Ringling Bros: niente più elefanti al circo, dal 2018

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Gli elefanti del famoso Ringling Bros. and Barnum & Baley Circus sono stati al centro di azioni legali per anni. Da tempo, questo circo è stato oggetto di critiche e contestazioni da parte delle associazioni animaliste a causa del crudele trattamento riservato agli animali.

 

 

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Sicuramente, le pressioni esercitate dagli attivisti per i diritti animali hanno avuto il loro peso sulla decisione presa ieri, 5 marzo, dai dirigenti della Feld Entertainment, “società madre” del circo, i quali hanno annunciato in esclusiva alla Associated Press, la volontà di eliminare gradualmente gli elefanti dagli show entro il 2018. Il video  girato sotto copertura dalla PETA, sostenuta in Italia per questa campagna dalla Lega Antivivisezione (LAV) e dall’associazione Animalisti Italiani, ha sicuramente contribuito, grazie alle numerose condivisioni sui social network, a sensibilizzare un gran numero di persone, anche non animaliste, che hanno aperto gli occhi sui metodi di addestramento tenuti segreti per anni.

“Nel video si vedono diversi operatori del circo colpire senza motivo e ripetutamente gli elefanti sul muso, sulla proboscide, sulle orecchie e in altre parti sensibili del corpo. Il dossier dell’investigazione  lamenta una serie di mancanze che denotano una gestione impropria degli animali tra cui la mancanza di adeguate cure veterinarie, i traumi, gli stress comportamentali, i danni fisici inflitti ad alcuni animali, i disagi non necessari procurati agli elefanti e non aver testato gli elefanti per la tubercolosi e pratiche di nutrizione non igieniche” dichiarano le tre associazioni animaliste.

 

Gli animali reclusi mostrano comportamenti disturbati e movimenti stereotipati come il dondolamento continuo da una zampa all’altra. Ai cuccioli di elefante non è riservato un trattamento migliore. Dalle fotografie scattate dall’ex addestratore Sam Haddock, all’interno del circo Ringling Bros. and Barnum & Baley, è emerso che i piccoli pachidermi sono legati con catene, percossi e sottoposti a scariche elettriche per essere ammaestrati al fine di eseguire il numero. Diversi cuccioli di elefante sono morti; a uno di loro sarebbero state spezzate entrambe le zampe posteriori durante un allenamento, mentre un altro sarebbe annegato, fuggendo dal proprio addestratore.

 

 

Michael Cotterman

 

Di primo acchito, la scelta di bandire gli elefanti dagli show sembrerebbe, dunque, una grande vittoria, una di quelle che potrebbe far esultare di gioia tutto il popolo animalista. Effettivamente lo è, ma solo parzialmente, perché il circo Ringling, da sempre incentrato sulle esibizioni degli animali, continuerà a usarli, elefanti esclusi. La decisione di non utilizzare più i pachidermi negli spettacoli, come spiegano Alana Feld, vicepresidente esecutivo e Kenneth Feld, presidente della società, nasce semplicemente da due esigente: il cambiamento di gusti da parte delle persone che sembrano non gradire più gli show con gli elefanti e le ordinanze anti-circo.

 

“Diventa difficile pianificare la tournée con questi animali dal momento che, le normative sono in continua evoluzione e diventa davvero costoso lottare contro la legislazione di ogni giurisdizione” affermano i dirigenti della società. A mio avviso nel piano di Kenneth Feld c’è ben altro. Nel 2009, nel corso di un processo contro il proprio circo, quando l’avvocato gli chiese se lo show sarebbe stato lo stesso senza elefanti, egli rispose di no poiché l’elefante è il simbolo dello spettacolo circense per eccellenza. Questa settimana, alla stessa domanda, Feld ha risposto: “Le cose sono cambiate. Come trasformare, dunque, un progetto in un business di successo? Adattandolo”. Gli elefanti nei circhi non sono più graditi? Come sfruttare allora questi animali per trarne dei lauti profitti? Trasformando, entro il 2018, il Center for Elephant Conservation, in Florida, di proprietà della Ringling, dove vivono al momento 29 dei 43 elefanti posseduti.

 

Inizialmente il centro sarà aperto solamente ai ricercatori, agli scienziati, agli zoologi ed etologi. La mia paura, neanche tanto infondata, è che il centro venga presto trasformato in un ennesimo giardino zoologico, spacciato per santuario, dove gli elefanti, già addestrati, possano garantire alla Feld Entertainment, quegli incassi persi dal crescente disinteresse del pubblico verso i circhi con animali, i quali sopravvivono ancora grazie ai finanziamenti pubblici. Se non si decideranno a riconvertire le loro attività saranno destinati a morire.

 

I circhi senza animali al momento non ricevono contributi statali; tra questi c’è Le Cirque du Soleil, che incassa più di tutti i circhi italiani messi insieme. Un appello alle associazioni animaliste: “Non fermatevi davanti questa apparente vittoria. Il Ringling Bros. and Barnum & Baley Circus non ha scelto per ragioni etiche. Altri animali saranno ancora sfruttati, maltrattati e abusati al posto degli elefanti. Non abbassate la guardia”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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