Io faccio così #97 – La creatività fa scuola nella natura: La Terra di Bò

Un'aula ecologica all'aperto ed uno spazio di condivisione sostenibile pensato per stimolare la creatività e promuovere il rispetto della natura, sollecitando così un cambiamento etico della nostra società. Vi raccontiamo la storia della Terra di Bò, un progetto pedagogico portato avanti nel comune di Viagrande, in provincia di Catania.

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Sollecitare un cambiamento etico attraverso idee ed iniziative basate su un approccio creativo, e non distruttivo, alle risorse naturali. È questo l’obiettivo del progetto pedagogico La Terra di Bò, che attualmente opera, attraverso il suo marchio, presso le tre aziende didattiche della famiglia Di Bella, nel comune di Viagrande, in provincia di Catania.

 

Tutto è nato dall’incontro tra la pedagogista Milena Viani e la famiglia di Bella, capace di immaginare e investire in una terra meravigliosa e difficile come la Sicilia.

 

“Tutto è nato dai miei studi in scienze pedagogiche – ci racconta Milena – Cercavo una realtà che potesse accogliere quelle che erano le mie idee di didattica e pedagogia. Facendo una ricerca su internet mi sono imbattuta nel sito www.lascuolacreativa.it. Ho contattati i referenti e ho chiesto se era possibile andare da loro a Cesena e preparare lì la mia tesi. Sono stati disponibilissimi. Sono stata lì un mese e mezzo, durante il quale ho scritto la mia tesi di laurea. Era il 2005.

 

Il germe delle cose apprese durante quel periodo è rimasto dentro di me. Qualche tempo dopo, l’incontro con i proprietari della struttura Villa di Bella ha rappresentato l’inizio di questa avventura. Abbiamo parlato delle attività che avremmo potuto realizzare insieme ed io ho così ripensato alle mie idee, a quelli che erano sempre stati i miei sogni. Avevo in mente non solo una didattica per le scuole, ma un progetto che avvicinasse quanto più possibile le persone ai ritmi naturali. Da lì abbiamo iniziato prima con l’orto, poi con il giardino d’inverno. Da quel momento è partita quella che sarebbe divenuta La Terra di Bò, un progetto rivolto ai bambini, ma anche agli adulti e ai giovani”.

 

Ma da dove nasce questo nome particolare? “La caratteristica principale della natura è il fatto che tutto è in continuo mutamento. Anche per noi è così, anche se non sempre siamo consapevoli della nostra trasformazione e della direzione verso cui ci stiamo muovendo. Per questo spesso ci troviamo in una situazione di ‘bò’, di non sapere. Da lì – ci spiega Milena – è nato il nome La Terra di Bò. Il simbolo del progetto è una carriola, ad indicare che La Terra di Bò è in continuo movimento, è sempre un cantiere”.

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Le attività della Terra di Bò riguardano vari ambiti e contesti dove si intrecciano natura, benessere, cultura, didattica, formazione, sport, convivialità ed eventi.

 

Il progetto, nato nel 2010, si è sviluppato in particolare nell’ambito della didattica, coinvolgendo negli anni migliaia di bambini, grazie all’entusiasmo e alla partecipazione delle scuole (dalla materna alle medie) della Sicilia orientale. Alcuni dei percorsi formativi proposti alle scuole riguardano la sfera dell’emotività, altri sono rivolti all’apprendimento di competenze pratiche, in particolar modo legate alla natura e alla terra.

 

Come si legge sul sito, “La Terra di Bò è un’Aula di Ecologia all’Aperto, che spezza i classici canoni di trasmissione delle conoscenze e si innesta sul filone dell’apprendimento partecipato ed esperienziale tipico delle Scuole Attive. Può essere considerata sicuramente un esempio concreto di metodologie d’insegnamento creative e ad approccio estetico. Le aule di ecologia e l’esperienza degli orti didattici, nascono con l’intento di conoscere, capire e accedere alla cultura anche attraverso la coltura”.

 

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La terra diviene così uno strumento educativo che facilita l’integrazione uomo-ambiente e uomo-città, aumentando la partecipazione alla gestione di un bene comune e acquisendo consapevolezza dell’influenza che i nostri piccoli gesti possono avere sui grandi problemi del Pianeta.

 

La coltura della terra, poi, educa al “prendersi cura”, sviluppa il legame e l’appartenenza, divenendo così uno strumento utile per il raggiungimento di obiettivi educativi e civili.

 

Dedicandosi all’orto, infine, bambini e i ragazzi mostrano sempre una profonda soddisfazione motivata dal fatto che, divertendosi, si possano apprendere conoscenze legate a scienze, biologia, storia, geografia, matematica e altre discipline in genere considerate troppo teoriche.

 

Tra gli eventi organizzati negli anni, Milena ci segnala “Le domeniche di Bò”, organizzate per promuovere il cibo sano e offrire alle famiglie l’opportunità di trascorrere un fine settimana all’aperto e a contatto con la natura, piuttosto che chiusi al centro commerciale. Tra le proposte di queste giornate, anche laboratori per bambini e adulti e trattamenti di benessere. Negli ultimi tempi si è passati dalle Domeniche di Bò ad altri eventi chiamati “Cibamuni e contamuni” (Mangiamo e raccontiamoci), dove il cibo sano continua ad avere un ruolo cruciale.

 

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Tra i progetti in cantiere nella Terra di Bò anche un Orto Botanico che avrà al suo interno più di 2000 piante e racconterà così la diversità della Sicilia.

 

Didattica ambientale, laboratori creativi, corsi di formazione, rassegne culturali… Con le sue tante attività, La Terra di Bò può essere definita un “opificio naturale”, un generatore di energia pulita e rinnovabile: l’energia creativa.

 

Visualizza La Terra di Bò sulla Mappa dell’Italia che Cambia 

 

Il sito La Terra di Bò 

 

 

 

Per saperne di più leggi:

 

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Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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