Animali donatori di sangue, inaugurata a Teramo l’Unità Emotrasfusionale Veterinaria

Nasce a Teramo l’Unità Emotrasfusionale Veterinaria, adibita alla raccolta, conservazione e distribuzione del sangue intero derivante da animali donatori (cani e gatti di proprietà), per gestire pazienti politraumatizzati, avvelenati con anticoagulanti o affetti da gravi patologie che necessitano di emotrasfusioni in tempi rapidi.

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emo3Il 9 aprile, durante il Convegno “La medicina trasfusionale veterinaria nel cane. Cosa c’è di nuovo?”, è stata presentata l’Unità Emotrasfusionale Veterinaria (UEV) nata a Teramo presso l’Ospedale Veterinario Didattico (OVUD) della Facoltà di Medicina Veterinaria, con l’obiettivo di raccogliere, conservare e distribuire sangue intero derivante da animali donatori (cani e gatti di proprietà).

 

Tale unità nasce per coprire le esigenze interne dell’OVUD prevalentemente nell’ambito dell’attività di pronto soccorso, nella gestione dei soggetti sottoposti a importanti interventi chirurgici e, più in generale, in quella dei pazienti ricoverati. L’OVUD, infatti, spesso si trova a gestire pazienti politraumatizzati, avvelenati con anticoagulanti e/o affetti da gravi emopatie che necessitano di emotrasfusioni in tempi rapidi.

 

Accanto a questo aspetto va considerata l’estrema utilità dell’UEV per fruitori esterni, identificabili nei medici veterinari liberi professionisti presenti sul territorio abruzzese e regioni limitrofe. Per istituire tale Unità è stata inoltrata una richiesta alla ASL competente e alla regione Abruzzo al fine di ottenere l’autorizzazione per l’attivazione di una Banca Veterinaria del Sangue. “In Italia, la medicina trasfusionale veterinaria è ancora una realtà non consolidata, poco controllata e insufficientemente supportata da un punto di vista scientifico, a differenza di quanto accade in gran parte dell’Europa. Il crescente interesse nei confronti di questa branca della Medicina Veterinaria ha spinto il Ministero della Salute a emanare un accordo Stato-Regioni sulla “Linea guida relativa all’esercizio delle attività sanitarie riguardanti la medicina trasfusionale in campo veterinario”

 

Parimenti, allo scopo di promuovere la conoscenza e la crescita della medicina trasfusionale nel nostro paese è stata istituita, nel 2012, l’Associazione Italiana Medicina Trasfusionale Veterinaria (AIMVET)” dichiara la Dott.ssa Morena Di Tommaso, Università degli Studi di Teramo. Vista l’esigua presenza di centri trasfusionali nel centro Italia, in particolare in Abruzzo, dove, attualmente, non sono presenti banche del sangue riconosciute sulla base delle suddette linee guida, è stata creata questa Unità per far fronte all’esigenza di andare a coprire l’attuale fabbisogno di prodotti emotrasfusionali, nata grazie allo stanziamento di fondi del Progetto Nazionale per il Sud (PNS), a donazioni di liberi cittadini e aziende commerciali che hanno permesso l’acquisizione di parte delle strumentazioni necessarie.

 

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L’UEV svolgerebbe un ruolo fondamentale sia in campo clinico sia in campo di sanità pubblica, consentendo il rapido approvvigionamento di unità di sangue tipizzate (gruppo sanguigno), controllate, tracciabili e correttamente conservate al fine di limitare la diffusione delle principali malattie trasmissibili (comprese alcune zoonosi). “L’Unità, in attesa dell’autorizzazione, sta provvedendo a costituire un pool di donatori selezionati in base ai criteri dettati dalle linee guida ministeriali che prevedono la scelta di animali clinicamente sani, sulla base di esami clinico-diagnostici (esame emato-chimico-urinario, profilo coagulativo, esame feci, indagini per diverse malattie infettive, ecc.) rispondenti a un determinato range di peso corporeo (CANE >25 kg, GATTO >5 kg) e di età (tra 2 e 8 anni), sottoposti a regolare profilassi per le più comuni malattie infettive/infestive (vaccinazioni, trattamenti antiparassitari, ecc.) e di indole docile.

 

A ogni donazione, l’animale donatore è sottoposto a visita clinica, monitoraggio del peso corporeo ed esami di laboratorio. Il prelievo di sangue viene effettuato previo digiuno dell’animale di almeno 8h. Il soggetto, durante la procedura, è assistito dal proprietario. Qualora il Medico Veterinario lo reputi opportuno, è possibile praticare una sedazione al donatore per evitare una condizione di distress, anche se, tendenzialmente, la scelta del donatore è rivolta a animali collaborativi che non risentano particolarmente della tensione legata all’ambiente e alle procedure seppur minimamente invasive. Il sangue viene raccolto, per gravità, utilizzando un accesso venoso opportunamente scelto e la procedura ha una durata variabile dai 4 ai 10 minuti.

 

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Al termine della stessa, l’animale viene mantenuto in osservazione nei 20/30 minuti successivi al fine di monitorare l’insorgenza di eventuali e infrequenti segni di stravaso di sangue (ematoma da prelievo) e di ipotensione che necessiteranno di adeguati interventi terapeutici del caso. Infine è prevista la somministrazione di acqua e cibo, particolarmente graditi dall’animale” spiega la Dott.ssa Di Tommaso. A scegliere non è l’animale ma il proprietario. Qualcuno potrebbe pensare che non è eticamente giusto. “Le considerazione da fare sono diverse. Nel nostro campo, ovviamente, la scelta di sottoporre o meno il proprio animale a qualsiasi procedura medico-chirurgica spetta al proprietario e risulta influenzata da moltissimi fattori (esperienze pregresse con altri animali, esperienze personali, motivi religiosi, ecc.).

 

I donatori di sangue, in particolare, manifestano una maggiore propensione a far donare il sangue anche ai propri animali perché più sensibili all’argomento. Da parte sua l’animale, tranne rare eccezioni, anche in gravi condizioni di salute, eviterebbe di essere manipolato da un camice bianco mostrando segni di paura e/o discomfort; è ovvio che in questo specifico caso il proprietario acconsente a effettuare una procedura in un animale sano, e inoltre, occorre sottolineare che l’emotrasfusione è un trattamento di emergenza e una “life-saving measure” in pazienti critici di cui potrebbe necessitare il donatore stesso in un particolare momento della sua vita” conclude la Dott.ssa Di Tomasso. Anche se a scegliere per l’animale donatore sarà il compagno umano, lo farà, non per sfruttarlo, ma per perorare una buona causa: aiutare un altro cane o gatto bisognoso, tutelando, allo stesso tempo, anche il proprio amico a quattro zampe, nel caso, dovesse un giorno aver bisogno di una trasfusione urgente.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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