio-cosi-libro-70810Daniel Tarozzi

Io faccio così-libro
Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia

 

 

 

forchettaGene Stone

La Rivoluzione della Forchetta Vegan – libro

Una dieta di cibi vegetali può salvarti la vita! Con 125 gustose ricette

 

 

vegBrenda Davis, Vesanto Melina

Diventare Vegani – eBook

Guida completa a una scelta alimentare salutare ed etica

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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6 commenti
  1. rita garofalo
    rita garofalo says:

    La vita di Piero è una vita all’insegna dell’amore per il territorio , preservandolo da eventuali disastri ambientali: discariche illegali, cementificazione selvaggia, sfruttamento per allevamento o colture intensive .
    Tutto ciò avviene nel pieno rispetto degli animali che qui vivono, si riproducono indisturbati , un ecosistema in perfetto equilibrio che concorre alla biodiversità.
    Valle Vegan, potrebbe diventare un osservatorio ambientale, per il riconoscimento delle varie specie animali in collaborazione con centri scientifici (università, sedi di interesse ambientale) che vogliano impiantare dei laboratori ad uso di ricerca.
    Tale progetto può avere uno sviluppo turistico che consentirebbe un sostentamento degli stessi animali.
    Spero che la nobile volontà di Piero riesca nel suo intento!

    • P.
      P. says:

      “si riproducono indisturbati “. A Vallevegan gli animali non si riproducono perchè sterilizzati, altrimenti che senso avrebbe? :-)

  2. leonilde gallo
    leonilde gallo says:

    GRAZIE, forse quando le persone inizieranno a salvare la VITA, per come si esprime allora saremo persona al sicuro serene e felici, che tu possa essere da Guida a chi ancora non lo sa

  3. P.
    P. says:

    “si riproducono indisturbati “. A Vallevegan gli animali non si riproducono perchè sterilizzati, altrimenti che senso avrebbe? :-)

  4. Chiara
    Chiara says:

    http://www.edgarsmission.org.au

    Ciao sembra un bellissimo posto. Vi ho mandato un link Di una struttura simile in Australia . Se ve la cavate con l inglese potrebbe essere uno spunto per raccogliere fondi. Loro fanno tanta educazione nelle scuole e visite guidate nella struttura e in più mercati dove alcuni animali sono ambasciatori di se stessi, Polly and Timmy .spero che puo essere un aiuto per voi!!chiara

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