La scuola di Maria de Biase: repliche e aggiornamenti dal Cilento

Pubblichiamo un aggiornamento sulla vicenda della preside Maria de Biase e del dimensionamento scolastico che rischiava di far perdere l’autonomia all’Istituto Comprensivo Santa Marina da lei diretto. In merito alla questione e per completezza d’informazione, rendiamo nota una richiesta di chiarimenti da parte del vicesindaco del comune di san Giovanni a Piro, Pasquale Sorrentino, e la versione della preside Maria de Biase.

de_biase

Vi avevamo parlato del caso della preside Maria de Biase e del dimensionamento scolastico che rischiava di far perdere l’autonomia all’Istituto Comprensivo Santa Marina da lei diretto. La novità è questa: sia l’Istituto di Santa Marina che quello di San Giovanni non perderanno l’autonomia. Le scuole del comune di Casaletto Spartano restano infatti con l’Istituto di Santa Marina permettendogli di conservare l’autonomia, mentre le scuole del comune di Caselle in Pittari si accorperanno con l’istituto Gaza di San Giovanni a Piro, che così’ l’autonomia la recupera.

Questo modifica l’ipotesi iniziale, prevista dalla delibera numero 20 del 26 gennaio 2016 della giunta regionale della Campania, che prevedeva l’accorpamento anche degli istituti del comune di Casaletto Spartano al Gaza di San Giovanni a Piro, che avrebbe fatto perdere l’autonomia scolastica all’Istituto di Santa Marina.
In merito alla questione e per completezza d’informazione, pubblichiamo una richiesta di chiarimenti da parte del vicesindaco del comune di san Giovanni a Piro, Pasquale Sorrentino, e la versione della preside Maria de Biase.

 

“Come giusto che sia, ecco le carte. Tanto rumore (veramente troppo) per nulla. Opinioni libere, ovviamente, ma fatti certi. Quante parole fuori luogo (faide, tritacarne, giochi, politica che si prende gioco della scuola, mediocrità locali, ecc.). Quanti titoli ad effetto vuoti di contenuti, quante chiacchiere al vento. E poi quanti esperti, opinionisti, politologi; e quanta retorica, finto buonismo, dietrologia, senza conoscere nulla. Niente. Zero. Senza conoscere fatti, atti, persone. Per aver fatto cosa? Per aver recuperato la nostra autonomia scolastica, ingiustamente perduta, sottratta. Dove erano tutti i saccenti tuttologi che oggi gridano al vento quando il Gaza veniva espropriato della sua autonomia? C’erano (solo) dei consiglieri  comunali all’opposizione che oggi sono maggioranza. E uno in particolare, oggi Sindaco, che, carte alla mano, rivendica un diritto e si “riprende” il Gaza. E cosi va a finire.

 

Le cose, dunque, cambiano. E cambieranno ancora; sempre in nome del merito e della ovvietà, della normalità. Ho espresso più volte l’apprezzamento per la didattica e le buone pratiche, l’ho detto alla Dirigente Maria De Biase in tutte le lingue, in tutti gli eventi organizzati (sfido chiunque a starmi dietro su questo tema), in tutte le delibere prodotte, ovunque insomma. Ma, ripeto, tutto ciò con il Dimensionamento c’entra come i cavoli a merenda. Nulla. Allora mi domando perché non lasciar fare le cose a chi ne ha il dovere (e secondo me la  capacità)? Questa vicenda mi ha profondamente turbato, ma mi ha darà la forza per continuare a fare ciò che stiamo facendo: ricostruire la normalità. Per quanto di nostra competenza. Degli “schiamazzi” al di la del Bussento (Policastro), davvero, (con rispetto), non me ne frega nulla. E’ un ronzio irrilevante, un disco rotto.
Ringrazio Italia Che Cambia che, al contrario di altri socialnews (siamo una testata giornalistica, ndr), ha invece dato spazio all’argomento con linearità e rigore. Detto questo, a presto”.

Pasquale Sorrentino – Vice sindaco San Giovanni a Piro

 

Per approfondimenti:
La delibera della giunta regionale del del 26/01/2016
Comunicato stampa di Pasquale Sorrentino
Lettera del sindaco Fernando Palazzo all’assessore regionale all’istruzione

 

“Come tutti sono felice che l’Istituto Teodoro Gaza di S. Giovanni a Piro abbia recuperato l’autonomia. Ricostruisco l’accaduto partendo da quanto prevede la legge.
La Regione Campania rispetto alla razionalizzazione della Rete Scolastica stabilisce che non verranno accolte:
la proposta che comporti la perdita di una autonomia scolastica
la proposta di aggregazione di plessi facenti parte di altra istituzione scolastica che ne comporti la perdita di autonomia.
Non tenendo conto di quanto prevede il regolamento in materia di autonomia scolastica, venivano acquisite le delibere del Comune di Caselle in Pittari, di Casaletto Spartano e di Morigerati ( facenti parte dell’IC di Santa Marina) che manifestavano la volontà di voler essere accorpati al Teodoro Gaza di San Giovanni a Piro, facendo così recuperare l’autonomia all’istituto di San Giovanni a Piro ma facendola perdere di fatto all’Istituto di Santa Marina- Policastro. Una decisione in contraddizione con la legge su citata.

