Il Comune di Pianezza dice no al TTIP

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Il TTIP è un trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati. Il sito sbilanciamoci.org lo definisce senza mezzi termini così: «È l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto».

 

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«Il negoziato TTIP – continua l’autore del post – lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro».

 

Già solo questo aspetto preoccupa l’opinione pubblica (o la parte che è a conoscenza dell’esame in corso del TTIP). Tra le voci italiane che hanno voluto dire la loro, c’è anche quella di Mario Perino, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle al comune torinese di Pianezza. Il 19 ottobre, infatti, il consigliere ha presentato un ordine del giorno proprio su questo tema. «Premesso che nel giugno 2013 – avverte Perino – il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans- Atlantico su commercio e investimenti (TTIP) […], l’obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell’eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d’investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell’oceano Atlantico». «Considerato – si legge ancora nell’interrogazione – che le cosiddette barriere “non tariffarie” altro non sono che norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell’ambiente e della dignità sociale; il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali, minacciando di provocare un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione».

 

Una volta espresse le sue contrarietà, Perino aggiunge di più, chiedendo al consiglio comunale di esprimere «il proprio totale dissenso nei confronti del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea».

La richiesta fatta è di impegnare il sindaco e la giunta «a intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro del TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo; a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto in questo trattato viene leso, tra gli altri, il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali; a inviare la presente deliberazione all’Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea».

 

Matteo Marini

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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