L’atleta Manuel Comandini “corre per gli animali”

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m.c.2Domani 30 maggio, Manuel Comandini correrà la 100 km del Passatore (una gara di podismo che da Firenze, attraversando l’appennino, arriva a Faenza) e il 28 giugno sarà a Nizza per il suo terzo “Ironman” (3.8 km di nuoto in mare, 180 km in bicicletta con 2400 metri di dislivello senza la possibilità di stare in scia e 42.2 km di corsa). Due importanti sfide per conquistare non solo un traguardo personale ma anche un obiettivo speciale: 3.260,00 Euro per aiutare sei anime finalmente libere salvate dall’associazione Essere Animali. Caino, Abelina, Deneb, Albireo, Palla e Lana, rispettivamente due maiali, due polli e due agnellini, sono “la prova concreta del mondo diverso che voglio/vogliamo costruire” dichiara l’atleta.

 

Vedere muovere i primi passi in libertà è una soddisfazione senza paragoni, che ti riempie il cuore e ripaga lo sconforto e la sofferenza interiore che proviamo durante le investigazioni, entrando in contatto con la sofferenza, la morte e la prigionia degli animali. La loro libertà e la loro nuova vita sono un messaggio dirompente a favore di ogni animale prigioniero: i loro passi felici nell’erba sono quelli che milioni di altri animali vorrebbero poter fare, le cure che ricevono sono quelle negate a tutti i prigionieri degli allevamenti. E a stravolgere il loro destino è stato un gesto semplice ma straordinario, quello di prenderli in braccio e portarli a respirare un po’ del mondo che c’è fuori” racconta Essere Animali, parlando della loro liberazione.

 

Manuel ha lanciato, insieme all’associazione, una raccolta fondi su buonacausa.org, per poter arrivare alla cifra stabilita con la finalità di mantenere i sei animali per un anno. Lui ha deciso di “correre per gli animali” e ce la metterà tutta, correndo appunto, dando forti bracciate in mare e pedalando in bicicletta. Il traguardo sportivo dipende solamente da lui mentre per la meta economica ha davvero bisogno di tutti noi, delle persone che conosce ma anche di quelle che non conosce!

 

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Manuel Comandini è vegano per motivi esclusivamente etici. Quando ha deciso di diventarlo non sapeva che la sua scelta gli avrebbe portato anche dei benefici personali e salutari. Il suo aspetto fisico è migliorato, non ha più assunto farmaci ed è guarito da un’allergia ai pollini “che lo martellava pesantemente” da marzo a giugno. I medici gli avevano detto che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. L’allergia è scomparsa, invece, cambiando semplicemente alimentazione. Nell’ultimo mese si è orientato più verso un’alimentazione tendenzialmente fruttariana crudista . Non segue una dieta particolare ma cerca di nutrirsi ascoltando ciò che il proprio fisico richiede, cercando di variare al massimo i cibi.

 

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La sua giornata tipo:

 

Sveglia alle 06:15. Si reca al lavoro in bicicletta pedalando per 3km sino al lavoro dove entra alle 07:00.

Colazione: 500gr. di fragole oppure un ananas.

Ore 09:30: 2 mele.

Ore 10:00: 3 banane.

Alle 11:00 esce dal lavoro.

Si allena sino alle 13:30: pedala, nuota o corre.

Pranza alle 13:30 con un frullato di 2.5 lt di 12/13 banane + 6 datteri + 1 caspio intero d’insalata romana.

Alle 14:00 si reca di nuovo al lavoro in bicicletta.

Nel pomeriggio mangia frutta a volontà

Alle 18:00 esce dal lavoro e torna a casa in bicicletta

Cena: verdure cotte accompagnate da cereali cotti (a volte 30 minuti prima beve anche un estratto di verdura a foglia verde)

Si allena 6-7 volte a settimana per un totale di 12/16 ore a settimana. Nel suo tempo libero ama praticare triathlon e sport considerati “estremi”.

 

Ha eliminato anche il caffè (bevanda “energizzante per eccellenza nella nostra cultura) da quando ha iniziato a mangiare più frutta poiché la sua energia è decisamente raddoppiata.

 

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Nel 2013 realizza per la prima volta il suo sogno portando a termine il tanto atteso “Ironman”. Chi gli ha dato la forza di raggiungere il traguardo? “Chi non ha mai creduto in me, chi non mi ha compreso etichettandomi estremista, chi mi ha giudicato semplicemente “per sentito dire”, chi pensa che essere vegan significa essere debole, senza possibilità di praticare alcun tipo di sport. Tutto ciò non ha fatto altro che rafforzare la mia volontà nel proseguire per questa strada, quella giusta, del rispetto e dell’amore, verso ogni specie terrestre abitante di questo pianeta. Ho tagliato quel traguardo con la rabbia e la determinazione di chi, invece, non è diverso da nessuno. Ho tagliato quel traguardo consapevole di aver trasformato un grande sogno in realtà, e quel momento, sicuramente, resterà davvero eterno e indimenticabile” dichiara Manuel.

 

La sua esperienza, insieme a quella di tanti altri atleti vegani nel mondo, testimonia gli straordinari benefici di una dieta a base vegetale. Dave Scott ha dichiarato: “E’ un errore ridicolo pensare che gli atleti abbiamo bisogno di proteine animali.” Come dargli torto visto i risultati! E’ considerato il più grande triatleta al mondo. Se ne parla anche in questo video.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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