Abbiamo bisogno di crescita e sviluppo

I termini “crescita” e “sviluppo” significano spesso, nel nostro modello culturale ed economico, sfruttamento illimitato delle risorse e profitto a tutti i costi: due concetti legati a logiche predatorie ed inconciliabili con la visione di un futuro sostenibile. E se ci concentrassimo invece su un altro tipo di crescita?

crescere

Abbiamo davvero bisogno di più crescita e più sviluppo. Dobbiamo crescere. Continuamente.
Deve crescere la nostra cultura, arricchendosi della conoscenza del passato e dell’immaginazione del futuro. Dobbiamo proiettarci nell’unico futuro che merita il nostro impegno: quello che desideriamo.

 

Deve crescere la nostra consapevolezza, delle ragioni che ci hanno portato al punto di adesso e della possibilità, della necessità , di uscirne con coraggio e creatività.
Deve crescere la nostra onestà, che non è solo quella economica, dell’uomo che non deve rubare: dobbiamo essere onesti nell’ammettere le nostre mancanze e i nostri limiti, culturali, di competenze, di consapevolezze, di relazioni; semplicemente per superarli e potere finalmente andare oltre. 

 

Che cresca la nostra capacità di abbandonare il vecchio e le zavorre; viaggiare non sia solo fisico ma anche progettuale: nuove culture aprono la mente e creano idee per nuove prospettive, che poi vanno realizzate altrimenti rimangono nell’oblio del “come sarebbe bello se… “.
Deve crescere la nostra società, sempre di più, in apertura mentale e accoglienza degli stimoli dell’altro per diventare ricchi in prospettive e desideri.

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Lo sviluppo è fondamentale. Dobbiamo aumentare il nostro sviluppo. 
Lo sviluppo di una economia che sappia fermarsi di fronte all’Uomo e alla sua natura spirituale, che sappia riconoscere l’essenziale e il fondamentale contributo di un pianeta che è organico e biologico prima ancora che mera materia prima. Una economia che sappia e voglia subordinarsi ai concetti di gioia, felicità, passione e talento. Che sappia rimodellarsi quando compie errori e voglia riparare ai danni provocati essendo al servizio e non al comando.

 

La tecnologia non deve avere obiettivi “altri” se non quelli dello sviluppo di possibilità che nascono nei nostri sogni, ad occhi chiusi e ad occhi aperti, in armonia con ciò che ci circonda piuttosto che disintegrarlo come invece avviene oggi. Per dare vita e non morte. Sviluppo tecnologico non è depredazione, di risorse e di umanità e diversità , ma creazione di possibilità ulteriori per noi e la biologia del pianeta.

 

Che si sviluppino le menti, con consapevolezza che sono strumentali al talento immaginifico dell’Uomo. Si sviluppi una cultura in cui la mente, la ragione, la razionalità perdano il dominio e si rendano disponibili alla creatività cooperativa naturale dell’Uomo, alla sua gioiosa leggerezza. Che nasca lo sviluppo di obiettivi diversi dal predominio e dal potere, consci che la ragione non ha nulla da temere dai talenti creativi dell’Uomo ma ne verrebbe potenziata, trovando strade mia percorse per una realtà ancora appena vagamente sognata.

 

Abbiamo bisogno di più crescita e più sviluppo per contrastare il delirio della crescita e dello sviluppo predatorio del potere fine a se stesso, disposto a distruggere ogni cosa pur di saziarsi, specialmente noi, veri ostacoli al suo dominio assoluto. Cresciamo e sviluppiamo la capacità di riconoscere i falsi, persone e miti, che ci allontanano dalla possibilità di vivere diversamente. Cresciamo in intuizione sapendo che molto è stato creato per sviarci nella nostra ricerca.

 

Cresciamo e sviluppiamo. Sempre di più.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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