WWF: sette richieste ai leader mondiali

Pubblichiamo il comunicato di WWF Italia, che si rivolge all'Unione Europea e tutti i leader di 193 paesi riuniti a New York per discutere delle politiche ambientali e climatiche da attuare in futuro. Il WWF avanza nei confronti di Bruxelles sette richieste, dall'attuazione di una politica economica circolare, a una puntuale applicazione dei pilastri della Politica Agricola Comune.

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“GRANDI SPERANZE PER L’INCONTRO DEI LEADER MONDIALI SUGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE”

 

DA OGGI A DOMENICA A NEW YORK I LEADER DI 193 STATI RIUNITI PER SCONFIGGERE LE POVERTA’ E PROTEGGERE L’AMBIENTE

E l’Unione Europea è pronta? Sette richieste del WWF

 

Sradicare insieme la povertà e proteggere l’ambiente potrebbero essere obiettivi più vicini. Il più grande vertice mai indetto di leader mondiali per approvare obiettivi di sostenibilità discuterà formalmente, da oggi a domenica 27 a New York, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS – Sustainable Development Goals (SDGs), una serie di 17 obiettivi e 169 target associati, che succedono agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals – MDGs)  approvati dalle Nazioni Unite nel 2000 per il periodo 2000 – 2015. Tutti i 193 stati membri dell’ONU sono formalmente d’accordo su quella che dovrà essere l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

 

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Gli OSS focalizzano l’attenzione sulle cause profonde della povertà, la disuguaglianza e il degrado ambientale e non solo sui sintomi. Quindi impegni per cibo, energia e sicurezza idrica per tutti; per  creare una filiera di produzione e di consumo sostenibili; per proteggere la biodiversità; per costruire città verdi. A differenza degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, questi obiettivi si rivolgono a tutti i paesi e tutti hanno ora responsabilità nel quadro del nuovo piano. Le priorità ambientali sono presenti.

 

E’  la più grande assise di leader mondiali di sempre, poiché le sfide che abbiamo di fronte sono le più urgenti che mai,”  ha dichiarato Yolanda Kakabadse, Presidente del WWF Internazionale. “I paesi si riuniscono per riconoscere, finalmente, che la salute dell’economia, dell’ambiente delle persone sono fondamentalmente legati

 

Il piano di sviluppo di 15 anni guiderà miliardi di dollari di finanziamenti, pubblici e privati, ma l’obiettivo sarà spenderli in modo intelligente. Il piano cercherà di spostare le risorse da pratiche inutili e dannose – a cominciare dai sussidi ai combustibili fossili – e spostarle verso politiche sostenibili che non distruggano l’ambiente e garantiscano invece una migliore qualità della vita.

 

Secondo questa agenda tutte le nazioni sono tenute a fornire piani di sviluppo, e cambiamenti nelle pratiche amministrative per garantire le misure di finanziamento e di investimento.

 

Si tratta di un accordo positivo, più completo di quanto ci saremmo potuti aspettare – ha detto Jolanda Kakabadse – , e ci dà speranza che si possano fare significativi e necessari cambiamenti per le persone e l’ambiente. Ponendo il ruolo centrale dei sistemi naturali nel sostenere il benessere umano, l’accordo indicherà chiaramente la strada verso una prosperità in accordo con la salute del nostro Pianeta”

 

L’ONU stima che la popolazione mondiale crescerà fino a 8,5 miliardi entro ilo 2030, momento in cui il piano di sviluppo sostenibile dovrebbe attivarsi. Per avere buone possibilità di successo, i paesi devono muoversi rapidamente per attuare il Piano, appena questo sia stato approvato. Il WWF si aspetta che tutti i Paesi mettano lo stesso livello di impegno per realizzare gli obiettivi, dopo aver fatto un buon lavoro per il raggiungimento dell’accordo iniziale.

 

Il WWF ha lavorato anni per assicurarsi che questo Piano comprenda alla fine gli elementi ambientali che gli conferiscono la migliore possibilità di successo perché i sistemi naturali costituiscono il capitale naturale di base per le nostre economie, per il ostro sviluppo e  per il nostro benessere, e quindi, per il nostro futuro – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia -Come network internazionale, continueremo ad impegnarci e a collaborare con governi, imprese e comunità affinché sia garantito il successo e l’implementazione del Piano”.

 

E L’UNIONE EUROPEA E’ PRONTA A PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI ?
                       

