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2 Apr 2015

Orti didattici: l'amore per la natura e il cibo genuino si imparano a scuola

Scritto da: Laura Pavesi

Realizzare l’orto a scuola è un modo efficace di insegnare ai bambini educazione ambientale e alimentare e, al tempo stesso, multidisciplinare. Insegnare loro a coltivare frutta e verdura significa non solo educarli alla tutela dell’ambiente, al rispetto della natura e dei suoi ritmi, ad un’alimentazione sana e genuina e alla stagionalità del cibo, ma anche […]

Realizzare l’orto a scuola è un modo efficace di insegnare ai bambini educazione ambientale e alimentare e, al tempo stesso, multidisciplinare. Insegnare loro a coltivare frutta e verdura significa non solo educarli alla tutela dell’ambiente, al rispetto della natura e dei suoi ritmi, ad un’alimentazione sana e genuina e alla stagionalità del cibo, ma anche insegnare loro materie scolastiche “classiche” come scienze, matematica, geografia, storia attraverso un approccio insolito e coinvolgente: all’aperto e a diretto contatto con la terra.

 

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Anche in Italia l’orto scolastico è ormai una realtà diffusa e sono decine e decine gli istituti comprensivi – dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori e agli istituti tecnici – che stanno sperimentando con successo la coltivazione di ortofrutta come efficace strumento educativo. I ragazzi vivono la coltivazione dell’orto come un gioco, ma imparano valori importanti come il senso di responsabilità, il lavoro di gruppo e la collaborazione, la tutela dell’ambiente e il rispetto per la natura e i suoi ritmi.

 

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Tra i tanti progetti esistenti in Italia segnaliamo le esperienze di Lucca, Milano, Bergamo e del Cilento. A Lucca esiste l’iniziativa “Ortiscolastici.it”, nata dal progetto “L’Orto delle Meraviglie”, un’esperienza di orticoltura didattica iniziata nel 2008. A Bergamo è attivo il progetto educativo sviluppato dall’Orto Botanico “Lorenzo Rota” nel 2012 in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale che oggi coinvolge una trentina di scuole, per un totale di 90 classi di vario ordine e grado. A Milano troviamo “MiColtivo, Orto a Scuola” – un programma di educazione alimentare ed ambientale dedicato ai bambini lanciato nel 2012 e patrocinato dal Comune di Milano – e gli “Orti didattici di Via Siderno” che organizzano percorsi didattici per le scuole materne ed elementari dal 2006. L’esperienza degli orti didattici e sinergici nel cuore del Cilento nasce nel 2007, dopo l’arrivo della preside Maria De Biase all’Istituto comprensivo Teodoro Gaza di San Giovanni a Piro (Salerno). Qui, oltre ai tanti progetti avviati e alle buone pratiche di sostenibilità, parte dei prodotti degli orti e del frutteto coltivati dai bambini costituiscono l’eco-merenda quotidiana di alunni.

Anche la Regione Marche realizza un’offerta formativa destinata alle scuole con il progetto “Ortoincontro”. Inoltre, in molti casi il cibo prodotto dagli studenti viene servito direttamente alla mensa scolastica, come all’Istituto comprensivo statale “G. Binotti” di Pergola (in provincia di Pesaro Urbino) dove i ragazzi mangiano regolarmente i prodotti dell’orto, curato da una decina di classi di scuola primaria e una di secondaria. E non dimentichiamo Slow Food che, attraverso il progetto “Orto in Condotta” ha realizzato – dal 2004 ad oggi – oltre 500 orti didattici in tutta Italia, coinvolgendo un centinaio di Condotte (qui il video illustrativo).

 

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Oltre alle iniziative di singoli Istituti e di privati, anche il MIFAAP-Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e il MIUR-Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca hanno deciso di lanciare a livello nazionale, per l’anno scolastico 2014-2015, il progetto “Orti nelle scuole”, destinato ai bambini delle scuole materne ed elementari. Il progetto, realizzato con la collaborazione delle associazioni agricole e dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, è finalizzato ad “incoraggiare una corretta e sana alimentazione attraverso l’esperienza concreta degli orti didattici” e rientra in un percorso didattico ed educativo più ampio ideato ad hoc per Expo Milano 2015. Malgrado le discutibili scelte di sponsorizzazione dell’evento internazionale, nel progetto rientrano obiettivi apprezzabili, come sensibilizzare ed educare i giovani ai temi della nutrizione e degli sprechi alimentari e al valore delle produzioni agricole e delle eccellenze italiane.

 

Creare un orto a scuola – contrariamente a quanto si potrebbe pensare – non richiede molto spazio, né grandi risorse economiche: bastano una piccola area di 4-5 mq esposta al sole e un rubinetto. Si può togliere un po’ di spazio al giardino della scuola o realizzare semplici cassoni di legno di 1-2 mq e riempirli di terra, ma si possono coltivare erbe aromatiche e piccole piante da frutto anche in vaso. E questo ne spiega, in parte, la grande diffusione a livello nazionale.

 

Ma il vero successo dell’orto didattico sta nel fatto che è una vera e propria “aula a cielo aperto“, perché coltivare frutta e verdura è un’attività che implica non solo l’insegnamento di nozioni di matematica, chimica, fisica e biologia, ma anche italiano (si impara un linguaggio tecnico e termini che non sono di uso corrente), geografia (da dove vengono le piante? come sono arrivate in Italia?) e storia (le piante sono italiane/europee o provengono da altri paesi/continenti? in che epoca sono state introdotte in Europa? molte piante sono protagoniste di cambiamenti epocali, ad esempio pomodori, patate, cacao).

 

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L’orto didattico, inoltre, stimola il senso di responsabilità individuale (ogni alunno deve prendersi cura delle piantine affidate alle sue cure), responsabilità verso il prossimo (nell’orto si lavora insieme e ci si aiuta) e responsabilità verso l’ambiente. La coltivazione di ortofrutta favorisce nei bambini l’acquisizione di valori importanti come il rispetto delle regole, la capacità di relazionarsi con gli altri, il lavoro di gruppo e a facilitare la comprensione di concetti piuttosto complessi per i bambini, come la tutela ambientale, la biodiversità, gli ecosistemi.

 

Il metodo utilizzato è, naturalmente, quello del gioco: se tutti i bambini si prendono cura delle piantine rispettando le regole e i tempi della natura, allora a fine anno tutti possono raccogliere e mangiare i frutti dell’orto. Ma, attraverso il gioco, si hanno ricadute positive sull’educazione alimentare e sull’abitudine amangiare cibo sano e di stagione, perché i ragazzi imparano che per ottenere frutta e verdura ci vogliono tempo, pazienza, conoscenze e rispetto per i ritmi della natura.

 

Una delle principali finalità dell’orto scolastico, infine, è quella di promuovere nei ragazziuna coscienza ambientale profonda. I bambini che vivono la coltivazione del cibo sviluppano, indirettamente, la consapevolezza che esiste una profonda interdipendenza tra uomo e natura. E ciò permetterà loro, un domani, di essere cittadini dotati di una forte sensibilità ambientale e, quindi, responsabili dell’ambiente in cui vivranno e cittadini attivi all’interno delle proprie comunità.