Stop vivisection: consegnate oltre 1milione di firme contro la vivisezione

stopvivosection_firme2

stopvivosection_firme2La Commissione europea ha verificato e convalidato circa1milione e 173mila firme raccolte per Stop Vivisection  la campagna che si è avvalsa del “diritto d’iniziativa”, varato dall’Unione europea nel 2012, che consente ai cittadini europei di “prendere parte all’elaborazione delle politiche dell’UE”, purché sia sostenuto da almeno un milione di cittadini europei appartenenti come minimo a sette dei 28 stati membri.

 

Così un comitato scientifico, un comitato promotore e i cittadini di varie parti d’Europa (Spagna, Francia, Italia, Finlandia, Ungheria, Polonia, Germania, Slovacchia, Slovenia) hanno colto l’opportunità della European Citizen’s Initiative (ECI), lo strumento partecipativo, che non è una semplice petizione, usato in questa occasione per mettere in discussione e controbilanciare i forti interessi di chi realizza profitti sulla sperimentazione animale senza considerare né la salute dei cittadini né il diritto alla vita, al rispetto, alla libertà e al benessere di tutti gli esseri viventi.

“Si allarga di giorno in giorno il numero di medici e ricercatori di rilievo internazionale che mettono in discussione la validità della sperimentazione animale, giudicata un grave errore scientifico in quanto priva di valore predittivo per l’uomo, un freno per lo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizione scientifiche, un ostacolo alla possibilità di attingere a risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo” dichiarano i promotori di Stop Vivisection.

 

La raccolta firme, dunque, ha l’obiettivo di sollecitare la Commissione europea a abrogare la Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e a presentare una nuova proposta che abolisca l’uso della sperimentazione su animali, rendendo nel contempo obbligatorio, per la ricerca biomedica e tossicologica, l’uso di dati specifici per la specie umana.

 

 

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Stop Vivisection, seppur fondata su una posizione etica dei cittadini, nasce anche per chiedere quella svolta scientifica senza la quale non vi è speranza per la salute umana e dell’ambiente, insistendo sulla necessità di rendere obbligatori i metodi sostitutivi, incoraggiandone lo sviluppo, per abolire l’inutile e rischiosa pratica della sperimentazione animale, che non ha mai subito alcun processo di validazione, paradossalmente e obbligatoriamente richiesto per ogni metodo alternativo.

 

Nella seconda metà di aprile le associazioni promotrici della campagna Stop Vivisection, accompagnate da scienziati e giuristi, saranno chiamate a Bruxelles, per illustrare le ragioni di STOP VIVISECTION. La Commissione europea sarà tenuta a esporre le sue conclusioni giuridiche e politiche riguardo l’iniziativa e l’eventuale azione che intende intraprendere entro il 03 giugno 2015.
In questi mesi, sarà necessario continuare a supportare la campagna con attività di divulgazione, sensibilizzazione e pressione per rafforzare il movimento antivivisezionista fortemente cresciuto in questi ultimi anni.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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