Riuso e “saper fare” per un futuro migliore: in Sardegna il laboratorio artigianale Tèssere

In Sardegna, nell’incantevole provincia dell’Ogliastra, è nato un laboratorio artigianale che unisce il recupero della tradizione artigianale locale al rispetto dell’ambiente e alla solidarietà sociale. Questo progetto si chiama Tèssere, con l’accento sulla prima “e” per sottolineare la parola “essere”, cioè l’essere umano, la persona con la sua dignità – dignità che viene anche dal lavoro.

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Il progetto prevede la raccolta, il riuso e la riconversione del materiale tessile vecchio o logoro che altrimenti finirebbe in discarica: tovaglie, lenzuola, tende, canovacci, asciugamani, ma anche maglie e abiti usurati o fuori moda. I cittadini dell’Ogliastra contribuiscono attivamente conferendo i tessuti di cui non hanno più bisogno ai quattro centri di raccolta distribuiti nel comune di Baunei e nella sua frazione di Santa Maria Navarrese, e nei comuni di Cardedu e Jerzu. Tutto il tessile donato non viene considerato “materiale di scarto”, bensì preziosa “risorsa” da inserire in un nuovo processo produttivo e occupazionale.

Il materiale viene portato a due laboratori artigianali che hanno sede a Baunei e Cardedu, dove gruppo di donne provvede a trasformarlo e rinnovarlo secondo la tecnica tradizionale “de sa trama ‘e manta”, per realizzare le tipiche “mantas de stracciu o de sappulus” . “La traduzione letterale di “mantas de stracciu o de sappulus” – ci spiega Augusta Cabras della Cooperativa Sociale SchemaLibero, ente capofila del progetto – è “coperte di stracci o rattoppi”, intendendo con i termini “stracci o rattoppi” i pezzi di stoffa vecchia o usata.

La lavorazione avviene in questo modo: i tessuti (maglie, lenzuola, tovaglie, ecc.) vengono tagliati a strisce, che poi vengono arrotolate. Nel telaio, queste strisce di stoffa costituiscono la trama (“sa trama ‘e manta”) che si unisce all’ordito, che è di lana o di cotone”. E quando proprio non è possibile realizzare mantas de stracciu, grazie alla creatività e all’abilità di queste donne nell’usare ad ago e filo, nascono nuovi capi d’abbigliamento e accessori nei quali convivono tradizione e innovazione.
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Il progetto Tèssere non promuove non solo l’occupazione e la valorizzazione del prezioso “saper fare” delle donne ogliastrine, ma anche l’inserimento lavorativo di persone in situazioni di svantaggio sociale. Si parte dalla convinzione che nelle pieghe della tradizione locale esiste una ricchezza irripetibile da proteggere e potenziare, per giungere all’idea che può esserci un modo nuovo di pensare il lavoro, di vivere l’ambiente e di instaurare relazioni tra le persone, nel segno del rispetto e della solidarietà. Per saperne di più, abbiamo chiesto ad Augusta Cabras di parlarci del laboratorio e delle varie realtà coinvolte nel progetto.

Augusta, come e quando nasce il progetto Tèssere e apre il relativo laboratorio? Ci puoi tracciare un brevissimo bilancio di questi mesi: quali sono gli ostacoli incontrati e quali le soddisfazioni e le note positive?

L’idea del progetto Tèssere nasce dalla riscoperta della tessitura tradizionale del paese di Baunei. Una tessitura manuale molto particolare perché utilizza, come trama del telaio, le strisce di tessuto usato o non più utilizzato per altri scopi. Questa trama si unisce, poi, all’ordito di lana o cotone, dando vita a manufatti colorati, unici, originali e di grande bellezza. La Cooperativa SchemaLibero ha cullato questa idea per circa tre anni, periodo in cui ha cercato di conoscere e comprendere meglio le potenzialità di questa tecnica e ha verificato le modalità per riprendere un’arte che rischia di essere dimenticata.
Il bando Ambiente 2012 della Fondazione CON IL SUD, è stata l’occasione giusta per realizzare un’idea che vuole unire la dimensione del lavoro con quella del rispetto per l’ambiente, la dimensione sociale con un’economia etica e solidale. Fin da subito l’idea viene condivisa da SchemaLibero con la Coop. Sociale L’Aquilone di Jerzu e, in fase di progettazione, si arricchisce del contributo di altri partner, con diversi ruoli e competenze, che danno ulteriore forza al progetto.

