Repubblica Nomade in Cammino: a piedi tra le eccellenze della Sardegna più autentica

Repubblica Nomade - Foto di Francesca Consoli

Dal 31 maggio al 4 luglio Repubblica Nomade  camminerà in Sardegna: un viaggio a piedi attraverso i luoghi meno noti ma più autentici dell’isola, luoghi ricchi di storia, saperi, sapori, profumi, suoni, voci e biodiversità. Sarà un cammino alla ricerca delle tante eccellenze del territorio, incontrando gruppi e associazioni impegnati nella valorizzazione delle tradizioni più preziose, del patrimonio artistico, naturale e culturale. Ad accompagnare i viaggiatori lungo la strada saranno le voci degli scrittori, dei poeti e degli artisti della Sardegna. Per saperne di più di questa esperienza abbiamo intervistato Ornella Costanzo e Alessandra Licheri.

 

Repubblica Nomade - Foto di Francesca Consoli

Repubblica Nomade – Foto di Francesca Consoli

 

Che cos’è Repubblica Nomade e come nasce?
La Repubblica Nomade nasce ufficialmente come associazione al termine di un cammino in Sicilia nel 2014, a piedi da Palermo a Gela, attraverso paesi e territori investiti da fenomeni migratori, quelli del passato che hanno costretto migliaia di siciliani a lasciare la propria terra in cerca di un futuro migliore e quelli tragici di oggi, di persone in fuga da guerre e fame da ogni parte dell’Africa e del Medio Oriente.

La Repubblica Nomade è un piccolo sogno in movimento iniziato qualche anno fa, quando un gruppo di uomini e donne che non si conoscevano prima tra di loro ha raccolto l’impulso dato da Antonio Moresco e da un gruppo di scrittori della rivista “Il primo amore” e si è messo a camminare per 44 giorni, da nord a sud Italia, da Milano a Napoli-Scampia, per reagire al clima incattivito e di ripiegamento generale che si respirava allora, e purtroppo si respira ancora, nel Paese.

 

Perché è stato scelto il nome Repubblica Nomade?
Repubblica perché ci si rispetta e si decide insieme e ogni camminatore all’interno del gruppo, nella sua specificità e diversità, può riconoscersi.
Nomade perché ha eletto lo spostamento, l’avventura, la traslocazione e il cammino a piedi a suo linguaggio e messaggio irradiante.

 

Che cosa intendete per “nomadismo”?
Il nomadismo diventa un gesto prefigurante di vivere e di stare nel mondo. In fondo è una caratteristica che accompagna la specie umana da sempre e non ci piace accogliere la narrazione dominante che ci vuole divisi in “nomadi” e “stanziali”, con la conseguente insofferenza nei confronti dei primi. Siamo sicuri che l’organizzazione della vita risultata vincente nei secoli sia l’unica possibile, e che non ci sia nulla da imparare da alcune forme di nomadismo e dalla loro potenzialità di invenzione della vita? Non possiamo forse imboccare un’altra strada per poter riaprire un orizzonte per la nostra specie che oggi appare chiuso e definito, e forse anche tragicamente condannato?

Nella situazione intossicata che stanno vivendo il nostro Paese e il pianeta non ci bastano l’indignazione e la denuncia. Abbiamo voluto parlare anche attraverso i nostri corpi e le nostre vite, unendo cervello, viscere, cuore, realtà, sogno, combattimento e invenzione.

 

Cammino in Sicilia - Foto di Francesca Consoli

Cammino in Sicilia – Foto di Francesca Consoli

 

Parlateci del Cammino che state per intraprendere in Sardegna
Il Cammino a Cuncordu chiude geograficamente l’attraversamento a piedi della penisola. Come ha scritto Antonio Moresco “la Sardegna ne è l’ultima tappa, ma anche la prima, perché è alla fine che si arriva all’inizio, che si arriva al cuore, che si arriva all’anima. E la Sardegna è il nostro cuore, la nostra anima, la nostra gemma, la nostra cruna. La Sardegna ci collega al passato, e quindi al futuro”.

 

La vera sfida è stata quella di coinvolgere i territori che attraversiamo, invitandoli a incontrarci e a mostrarci le loro peculiarità.
Abbiamo iniziato a contattare le associazioni e le pubbliche amministrazioni e possiamo dire con piacere che la risposta, talvolta dopo una diffidenza iniziale, è stata davvero entusiasta. Sono tante le persone e le associazioni che ci accompagneranno lungo il cammino e i Comuni che ci ospiteranno in queste cinque settimane in Sardegna. E adesso, dopo mesi di contatti telefonici e via mail, non vediamo l’ora di incontrarci di persona.

 

Perché avete scelto la Sardegna, che posti visiterete e quali realtà incontrerete?
Abbiamo deciso di attraversare i luoghi meno noti della Sardegna, quelli che restano fuori dai percorsi turistici, ad esempio non siamo mai sul mare, ma esploreremo piuttosto l’interno alla ricerca delle tante piccole eccellenze del territorio.

Cercheremo strade secondarie, sentieri nella natura, perfetti per il nostro messaggio, e così, “lentamente”, raggiungeremo luoghi spesso sconosciuti ma altamente suggestivi.

