Clima: tutti in marcia per un futuro rinnovabile

L’energia fossile è in gran parte responsabile del surriscaldamento globale e delle guerre in atto in buona parte del pianeta! In vista della marcia mondiale per il clima che si terrà il 29 novembre, è dunque importante sottolineare l'importanza di una mobilitazione globale e dell'impegno personale per un'inversione di rotta per un futuro rinnovabile.

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Molti di voi ricorderanno le marce per il clima  dell’anno scorso, poiché ne sono state organizzate in tutte le principali città del mondo ed in particolare, quella di New York, con quasi mezzo milione di partecipanti, ha segnato il record di presenze per un corteo in difesa dell’ambiente!

 

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Ma cos’è esattamente che ha fatto attivare questa moltitudine di persone?
I cambiamenti climatici e la forte volontà di invertire la rotta! Le principali conseguenze dei cambiamenti climatici sono legate all’innalzamento della temperatura media, alla fusione dei ghiacciai, al rilascio di enormi quantità di gas metano ed anidride carbonica nell’atmosfera, all’innalzamento del livello del mare, all’erosione delle coste, all’aumento del rischio di desertificazione, alla diffusione di malattie infettive e numerose altre.

 

Dal Nord al Sud del pianeta sono inoltre sempre più frequenti fenomeni meteorologici estremi, con un aumento della frequenza di inondazioni, alluvioni e ondate di calore che sono causa di sconvolgimenti ambientali tali da arrivare perfino a costringere milioni di persone a dover emigrare in cerca di terre più ospitali. Un fenomeno drammatico ed in continua crescita, che ha addiruttura portato alla coniazione di una nuova espressione: il “rifugiato climatico”.

 

La quasi totalità della comunità scientifica attribuisce i cambiamenti climatici all’attività umana ed in particolare alle continue e crescenti emissioni nell’atmosfera di gas ad effetto serra, contribuendo ad un pericolosissimo innalzamento della temperatura terrestre. Sappiamo anche che uno dei fattori di maggiore incremento di gas serra è legato all’utilizzo dei combustibili fossili.

 

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Ciononostante la comunità politica internazionale continua a sostenere ed incentivare la produzione e la lavorazione di petrolio, carbone e gas naturale a discapito delle energie rinnovabili, come è successo nel nostro paese con il cosiddetto “Decreto sblocca Italia”  dello scorso anno.

 

Ecco perché un numero crescente di cittadini, associazioni ambientaliste, organizzazioni non governative, scienziati e liberi pensatori chiede che i governi si impegnino una volta per tutte per garantire il passaggio graduale, ma totale, dall’energia ricavata da fonti combustibili fossili a quella ricavata da fonti rinnovabili, entro il 2050. Basti pensare che sul solo sito di petizioni online Avaaz, più di 3 milioni di persone hanno firmato  per chiedere a gran voce l’adozione di politiche a sostegno delle energie rinnovabili.

 

Non dimentichiamoci poi neanche per un attimo del filo rosso che unisce i paesi ad alta densità di riserve combustibili fossili e le attuali guerre in atto in buona parte del pianeta! Il controllo di pozzi petroliferi, riserve di gas naturale o carbone si traduce in peso geopolitico a cui mirano numerose grandi potenze per conservare la propria egemonia economica. Non dimentichiamoci neppure che la prima fonte di entrate dell’ISIS è costituita dal petrolio. Secondo il Financial Times, il contrabbando del combustibile fossile garantisce infatti all’auto-proclamato Stato Islamico 1 milione e mezzo di dollari al giorno!

 

Come sapete, noi di Italia che Cambia crediamo fortemente nei movimenti che partono dal basso e siamo perfettamente consapevoli, così come ci auguriamo che lo siano anche i nostri lettori, del fatto che siamo noi stessi a cambiare in positivo la realtà che ci circonda, una volta presa coscienza delle proprie responsabilità! Sarà quindi scontato, ma pur sempre importante sottolineare l’importanza che ognuno di noi dia un messaggio forte e chiaro alle lobbies ed alla classe politica, boicottando il più possibile i prodotti ricavati dal fossile, anche e soprattutto con piccole azioni quotidiane: scegliendo ad esempio di andare a lavoro in bicicletta, acquistando prodotti privi di imballaggio e a km0, o cercando di allacciare la propria casa ad una rete energetica efficiente e rinnovabile e così via.

 

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Per assicurarci un futuro, noi tutti dobbiamo prendere molto seriamente la questione energetica e pretendere che conseguentemente la politica segua la volontà popolare. Il pianeta non aspetta: dobbiamo muoverci adesso!
Come l’anno scorso numerose organizzazioni e la comunità di Avaaz, organizzeranno anche a Roma  e Milano  ed in numerose altre città italiane un evento per la sensibilizzazione delle persone su questi temi e per raccogliere firme per liberarci definitivamente dell’energia fossile entro il 2050, che verranno poi portate al Summit mondiale sul clima COP21 di Parigi, che comincerà a fine mese e a cui prenderanno parte 127 capi di stato e di governo.
Non mancate, il futuro è nelle nostre mani!

 

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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