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I laboratori Tèssere sono due, dislocati ad una distanza di circa 30 km l’uno dall’altro, e iniziano l’attività nel mese di gennaio di quest’anno. L’entusiasmo, l’impegno e la volontà delle persone che ci lavorano è la forza del progetto stesso e il segno evidente che nuove sfide possono essere affrontate anche (e, forse, soprattutto!) in periodi in cui il pessimismo e il disfattismo sono dominanti. Ora la vera sfida è entrare nel mercato, far conoscere i prodotti e garantire il lavoro alle persone che hanno avviato l’attività.
L’accento sulla prima “e” di Tèssere vuole segnare e sottolineare, all’interno del nome, la parola “Essere”, cioè l’essere persona con dignità. E la dignità viene anche dal lavoro.

Il fiore all’occhiello del laboratorio è la realizzazione di “mantas de stracciu” o “de sappulus” al telaio secondo il tradizionale sistema “de sa trama ‘e manta”. Da dove scaturisce l’esigenza di recuperare e promuovere le tecniche artigianali tipiche dell’Ogliastra?

L’esigenza è nata dalla consapevolezza del grande valore storico ed identitario della tessitura tradizionale e dalla preoccupazione che tale valore potesse essere perduto per sempre se non opportunamente recuperato e valorizzato.
Tèssere si assume la responsabilità di recuperare e valorizzare la tradizione, la storia e la cultura legata all’artigianato tessile locale, valorizza il sapere e il saper fare delle donne offrendo nuove opportunità anche a chi vive una condizione di marginalità sociale e lavorativa.

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La tecnica utilizzata nei laboratori ha in sé la particolarità dell’utilizzo del tessile usato e dismesso. Pertanto, in un unico gesto, si unisce l’arte antica con l’attenzione per l’ambiente. In ogni pezzo realizzato a mano, unico ed originale, è racchiusa la forza della tradizione; in ogni trama è racchiusa la passione per un mestiere antico che oggi si rinnova.

Qual è il rapporto tra il progetto e il territorio e, in generale, con istituzioni, scuole e altre realtà locali? E quali sono gli obiettivi e i progetti di Tèssere per il futuro?

Il progetto coinvolge quattro comunità ogliastrine: Baunei e la sua frazione Santa Maria Navarrese, Cardedu e Jerzu. Tutti i cittadini hanno accolto con interesse ed entusiasmo questa nuova sfida e collaborano donando ai centri raccolta il proprio tessile usato.
Tèssere è riuscito a mettere insieme Comuni distanti tra loro, associazioni, società impegnate nel settore ambientale, la Chiesa. Un “piccolo miracolo” in una terra tendenzialmente individualista, ma capace di intraprendere grandi sfide.
Oltre ai rapporti con i partner del progetto, la Coop. SchemaLibero e la Coop. L’Aquilone – responsabili rispettivamente del laboratorio di Baunei la prima e di Cardedu la seconda – stanno prendendo contatti con alcuni artigiani locali (orafi e ceramisti) per studiare insieme nuove possibilità creative.

Tèssere, nella prospettiva di tessere nuove relazioni, è pronta a collaborare con designer e creativi che, apprezzando il lavoro dei laboratori, abbiano voglia di esplorare insieme nuovi spazi creativi e di sperimentare nuove forme d’artigianato.
I laboratori Tèssere sono laboratori aperti alla visita di scolaresche e di viaggiatori che vogliono scoprire e conoscere da vicino la storia e l’artigianato locale.
L’obiettivo più importante è che Tèssere cresca e si auto-sostenga diventando una realtà forte, che sappia stare sul mercato creando nuova economia in modo etico e sostenibile.

Perché, come sottolinea il sito web, “Tèssere è un progetto, un sogno, una visione. E’ la certezza che si possa realizzare, ora, un futuro migliore”.

Laura Pavesi

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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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