 

In questo lungo viaggio nell’isola visiteremo musei (es. Museo del Carbone, Museo delle Maschere, Museo Lussu, Casa Gramsci, Museo Nivola per citarne solo alcuni), e luoghi di interesse storico, uno per tutti: il parco archeologico di Biru e’ Concas a Sorgono.
La cultura sarà una delle tracce che seguiremo, sulle orme di alcuni importanti scrittori e artisti di oggi e del passato, vedremo anche dei documentari sulle realtà dell’isola grazie al coinvolgimento della rete Moviementu, tra questi Fino in Fondo di T. Mannoni e Dalla Parola al segno di F.Casu.

 

Nei mesi scorsi abbiamo avviato collaborazioni con alcune realtà consolidate nel settore della cultura: il progetto I libri aiutano a leggere il mondo dell’associazione Malik, il festival di Gavoi L’Isola delle storie, il festival Leggendo Metropolitano a Cagliari, il festival diffuso Entulas e la rete Liberòs.

 

A San Sperate l’intero paese ci accoglierà con i suoi artisti da Antas Teatro a Pinuccio Sciola e i tanti muralisti presenti. Ma conosceremo anche le tradizioni: ad Armungia, Tommaso Lussu ci mostrerà la tessitura tradizionale, mentre a San Niccolò degusteremo i pani tipici del Gerrei. A Escolca potremo partecipare ai riti della Festa di San Simone. Ancora, il canto e la musica accompagneranno i nostri passi: con l’associazione Iscandula ascolteremo i suoni antichi delle launeddas e a Santu Lussurgiu, a Neoneli e a Sorgono avremo modo di apprezzare il canto a cuncordu a cui abbiamo intitolato il nostro cammino.

 

Toccheremo con mano anche alcune ferite aperte di questa meravigliosa isola; nel Sulcis parleremo di miniere e lavoro con gli spettacoli de Le voci del tempo, a Villanova Truschedu il coordinamento dei comitati sardi ci racconterà come sta cercando di difendere il territorio dalla speculazione.Sono davvero tanti gli incontri in cammino, non è possibile citarli tutti, ma trovate i dettagli sul nostro sito.

 

Foto di Giovanni Giovannetti

Foto di Giovanni Giovannetti

Chi può partecipare al cammino e quali sono le modalità per aderire?
Tutti possono partecipare ai nostri cammini, non è un viaggio organizzato con l’obbligo di seguire tutte le tappe e le attività. Si può camminare un solo giorno, una settimana, un mese. L’importante è comunicarci le date di arrivo e partenza per permetterci di gestire la parte logistica una volta arrivati a tappa. Per partecipare ai nostri cammini è sufficiente contattarci ai numeri di telefono presenti sul sito.

Per facilitare l’adesione abbiamo deciso di farci accompagnare da un camper dove poter mettere gli zaini più pesanti, i materassini e i sacchi a pelo, in modo da camminare leggeri durante la tappa e offrire la possibilità di partecipazione anche a chi non è esperto di trekking.
La sistemazione è quasi sempre presso strutture pubbliche messe a disposizione dalle Amministrazioni Comunali che ci ospitano. La gentilezza e lo spirito di adattamento non devono mancare in chi cammina con noi.

 

Quali cammini avete organizzato negli anni precedenti?
I nostri cammini sono iniziati nel 2011 con Cammina cammina- da Milano a Napoli-Scampia, a piedi per ricucire l’Italia nell’anno delle celebrazioni del 150° dell’Unità.

 

L’anno successivo, nel 2012, abbiamo organizzato un multi-cammino, Stella d’Italia, in cui cinque bracci di camminatori si muovevano in contemporanea da tutta la penisola per convergere a L’Aquila, cuore terremotato e terremotante del nostro Paese. Il risultato è stato 54 giorni di cammino, quasi 4000 chilometri percorsi, oltre 1000 camminatori, 210 Istituzioni e Comuni aderenti, 50 associazioni culturali e festival incontrati, 45 organizzazioni sociali, 10 associazioni di trekker coinvolte, 50 comuni ospitanti e oltre 80 incontri con sindaci e cittadini.

 

 

Freccia d'Europa, il cammino da Mantova a Strasburgo

Freccia d’Europa, il cammino da Mantova a Strasburgo

Nel 2013 abbiamo voluto varcare i confini nazionali e con Freccia d’Europa ci siamo spinti da Mantova a Strasburgo, attraversando la Svizzera, la Germania e la Francia, per andare a consegnare un messaggio scritto durante il cammino direttamente a Martin Schulz, il Presidente del Parlamento Europeo. La nostra lettera conteneva la nostra idea di Europa, vicina idealmente a quella dei suoi padri fondatori del Manifesto di Ventotene e sicuramente opposta a quella di oggi, ridotta a teatro di tirannidi economiche e finanziarie. Il nostro sogno è quello di un nuovo continente, un’Europa più unita che possa mettere al mondo una nuova capacità di vita, basata sull’accoglienza e il riconoscimento dei suoi cittadini.

 

Il sito di Repubblica Nomade 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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