Per una Città delle Mamme: a Roma lavoro e maternità nel co-working L’Alveare

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Durante la maternità la vita delle mamme viene stravolta completamente e l’andamento quotidiano della tradizionale routine a cui erano abituate cambia improvvisamente verso. È proprio in questo periodo che i genitori rischiano maggiormente l’isolamento, perché nel frattempo la vita intorno a loro continua a scorrere indisturbata.

 

 

 

Da queste semplici riflessioni nasce l’idea di un gruppo di neo-mamme romane: far diventare il loro quartiere, il Pigneto, a misura di genitore. La loro prima proposta è quella di rendere il cinema più adatto alla presenza dei bambini e dopo aver ricevuto l’approvazione del Municipio V, nel 2009 si costituiscono come Associazione – “Città delle Mamme” – e iniziano a lavorare attivamente al progetto. Parte così la loro prima esperienza, quella del “Cinemamme”, per non rinunciare al cinema durante l’allattamento.

“Non si tratta di rassegne tematiche”, spiega Serena Baldari una delle prime fondatrici dell’associazione, “è la normale programmazione cinematografica, ma nella sala vengono prese alcune accortezze per rendere più facile la cura dei neonati da parte dei genitori.” Il volume del film è leggermente ridotto, le luci di posizione sono lasciate accese, il bar è provvisto di scalda biberon e il bagno di un fasciatoio. Ma soprattutto ogni spettatore in sala è munito di tanta pazienza e tolleranza, quindi nessuno verrà a protestare qualora un bambino iniziasse a piangere.

 

Il “Cinemamme” è stato sperimentato per la prima volta al Cinema Aquila, si è diffuso in altri cinema di Roma ed è arrivato fino alle sale milanesi. Dopo il successo di questo primo progetto le iniziative della “Città delle Mamme” hanno cominciato a includere altri momenti della giornata e nel 2011 è nato il “MammaCaffè”, uno spazio aggregativo itinerante per i locali del Pigneto. “Bisogna creare appuntamenti trasversali che siano adatti sia ai bambini che ai genitori”, riflette Serena, “non si può pensare che una neo-mamma debba spendere tutto il suo tempo in una ludoteca rinunciando completamente alle proprie piccole soddisfazioni”. Basta poco per evitare i “ghetti” per soli genitori e rendere un bar a misura di famiglia. Includere un piatto semplice nel menù, anticipare di poco l’orario dell’aperitivo o della cena e adibire un piccolo spazio al gioco dei bambini, sia per quelli piccoli sia per chi è già un po’ cresciuto.

 

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Tra un’iniziativa e l’altra, “Città delle Mamme” si è resa conto che un altro problema centrale nella vita di un neo-genitore è quello del lavoro. Così dal Settembre del 2014 è stato aperto un co-working con spazio baby. “Abbiamo pensato che sarebbe stato bello avere uno spazio in cui le mamme potessero lavorare con i loro figli accanto”, ricorda Daniela Sacco, una delle fondatrici de “L’Alveare“, il nuovo co-working nel quartiere di Centocelle. “Il nome nasce dall’unione di due idee: richiamare indirettamente le celle in riferimento al toponimo del quartiere”, spiega Daniela, “e dare il senso dell’operosità, quella dei nostri co-worker appunto”.

 

Il progetto ha ricevuto un finanziamento pubblico, ha ottenuto il patrocinio del V Municipio e l’Assessorato alle periferie del Comune di Roma ha concesso gli spazi in gestione. Oltre ad aver creato una possibilità per le mamme lavoratrici, la “Città delle Mamme” ha recuperato uno spazio abbandonato che era già stato più volte vandalizzato.

 

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L’attenzione alla riduzione dei rifiuti è un altro aspetto fondamentale che la “Città delle mamme” tiene in considerazione. “Abbiamo chiesto a tutti di portare una tazza da casa per evitare lo spreco di bicchieri di plastica, così abbiamo dato anche la possibilità di alleggerire le credenze”, scherza Serena. Non solo, lo scorso Novembre nell’ambito del “Cinemamme” è stata ospitata un’iniziativa per informare sulla buona pratica dei pannolini lavabili, in occasione dell’annuale “Settimana Europea Per la Riduzione dei Rifiuti”.

 

Una giornata “standard” all’alveare accoglie le mamme con i loro figli intorno alle 10, i bambini vengono affidati all’educatrice dello spazio baby e verso le 12 si mangia tutti insieme. Ovviamente il co-working è aperto a tutti e lo spazio baby è solo un’opportunità in più che si offre a chi ne ha bisogno. Il luogo è stata anche un’occasione di incontro tra professionalità diverse. “Ospitiamo una mamma che faceva la scenografa ma adesso, avendo meno possibilità di viaggiare, tra le altre cose si sta dedicando alla realizzazione di bozzetti per alcune ostetricie che lavorano qui di tanto in tanto”, racconta Daniela.“In fondo lo scopo del co-working è anche questo”, conclude, “quello di creare sinergie mettendo a disposizione, ognuno, le proprie abilità”. 

 

Il sito dell’associazione Città delle Mamme 
Il sito del co-working L’Alveare 

 

Visualizza L’Alveare sulla Mappa dell’Italia che Cambia 
Visualizza l’associazione Città delle Mamme sulla Mappa dell’Italia che Cambia 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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