Un frigo della solidarietà contro lo spreco di cibo

Dopo il caso di una cittadina spagnola arriva anche sulle strade del Brasile il frigorifero della solidarietà. L'idea, nata per combattere gli sprechi alimentari e aiutare i bisognosi, consiste nel porre un grande frigo in luoghi accessibili al pubblico, dove chiunque può depositare e prelevare avanzi di cibo in buono stato che, altrimenti finirebbero nella spazzatura.

Frigo della solidarietà a Galdakao

Vi ricordate le Little free library, in cui si lasci un libro letto in un luogo pubblico e chiunque può prenderlo? O conoscete il “caffè sospeso” a Napoli, dove qualcuno lascia un caffè pagato a uno sconosciuto?

 

Beh, la ricetta si può applicare anche su larga scala agli alimenti e al cibo in genere.
Dopo il caso della Spagna, anche in Brasile arrivano i “frigoriferi della solidarietà”, grandi frigo posti in luoghi accessibili al pubblico dove chiunque può depositare cibo (non scaduto né in cattivo stato di conservazione) e lasciare che chi ha bisogno lo prelevi.

 

Frigo della solidarietà a Galdakao

Frigo della solidarietà a Galdakao

 

L’idea del frigo di strada nasce in Spagna dall’Associazione dei Volontari di Galdakao, guidati da Álvaro Saiz, che ha spiegato: “Questa non è carità. Si tratta di recuperare alimenti che altrimenti finiscono nella spazzatura “, ha detto al The Guardian. “Non importa chi lo prende. Anche Julio Iglesias può fermarsi e prendere il cibo. Alla fine della giornata si recupera il valore dei prodotti alimentari, lottando contro i rifiuti”.

In effetti a Galdakao, cittadina di 29mila abitanti, in appena 2 mesi di attività sono stati recuperati dai 200 a 300 chilogrammi di cibo.

Il tema della riduzione dello spreco alimentare, e della solidarietà operativa verso chi ha bisogno, dilaga e prima o poi anche in Italia qualcuno penserà ad un meccanismo analogo. Da anni ci sono Onlus che operano nel riutilizzo e distribuzione delle eccedenze alimentari, e in parte c’è una normativa che frena un po’ a tutela della salute pubblica: per esempio, le società di catering alla fine di un banchetto non possono, per legge, riutilizzare il cibo avanzato, nemmeno donandolo, perché è cibo fresco che potrebbe diventare avariato se non consumato all’istante.

 

Ma è il trend che conforta: la sensibilità al riuso degli avanzi è nel dna degli italiani, che da sempre in casa hanno una nonna, una zia o una mamma che cucina la pasta avanzata o riutilizza gli scarti di un piatto. Anzi, è nato un vero proprio filone di ricette: tra le tante che trovate in rete, vi segnalo la Cucina degli Avanzi.
Buon appetito!

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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