Cyclolenti in Italia: il Salento in bicicletta

Porto Cesareo

Mar Ionio in vista, ho la sensazione di un déjà vu. In effetti, nell’estate del 2013, facciamo il nostro primo viaggio di due settimane nei panni di cicloturisti. Testiamo la nostra familiarità con la bici, il campeggio libero, la vita nomade, la capacità di sopportarci a vicenda H24… È andata piuttosto bene e rieccoci in Salento! Fa strano ritrovarsi sulla stessa strada e pensare a come ci si sentiva esattamente un anno e mezzo fa. Adesso abbiamo un po’ più di bagagli con noi e le spiagge sono deserte, non è ancora periodo di vacanze, è inverno.

 

 

Porto Cesareo

Porto Cesareo

Torre lapillo, Porto Cesareo, Porto Selvaggio, tramonto a Torre Uluzzo, Santa Caterina… ricordi, ricordi… A Porto Badisco facevamo il bucato sotto la fontanella del paese quando ci chiama un gruppo di ciclisti. Carlo faceva da guida turistica tramite la sua associazione Salento Bici Tour. Oggi a Gallipoli siamo ospitati da Giulia, che fa parte anche lei dell’associazione, ci racconta le grandi novità. Bhè, cosa c’è di meglio che visitare il Salento in bici in compagnia di gente del posto e spaziando dalle tematiche più varie: gastronomia locale, storia della regione, la lingua italiana… hanno sempre delle idee originali e da anni sono impegnati nella mobilità sostenibile e lo sviluppo del territorio.

 

Domenica 21 dicembre, insieme ad altri cicloviaggiatori, siamo gli ospiti speciali della passeggiata in bicicletta di oggi. Si pedala alla scoperta della Street-Art di Racale. A guidarci ci sono i protagonisti del progetto a cui si deve tutto ciò: Viavai. Di buon mattino carichiamo una ventina di bici sul furgone di Salento Bici Tour e raggiungiamo il gruppo. Una volta che tutti hanno provato e trovato il proprio mezzo, partiamo per un percorso di 25km. Con noi ci sono Sophie e Michel, una coppia di francesi di Bayonne sulla cinquantina, partiti da un anno per un giro del mondo in bici.

 

 

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Marco e Tiphaine con Sophie e Michel, i cicloviaggiatori, Giulia e Carlo di Salento bici tour, Amanda e Kristy

 

Hanno attraversato la Spagna, il Marocco, l’Italia e non hanno nessuna intenzione di fermarsi, sono in gran forma! Ci scambiamo idee, consigli, trucchetti… Il 21 dicembre è il compleanno di mio padre e anche di Giulia che ci ospita. La sera si improvvisa una festa. Oggi è anche il sostizio d’inverno e Marco accetta l’invito di alcuni amici di Carlo e Giulia che hanno organizzato una prova di capanna sudatoria in una spiaggia poco prima di Gallipoli. Marco racconta: sulla sabbia teli colorati fungono da pavimento, foglie di eucalipto, rosmarino e erbe varie decorano e profumano l’interno della struttura geodesica che fa le veci della capanna.

 

Al centro, un buco ospita le roventi pietre posizionate nel bel mezzo del falò poco distante. La cerimonia della capanna sudatoria appartiene ai popoli nativi americani e si tratta di un rito di rinascita e purificazione. Danziamo scalzi intorno al fuoco, cantiamo e beviamo una tisana. L’acqua evapora sulle pietre incandescenti e riscalda l’ambiente. Purtroppo a causa di alcuni problemi tecnici il calore si disperde e non riusciamo a sudare come si deve, anzi, per dirla tutta fa anche un po’ freddino. Nonostante ciò, una pazza idea ci attraversa la mente: “facciamolo lo stesso il bagno depurativo! Al tre, chi vuole, va”. Ahhhhh, gridiamo per non sentire freddo mentre corriamo chi nudo, chi in mutande verso le onde. È fatta, in fondo non è più fredda dell’Atlantico di quest’estate.

 

 

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Alzo lo sguardo verso il cielo e per un istante dimentico di stare in acqua; rimango incantato dalle stelle che questa sera appaiono numerose e nitide. Dietro di me Gallipoli luccica in lontananza, il vento porta con sé tutto il sapore del mare e il fuoco illumina i nostri visi bagnati; mi sento felice, in sintonia con gli elementi… mi sento rigenerato! L’indomani giornata relax, ci godiamo il balcone baciato dal sole e con vista a 180° sul mare, che bellezza! Faccio due chiacchiere con Amanda, californiana, che è qui che aiuta Salento Bici Tour tramite WorkAway: lavora qualche ora in cambio di vitto e alloggio.

 

Si tratta di un altro sito che funziona con la stessa logica di Helpx che spesso utilizziamo durante questo viaggio. Amanda era un’ allenatrice sportiva negli USA, ma ha deciso di imparare l’italiano, ha fatto le valige ed eccola qua a Gallipoli! Kristy, una sua amica, l’ha raggiunta da qualche giorno, ha appena dato le dimissioni perché insoddisfatta. Tutti e due, come noi, non si sono date una scadenza al loro viaggio.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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