Cyclolenti in Italia: la pausa di Caserta

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Dopo 72h di mare all’orizzonte, di poco sonno e di ondeggiamenti…“Terra..terra..”, il mio entusiamo è alle stelle! Accarezziamo l’acqua tra Carloforte e Sant’Antioco, nell’aria si sente già il profumo di casa. Approdiamo nella baia di Calasetta. Sotto di noi una tavola d’acqua cristallina, sembra di essere arrivati ai Caraibi. Un tuffo in quest’angolo di paradiso, due bracciate e i piedi assaporano il gusto della morbida sabbia dorata: Siamo in Italia!

 

Arrivo a Calasetta, Sardegna

Arrivo a Calasetta, Sardegna

Ormai sono passate tre settimane dall’ultimo giro di pedali. Ci rituffiamo nel mondo dove tutto è saldamente ancorato a terra, è stabile. Le strade ti indicano la via e ti portano dal punto A al punto B, senza rischio di scarrocciare; ci sono perfino i cartelli stradali che ti guidano tra queste lingue d’asfalto: è sin troppo facile!

Il tempo di sgranchire le articolazione e siamo già ad Iglesias. A braccia aperte ci aspettano Donatella e poi Antonello che ci raggiunge da Cagliari; due fratelli conosciuti qualche anno fa quando, in Sardegna, ci venivo per lavoro, da Milano, in aereo.

 

Accettiamo l’invito di Fabio, un ragazzo che ha preso un pezzetto di terra a nord del capoluogo sardo. Un luogo di sperimentazione a tutto tondo: ha piantato un frutteto, orti, piante particolari, estrae olii essenziali, saponifica, macina, essicca, costruisce con materiali di recupero…un vulcano di idee. Per l’occasione vengono anche Riccardo e Sheryl, entrambi conosciuti durante il corso di Permacultura che feci qui in Sardegna. Fanno parte della Rete Ecosardi  e stanno individuando il terreno che possa ospitare un progetto di ecovillaggio. Sono aperti a nuovi membri perciò se interessati non esitate a contattarli.

La voglia di riabbracciare i familiari è tanta, il traghetto per Napoli parte stasera. L’enorme scafo fa ribollire la massa d’acqua del porto. Sulla banchina eccoli che ci aspettano. Carichiamo le otto borse in macchina e insieme a mia sorella Martina, e alla sua bici pighevole, pedaliamo leggeri nell’ultimo tratto che ci separa da casa: Napoli-Caserta, il più pericoloso dei 5.000km percorsi fino a qui. Prima di lasciare la metropoli, riferito alla posizione strana della bici, ricevo il commento più originale degli ultimi 5 mesi di viaggio: “Uà, par ca sta ‘mpennann’!” ovvero “Wow, sembra che sta impennando!”.

Marco, Martina (la sorella) e Vanda (la mamma) alla Reggia di Caserta

Marco, Martina (la sorella) e Vanda (la mamma) alla Reggia di Caserta

Le settimane a casa trascorrono veloci tra una pizza e una mozzarella di bufala. Le giornate baciate dal sole infondono ispirazione; approfittiamo per scrivere tutti gli articoli che mancavano per essere aggiornati col blog.

Per qualche dì il salone si trasforma in ufficio postale; sono arrivate le magliette CycloLenti e organizziamo le spedizioni. A tal proposito mandateci le foto di voi con le t-shirt. Faremo un album con i “Cyclolenti nel Mondo”. Per chi non ha ancora la maglietta Cyclolenti, non è mai troppo tardi, potete sempre ordinarne una (o due o più…). Presto faremo un’altra stampa (cliccate qui per prenotare la vostra T-shirt).

 

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La pausa a Caserta è ricca di incontri e novità:
- Avviamo la campagna di raccolta fondi “Facci pedalare, 50 centesimi al km”  la cui metà è devoluto all’associazione senza scopo di lucro “Life Project 4 Youth” che andremo a visitare in Vietnam et nelle Filippine. 

- Condividiamo il nostro progetto sul territorio campano: organizziamo una mostra fotografica presso il Decathlon di Marcianise, due chiacchiere con i meravigliosi ragazzi degli Scout, teniamo una conferenza stampa con i sindaci di Caserta e San Nicola la Strada, siamo ospiti presso il Caserta FilmLab;

- Cambio il mio cavallo di battaglia. Saluto la reclinata, fedelissima compagna di avventure, e do il benvenuto a Blanquette II, modello Terranova, prodotta su misura da uno dei rarissimi artigiani italiani nell’ambito del cicloturismo: Bressan Bike. Anche Bressan sposa la nostra causa ed entra tra gli sponsor.

- Conosciamo Salvatore Capasso, un grande appasionato di cicloturismo. Ha finanziato la ciclovia del Volturno e ogni anno organizza il Festival dell’Erranza  a Piedimonte Matese; uno dei pochi amministratori delegati di banca a cui sia rimasto il buon senso. Banca Capasso ci adotta e ora è sponsor di Cyclolenti; 

- Consolidiamo il rapporto con “Italia che Cambia” e “Movimento Lento”, nostri media-partners.

 

Leggi anche “Aprire gli occhi, iniziare una nuova vita: il viaggio dei Cyclolenti” 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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