 

Quando la Regione Campania-Miur prendendo atto di questa illegittimità e presa in considerazione la comunicazione del ricorso del Comune di Santa Marina, che avrebbe di certo vinto, si sono riaperte le consultazioni per raggiungere un accordo più rispettoso della legge. Così ben consigliati dal direttore generale del Miur-Regione Campania, Dottoressa Luisa Franzese, sono stati disposti nuovi accorpamenti che hanno cercato di sanare l’illecito che si era creato.

 

Questa la decisione presa in quella sede: le scuole del Comune di Casaletto restano con Santa Marina, consentendole di conservare l’autonomia e le scuole di Caselle sono state accorpate all’istituto di San Giovanni a Piro facendogli recuperare l’autonomia.
Così il Gaza ha riconquistato l’autonomia!
A questo punto, attraverso i media, si è diffusa la voce che si trattava di un atto di magnanimità la concessione dell’autonomia a Santa Marina!
La Verità, specie quando è stabilita dalla legge, non si può capovolgere! Nessuna magnanimità o concessione. Solo un atto dovuto per garantire legittimità e rispetto delle leggi!

 

Ma da quando le autonomie vengono “concesse” dalle amministrazioni comunali? E da quando essere dalla parte della legge diventa “remare contro” o favorire le “proprie personali esigenze logistiche”?
Da quando, ancora, è motivo di scherno voler ribadire che il regolamento andava rispettato e che non si doveva conquistare un’autonomia sulla perdita di quella di un’altra scuola? Risulta evidente che chi scrive non parteggia né per l’uno, né per l’altro Comune, ma solo ed esclusivamente per quanto è previsto dalla legge.
Il resto scusatemi, sono solo chiacchiere: “la profeta straniera”, “il lacrimatoio”, le “neroniane memorie”, l’”essere o meno indispensabile”,” prevalere sugli interessi del territorio”, le “lamentazioni”, il “vespaio”, ecc, ecc, ecc, ecc, ecc.
Solo inventarsi un “nemico” per osannare un inesistente eroe.
Viene il sospetto che la questione si sposti sul personale.

 

Infatti, perché passare dalla “questione dimensionamento” all’attacco alle persone? Cosa c’entra il recupero dell’autonomia con la descrizione di una guerra con riferimenti a “vincitori e vinti” con minacce e insulti, più o meno espliciti, la derisione del lavoro della preside e la denigrazione del lavoro dei collaboratori e dei docenti che si impegnano con professionalità e dedizione?
Quando i piani si confondono vuol dire che le persone non hanno le idee chiare. L’intento è disorientare per separare, del resto si è sempre detto: “Dividi et impera!”
Se si vuole ragionare con lucidità e correttezza, non si mettono insieme le due questioni. Si rischia di fare solo confusione inducendo a pensare che la questione dimensionamento sia stata un pretesto per cacciare la preside e per richiamare i docenti ad essere ”meno bucolici”.

 

Il dimensionamento scolastico è una cosa (e solo di questo si tratta!), il lavoro svolto dalla preside e dall’intera comunità scolastica è un’altra. E’ come se io, per parlare di dimensionamento, mi mettessi a valutare e a deridere il lavoro degli impiegati, dei fisioterapisti o degli avvocati. Mai confondere i livelli ed i piani su cui si sta ragionando, mai attaccare le persone, le loro vite, le loro scelte ed il loro lavoro. Ci siamo confrontati ed anche scontrati sulla modalità del dimensionamento, ognuno ha espresso il proprio parere e le proprie riflessioni. Appartengono alla democrazia il confronto, lo scontro, il dissenso, l’esprimere le proprie opinioni, ma si ragiona sempre sui fatti… mai si dovrebbero attaccare le persone. I giudizi di valore, le supposizioni, le illazioni, le bugie, la derisione, l’abuso del proprio potere, invece, spostano su un altro livello la questione, dove la dialettica democratica scompare. Così che restano poche parole, tanta amarezza e un po’ di paura.

 

Mi sta a cuore a questo punto tranquillizzare i docenti ricordando che Il Comitato di Valutazione degli apprendimenti ha luogo ancora nei contesti scolastici e che ciò che si insegna a scuola è ancora indicato dal Ministero. A meno che, a mia insaputa, tali poteri non siano stati spostati nei Municipi.
Rinnovo come sempre la mia riconoscenza, il mio apprezzamento e la mia sconfinata stima a tutti i collaboratori, i docenti e la comunità scolastica dell’Istituto Comprensivo Teodoro Gaza per l’ottimo lavoro che abbiamo svolto insieme. C’è un intero Paese che lo riconosce e lo sostiene.  Ora basta???”
Maria de Biase – Preside Istituto Comprensivo Santa Marina

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

Ti è piaciuto questo articolo? Se vuoi sostenere il nostro lavoro e permetterci di dare voce all'Italia che Cambia attivati anche tu, diventa un Agente del Cambiamento.

Leggi anche