Cyclolenti in Spagna: mangiare meno, meglio, locale e di stagione

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Da Marinaleda  a Granada gli agricoltori si sono sbizzarriti: uliveti a perdita d’occhio e solo a volte intervallati da qualche campo di… pannelli solari, non cresce nient’altro! Sfortunatamente per i cicloturisti di passaggio, le ho assaggiate per voi, le olive appena colte non sono affatto buone ! Niente che si possa mangiare durante il cammino! Andiamo in altitudine : 851mt e gli ulivi sono sempre là anche lungo le pendenze della montagna.

 

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16 Settembre h11:00 del mattino, più sporchi che mai arriviamo a Granada. 
Il Warmshower (WS) che avrebbe dovuto ospitarci non è più disponibile, ci mettiamo alla ricerca di un tetto per questa sera. Il miracolo di Siviglia si replicherà? Nell’attesa di un segno dal cielo, proviamo a far accelerare le cose. N.1: recarsi al comune e chiedere se vi siano strutture d’accoglienza ; N.2 : cercare una connessione internet, la biblioteca comunale ; N.3: contattare tutti i WS e Couchsurfer della città lasciando il proprio numero e incrociare le dita che qualcuno chiami prima che faccia buio; N.4: scrivere un annuncio su Facebook nell’evenienza in cui qualcuno abbia conoscenze a Granada ; N.5: controllare le email, non si sa mai!

 

Ed è qui che il “miracolo” prende forma : Patrick e Jacqueline, nostri angeli guardiani della Galizia, ci hanno lasciato un messaggio: “Ciao a tutti e due, di ritorno dalle vacanze, ho notato che siete dalle parti di Granada. Non credevo che andaste così veloci. Come promesso Jacqueline può telefonare ai sui cugini se volete un alloggio. Avvisateci e vi metteremo in contatto con Loly e Julien. A presto e buon viaggio”.

 

All’indomani, dopo una notte di ampio recupero da Loly e Julien, visitiamo Granada. Per la famosa Alhambra niente da fare, sappiate che bisogna riservare con almeno un mese d’anticipo… e noi un mese fa non sapevamo che saremmo stati a Granada e neanche che ci saremmo passati! Il cicloviaggiatore vive in un mondo imprevedibile dove la nozione del tempo e dello spazio è differente: non prenoterà nulla perché non sa mai fino a dove le sue gambe lo condurranno e a che velocità. Scopriamo Granada girovagando a piedi nel quartiere dei gitani di Sacromonte, dove nacque il Flamenco e nelle viette del rione arabo d’Albaicin.

 

 

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Programma di oggi: bagno nel Mediterraneo! C’è un italiano che aspetta da mesi un mare calmo e caldo. Per l’occasione è riuscito a svegliarsi presto! C’imbarchiamo in una lunga discesa attraverso la Sierra Nevada, un canyon interminabile ci guida, magico! Non sappiamo ancora quello che ci aspetta. Avvicinandoci alla costa, superiamo dei campi di avocado, poi chilometri quadrati di plastica ricoprono la montagna e i bordi del mare. Che orrore! Come è possibile? Ma che c’è sotto questa plastica?

 

E bene, mi dispiace dirvelo ma sono principalmente i meloni, i peperoni ed i pomodori che mangiamo tutto l’anno, compreso in inverno. Provenienza: Spagna. Le serre garantiscono 3 semine all’anno. Durante il periodo di raccolta circa 3.000 camion al giorno lasciano la regione. La nazionale non regge più questo flusso e una bella autostrada è in costruzione. Un disastro. Senza considerare, secondo delle voci, gli immigrati, avvolte clandestini, che sottopagati e in pessime condizioni ci lavorano. Durante i chilometri di strada percorsi tra le serre, posso dirvi che un forte odore di prodotti chimici dilagava… vi lascio immaginare nelle serre!

 

Chilometri e chilometri di plastica

Chilometri e chilometri di plastica

 

Eravamo combattuti tra, risalire la costa fino in Francia o collaudare la nostra prima esperienza di barca-stop per raggiungere la Francia o l’Italia. Un centinaio di chilometri tra le serre ci sono bastati, al porto di Adra tentiamo la  fortuna. Ci consigliano quello di Almerimar. Secondo lo Yatch club di Adra per noi ci sono scarse possibilità: 2 persone, 2 bici, di cui una reclinata, sono un po’ troppe per una barca a vela. Inoltre, la stagione fredda è alle porte, le imbarcazione arrivano nei porti o per restare tutto l’inverno o per ripartire verso zone più calde, in direzione Isole Canarie…. e se cambiassimo i nostri piani?

 

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Ad Almerimar, c’è da leccarsi i baffi, è pieno di barche a vela!!! Facciamo fare due risate ai ragazzi della capitaneria con il nostro annuncio e per come siamo conciati. Chiediamo loro la destinazione di tutte le barche che entrano ed escono dal porto. Due ore più tardi e dopo aver incontrato un’italiana che tornava dal giro del mondo in barca a vela, andiamo ad interrogare le imbarcazioni ormeggiate. Nessuno a bordo, barca troppo piccola… quando all’improvviso:
-Sconosciuto: “This is a bike for lazy people”
-Marco : “No, this is for intelligent people!”
- Sconosciuto: “Can I try?”
- Marco : “Sure! Do you have a boat?”.

 

Un’ora più tardi ceniamo con Igor e Griet nel cockpit della loro barca. Vogliono andare in Sardegna per l’invernaggio, ma dialogare con i porti è difficile perché non parlano italiano. Ci propongono una cabina per la notte, domani li aiutiamo a chiamare. La loro barca si chiama MissTerre “A sailing boat looking for a better world”.  Mi piace! 
Niente è certo ma già sogniamo!

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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