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30 Giu 2015

Dall'Olanda una sentenza storica per il clima: governo obbligato a ridurre emissioni CO2

Scritto da: Matteo Marini

Niente più scuse. Sembra questo il messaggio che arriva dalla terra dei tulipani, l’Olanda. Il tema sul quale non si possono più avere giustificazioni è il clima. Ma andiamo con ordine.  Vuoi cambiare la situazione del clima in italia?ATTIVATI   Il 24 giugno scorso un tribunale dell’Aia (leggasi Corte penale internazionale), in seguito alle denunce […]

Niente più scuse. Sembra questo il messaggio che arriva dalla terra dei tulipani, l’Olanda. Il tema sul quale non si possono più avere giustificazioni è il clima. Ma andiamo con ordine.

 

Vuoi cambiare la situazione
del clima in italia?

ATTIVATI

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Il 24 giugno scorso un tribunale dell’Aia (leggasi Corte penale internazionale), in seguito alle denunce di circa novecento cittadini olandesi, ha imposto al governo dei Paesi Bassi di ridurre le emissioni dei gas a effetto serra.

 “Il governo – dichiara al quotidiano Reporterre Dennis Van Berkelsarà, membro dell’organizzazione non governativa Urgenda, che ha coordinato l’azione legale – sarà ora costretto a cambiare le sue politiche, dato che i giudici hanno ordinato una riduzione delle emissioni di CO2 del 25% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020”.

 

“Si tratta – continua l’esponente di Urgenda – di una decisione vincolante”.

 

La richiesta in questione è di “mettere in atto quelle azioni che lo stesso governo aveva indicato come necessarie per combattere il pericoloso cambiamento climatico, e in particolare ridurre ulteriormente le emissioni di CO2, visto che, sulla base delle politiche attuali, entro il 2020 si arriverebbe ad una diminuzione del 16% soltanto rispetto al 1990”.

 

14113897510Questa riduzione, continua il Tribunale, “è considerata indispensabile sia dalle organizzazioni internazionali sia dagli scienziati”.

 

I 900 cittadini avevano chiesto ai magistrati di definire come “violazione dei diritti umani” un riscaldamento climatico superiore ai 2°c entro la fine del secolo.

 

La Corte, precisa Urgenda in un comunicato, ha sottolineato che lo Stato ”è tenuto per legge a proteggere i propri cittadini”. I Paesi Bassi ad oggi non hanno ancora messo su carta nessun impegno formale per quanto riguarda la riduzione delle emissioni, affermando di voler aspettare gli esiti della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che avrà luogo dal 30 novembre al 15 dicembre 2015 a Parigi. Come se non bastasse, gli olandesi rimangono tra i meno avanzati in Europa nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili. Peggio di loro solo Malta e Lussemburgo.

 

Eppure, sempre secondo l’organizzazione ambientalista, “gli obiettivi sono assolutamente abbordabili, tenendo conto del fatto che altri paesi, come la Danimarca o la Germania, hanno messo in atto politiche che garantiranno una diminuzione delle emissioni del 40% entro il 2020”.

 

L’avvocato della difesa durante il processo ha sostenuto davanti alla Corte che “le decisioni della magistratura non devono interferire con l’azione del governo, perché indicare un livello di riduzione specifico presuppone valutazioni politiche la cui responsabilità, in una democrazia, poggia sulle spalle del governo e del Parlamento”.

 

Pronta la risposta dell’avvocato di Urgenda: “In un paese democratico basato sullo stato di diritto anche un governo eletto dal popolo è soggetto alla legge. La magistratura è dunque tenuta a far rispettare questo principio e correggere l’azione del potere pubblico ove necessario”.