Home Farm, la casa di riposo diventa una fattoria urbana

Trasformare una casa di riposo in una fattoria urbana dove gli anziani hanno un ruolo attivo coltivando frutta e verdura per il loro sostentamento o da vendere per recuperare fondi. È quanto prevede il progetto “Home Farm” pensato per la città di Singapore per promuovere il benessere quotidiano degli ospiti della struttura.

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Solo da noi la terza età è considerata una specie di parcheggio in attesa della morte. A Singapore, invece, è vista come un periodo produttivo della vita, senza troppi stress, persino nelle case di riposo (dove, come dice il nome, ci si dovrebbe riposare).

 

E il progetto della Home Farm è davvero originale. Invece di coltivare qualche fiorellino o potare la siepe, si propone di trasformare tutta la casa di riposo in una vera e propria fattoria, con produzione e ciclo completo e autoconsumo. I muri diventano spalliere verdi di piante, gli orti vengono coltivati dagli ospiti della casa di riposo (ovviamente, quelli che sono in condizione di farlo).

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È noto che essere attivi, avere dei progetti e vederne i risultati mantiene giovani, giova all’umore e al fisico. Se poi i progetti comportano una immersione completa nella natura e il contatto quotidiano con la vita delle piante e degli animali, l’effetto benefico è moltiplicato.

 

Sembra un’ovvietà, ed è probabile che anche in Italia esistano progetti analoghi, anche se magari meno strutturati. La terza età è un periodo di grande creatività e voglia di fare, liberi dagli obblighi della prima parte della vita. I figli sono grandi, il mutuo è pagato, perché non dedicarsi ai campi? Anche nelle case di riposo.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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