Francia, distributori automatici di racconti alle fermate del bus

Il sindaco di Grenoble, in Francia, ha deciso di fornire le fermate dei mezzi pubblici di distributori automatici e gratuiti di racconti a disposizione dei cittadini in attesa. Un'idea semplice e geniale per promuovere la lettura.

A Grenoble arrivano i distributori automatici di racconti

Alcune buone idee potrebbero essere copiate senza troppa fatica. Tra queste, quella di fornire le fermate di tram, autobus e metro di distributori automatici di racconti. A Grenoble il sindaco, Eric Piolle, in collaborazione con la casa editrice Short Edition, ha fatto installare dei distributori automatici di storie, che vengono stampate su un lungo foglietto simile ad un grande scontrino. A seconda di quanto c’è da aspettare, si può scegliere la lunghezza della storia.

 

A Grenoble arrivano i distributori automatici di racconti

A Grenoble arrivano i distributori automatici di racconti

L’idea, geniale nella sua semplicità, mira a valorizzare la lettura e ci vorrebbe davvero poco perché qualche amministrazione locale lungimirante la copiasse anche da noi. Alle fermate dei mezzi di alcune città si è già tentato il book-sharing, per cui si lasciano i libri già letti e chi vuole li preleva, ma il successo è stato parziale, con una certa tendenza a prelevare molto e a depositare poco.

Ma indubbiamente incoraggiare la lettura sui mezzi pubblici è un’idea vincente: è un momento in cui non c’è molto da fare e si passa il tempo a guardare chi c’è davanti a noi o si sta con lo sguardo perduto sui cellulari. Qualcuno starà pure leggendo un e book, ma se sbircio cosa fanno i miei vicini di tram vedo più spesso chattate infinite su temi qualunque.

 

La socialità è fondamentale, ma non è obbligatorio parlare solo di gossip o di quanto caldo fa in questa stagione: si può cogliere l’occasione per tuffarsi in qualcosa di più avvincente. Tra le tante case editrici italiane, nessuna vuole tentare l’avventura?

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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