Anche in Italia il reato di “spreco alimentare”?

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La buona notizia viene da una fonte istituzionalmente somma, il Presidente della Repubblica, che ha dichiarato: “non è tollerabile che ogni anno più di un miliardo di tonnellate di cibo si disperdano. È possibile fare in modo che i prodotti invenduti, in prossimità della scadenza, vengano distribuiti tra chi ha bisogno e non ha reddito sufficiente”.

 

L’idea di dare prodotti vicini alla scadenza a chi ne ha bisogno è così buona da parere ovvia, e casomai ci si può chiedere perché non ci sia già una legge che lo preveda. Come ci capita spesso, all’estero ci hanno già pensato. In Francia è stata infatti approvata una legge che prevede il reato di “spreco alimentare”: i supermercati sopra i 400 metri quadrati commettono un reato se trasformano il cibo ancora consumabile prossimo alla scadenza in rifiuto.

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Non si tratta di una faccenda da poco: secondo la FAO, circa un terzo della produzione alimentare finisce nei rifiuti.  Non si tratta solo di un danno economico: si tratta di una catastrofe umanitaria diffusa e silente, che si potrebbe evitare. Molte onlus sono attive in questo campo: pensiamo alla Caritas o al Banco Alimentare. Ma una cosa è agire su base volontaria, e un’altra avere una legge che obblighi tutti gli operatori economici a evitare questo spreco.

 

E pensare che l’Italia ha sane radici contadine, e una delle raccomandazioni più comuni nelle nostre famiglie fatte dalle mamme ai figli è “finisci quello che hai nel piatto e non buttare via nulla”. Bene, basta applicarlo su larga scala (circa un miliardo di tonnellate, per la precisione…) e un altro decisivo passo sarà compiuto.

 

Volete compiere un piccolo gesto? Su change.org c’è una petizione che mira proprio a questo: “Approviamo una legge contro gli sprechi alimentari” 
Basta un clic…

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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