Dal Sudamerica all’Italia: le opportunità dell’agricoltura organica e rigenerativa

Nata in Sudamerica, l’agricoltura rigenerativa organica si sta diffondendo anche in Italia grazie all’impegno di Deafal che ha avviato percorsi di formazione, produzione e sperimentazione con agricoltori e allevatori di tutto il paese.

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Dal Mondo dei campesinos sudamericani una sinergia tra antichi saperi della tradizione contadina, agronomi e studiosi del suolo e cooperanti internazionali sta diffondendo anche in Italia un’alternativa all’agricoltura industriale e chimica e all’agricoltura naturale (del lasciar fare alla natura) che, seppur affascinante e globalmente “curativa”, in Europa è propria di piccoli appezzamenti di terreni e sempre affaticata nel confronto con i mercati.

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L’Agricoltura Organica e Rigenerativa   (AOR) nasce in Sudamerica dalla lotta alla povertà, dalla spinta all’autonomia energetica e alimentare delle economie rurali familiari.
Proprio dal primo viaggio in Italia di Jairo Restrepo ci si è resi conto dello stato di profonda crisi e insoddisfazione degli agricoltori nostrani.

 


Non è solo questione di mercato e di economia ma anche di cultura. L’iperspecializzazione ci ha fatto perdere infatti l’intuizione alle connessioni, la curiosità di sperimentare azioni semplici, la capacità di osservare.
Sembra dunque naturale che da luoghi (il sud del mondo) con un tessuto socio-economico più compromesso ma più in contatto con la ciclicità della terra, più capaci di creatività e intraprendenza si sia sviluppata questa agricoltura rigenerativa che riscuote sempre più interesse in Italia.
Imparare ad aumentare la produttività rigenerando il suolo per sentirsi in grado di sfidare un sistema che uccide, che fa abbandonare le terre e che ammala.

 

La Geoevoluzione considera infatti prima di tutto il Suolo. Conoscerlo e rivitalizzarlo, aumentare la biodiversità, la biodisponibilità dei minerali. Riconoscere le piante spontanee come bioindicatori, praticare le analisi qualitative e quantitative attraverso la cromatografia, analisi chimico-fisiche, etc., conoscere e intervenire sulla microbiologia del proprio terreno.

 

Fare in base ad un’analisi delle risorse presenti, preparare fertilizzanti, ammendanti, rimineralizzanti, inoculi di microrganismi. Valutare una meccanizzazione rispettosa degli equilibri della rizosfera per accelerare i tempi di rigenerazione e abbattere i consumi energetici. Molte sono le azioni concrete possibili, semplici e sostenibili, purché si consideri la terra un bene competente di per sé, da valorizzare per creare condizioni sostenibili nel tempo.

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L’agricoltura organica e rigenerativa si sta diffondendo anche in Italia grazie all’impegno di Deafal che ha avviato percorsi di formazione, produzione e sperimentazione con agricoltori e allevatori di tutto il paese.

 

Quello che emerge dai primi corsi organizzati da Deafal in Italia è la grande professionalità, competenza e scientificità proposta. Da qui la possibilità di accrescere la capacità produttiva riuscendo a massimizzare le risorse esistenti in termini di spazio, tempo ed energia investita.

 

Come per la Permacultura, c’è una parte di Italia che vuole ripartire da un diverso rapporto con il proprio territorio, più di altre nazioni europee mostra la maturità di voler “abitare” il proprio paesaggio attingendo a quello che ci differenzia dagli altri paesi: la biodiversità e la bellezza.

 

Per saperne di più:
www.agricolturaorganica.org 

Il video “Una historia diferente” 

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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