Stiamo col fiume o con i salmoni? Impressioni di un fine settimana da “agenti del cambiamento”

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I salmoni passano la prima parte della loro vita nel mare, dove crescono nutrendosi dell’abbondante plancton che l’ambiente regala loro. Ma giunge un istante nella vita di ogni salmone in cui succede qualcosa di ineluttabile: un antico meccanismo biologico scatta all’interno del pesce ed esso si dirige verso la foce del fiume più vicino per poi risalirne le rapide controcorrente fino a raggiungere -migliaia di chilometri a monte- il luogo adatto dove riprodursi. Poi, una volta scovato fra le anse del fiume un bacino d’acqua tranquillo, adatto alla riproduzione, i salmoni si fecondano e depongono miriadi di uova -una femmina può deporne oltre ventimila. È un viaggio difficile e sfiancante perché il fiume scorre nel verso opposto e la corrente spesso è forte, ma i salmoni lo affrontano sapendo che è l’unico modo per assicurare la sopravvivenza della propria specie. 

 

Umbria, Passignano sul Trasimeno. Gli agenti del cambiamento sono arrivati a Panta Rei alla spicciolata, fra venerdì sera e sabato mattina. Provengono da varie parti d’Italia e in molti casi hanno percorso centinaia di chilometri per essere qui. Luoghi, percorsi ed esperienze diverse si vanno concentrando fra le spesse mura in terra cruda e paglia delle sale di Panta Rei. Ci sono i mondi della decrescita e della transizione, gli “scecchisti”, i maestri di strada e le esperienze educative all’avanguardia. Ci sono artisti, musicisti, cantanti, c’è chi lotta ogni giorno contro le mafie e chi si batte per difendere il proprio territorio da scempi e soprusi. C’è chi si muove a piedi lungo sentieri nei boschi e chi di sentieri ne esplora d’interiori, fatti di ricerca e consapevolezza. Ci siamo anche noi di Italia che Cambia, in folta schiera.

 

68119_10205215986787120_1526834567277757724_nMa, al di là dei gruppi e della provenienze, c’è un mosaico umano colorato e rumoroso. Chissà se a vederci dall’alto continuiamo a sembrare semplici puntini colorati oppure formiamo un qualche disegno? Di fronte a noi si para un fine settimana da cui nessuno sa bene cosa aspettarsi, ma la curiosità nel proprio sguardo è stemperata dal riconoscere in quello altrui un sentire comune. Vogliamo sentirci parte di un processo collettivo, naturale e ineluttabile.

 

Ed ecco che fra gruppi di discussione, momenti ludici, dell’ottimo cibo e qualche bicchiere di vino si dipana la due giorni degli Agenti del Cambiamento. Le incertezze lasciano il passo alla confidenza reciproca, si iniziano a intessere nuove trame. Dai tavoli di discussione sulle tematiche più disparate, facilitati da Melania con l’utilizzo di varie tecniche (Open Space Technology, World Café e altre ancora di cui non conosco il nome), iniziano ad emergere proposte e iniziative che vanno concretizzandosi ora dopo ora. Quella massa informe di dubbi e aspettative prende man mano un aspetto discreto.

 

Parliamo di scuola e educazione, di macro e micro economia. Di libertà e felicità, rispetto; di legalità e lotte sociali, diritti umani. Dell’importanza di modificare quell’immaginario collettivo decadente che è stato cucito addosso al nostro paese, di trovare nuove forme per fare comunità, di rilocalizzare i processi di produzione, consumo e smaltimento e parallelamente demercificare ciò che per natura merce non è. Di lasciare i bambini liberi di imparare e i grandi liberi di scegliere assieme ai propri figli il tipo di educazione più adatto. Si raccontano esperienze di chi vive controcorrente, come i salmoni, ma adesso sente di aver trovato un luogo calmo dove fecondare le proprie idee con quelle degli altri. E mentre si parla nascono nuovi legami, i progetti si intrecciano, si scoprono affinità insospettate e si immaginano nuovi risvolti.

 

Ci troviamo la domenica sera con una serie di decisioni condivise e un inizio di percorso comune. Ci ritroveremo di nuovo. Molti di noi faranno iniziative assieme. A sera ci salutiamo stanchi per tutta l’energia spesa ad ascoltare e condividere ma con una nuova forza e la consapevolezza di essere in tanti, molti di più di quanto pensassimo.

 

Milioni di salmoni migrano ogni anno nelle acque gelide del fiume. Se li si osserva in massa mentre guizzano e saltano a decine contemporaneamente viene da chiedersi se non sia il fiume ad aver sbagliato direzione.

 

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Un ringraziamento particolare va a Filippo per aver dapprima immaginato questo incontro e averci in seguito lavorato alacremente per renderlo possibile, A Dino e Mary che hanno fornito cibo squisito e un letto caldo ai tanti ospiti giunti, a Giulia per aver contribuito a organizzare questa splendida iniziativa e a Melania che con la sua opera di facilitazione ha reso possibile che da una settantina di teste diverse si riuscisse a giungere in maniera facile e mai conflittuale a decisioni e percorsi condivisi.

 

Andrea Degl’Innocenti

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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