Le richieste del WWF all’Unione europea:

  • un coinvolgimento attivo per primo al vicepresidente Frans Timmermans, che ha ricevuto il mandato sullo sviluppo sostenibile, per trasformare i nuovi obiettivi globali in realtà, garantendo che tutte le politiche di sostegno non compromettano l’obiettivo integrato dello sviluppo sostenibile.
    Insieme a centinaia di organizzazioni provenienti da tutta Europa e da molti settori diversi, il WWF ha scritto al vicepresidente Frans Timmermans chiedendogli di dar prova di leadership nel trasformare l’ambizione degli obiettivi  in una realtà nell’UE.
    Leggi la lettera qui http://www.wwf.eu/media_centre/?252811/Letter-to-Frans-Timmermans-2030-Agenda-for-Sustainable-Development
  • Una strategia ambiziosa di lungo termine da parte della Commissione Europea per attuare gli obiettivi e i target  adottati a New York, in consultazione con le parti interessate, tra cui la società civile.
  • Un pacchetto completo di economia circolare, di  vasta portata per il conseguimento nell’Agenda al 2013 in particolare per quanto riguarda i temi  del  consumo e delle produzione sostenibili.
  • L’ allocazione delle risorse, pubbliche e private, nazionali e internazionali, da fare in un modo diverso e più efficace per eliminare le spese che attualmente promuovono lo sviluppo non sostenibile all’interno e all’esterno dell’UE. Ad esempio, in tutta l’Unione europea, la scala di sussidi ai combustibili fossili -  € 60 miliardi di 2011 – è di sei volte il livello di finanziamenti pubblici per il clima, € 9,5 miliardi impegnati nel 2013 dall’UE.
  • La coerenza delle politiche UE per lo sviluppo sostenibile: le politiche dell’UE in settori quali il commercio, l’agricoltura, l’energia e gli investimenti, che incidono negativamente sulle persone e l’ambiente nei paesi in via di sviluppo, hanno bisogno di essere modificate in funzione del perseguimento reale degli OSS .
  • Quasi il 40% del bilancio dell’UE è dedicato all’agricoltura, con l’allevamento industriale come settore principale. Attualmente i sussidi all’agricoltura contribuiscono in gran parte a pratiche dannose per l’ambiente e all’aumento dei costi con l’ inquinamento agricolo.
    Si calcola che il degrado del suolo agricolo nella UE costi 38 miliardi di euro all’anno; e l’eccesso di azoto in acqua ha un valore di 320 miliardi all’anno, l’agricoltura è responsabile della metà. L’UE dovrebbe assicurare la piena coerenza delle sovvenzioni della Politica Agricola Comune con le politiche ambientali dell’UE e degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’adozione di importanti criteri di responsabilità sociale di impresa per le  imprese europee che operano all’interno e all’esterno dell’Unione europea: le attività delle imprese dell’UE all’estero, tra cui gli investimenti nelle industrie estrattive come la registrazione, l’estrazione mineraria e la pesca dovrebbero essere coerenti con i criteri di sostenibilità.

Roma, 25 settembre  2015

 Ufficio stampa WWF Italia   – 06 84497213 – 3298315725 -  329 8315718 – 02 83133233

 

 

SCHEDA INFORMATIVA SUL SUMMIT:

 

Cosa: Il più grande vertice mai indetto di leader mondiali adotterà formalmente gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS – Sustainable Development Goals (SDGs), una serie di 17 obiettivi e 169 target associati, che succedono agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals – MDGs)  approvati dalle Nazioni Unite nel Millennium Summit del 2000 per il periodo 2000 – 2015.

Quando / Dove: 25-27 settembre 2015, sede delle Nazioni Unite a New York.

Cosa c’è di nuovonegli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile? Gli OSS focalizzano l’attenzione sulle cause profonde della povertà, la disuguaglianza e il degrado ambientale e non solo sui sintomi. Inoltre mentre gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono stati pensati solo per i paesi in via di sviluppo, gli OSS riguardano il ruolo di tutti i paesi del mondo e l’impatto che i paesi ricchi grandi consumatori di risorse, tra cui l’UE, hanno sullo sviluppo e il benessere degli  altri paesi. Il mondo si sposta dal tradizionale divario Nord-Sud che ha caratterizzato gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio verso un ordine del giorno universale. Gli OSS saranno applicabili a tutti i paesi.

Gli OSS  riconoscono il legame tra i tre  pilastri dell’ambiente, dell’economia e della società: proteggere l’ambiente, eliminare la povertà e promuovere la prosperità e il benessere sono definitivamente interconnessi. Sviluppo globale e programmi ambientali, cioè il futuro di noi tutti, non erano mai stati così vicini dalla storica Conferenza ONU di Rio de Janeiro nel 1992 (il famoso Earth Summit).
I nuovi obiettivi fissano le priorità per i prossimi 15 anni (Agenda 2030).

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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