L’Alveare che dice Sì! Dal GAS locale al web per valorizzare la piccola distribuzione

L’Alveare che dice Sì! È un progetto rivoluzionario che unisce il web e la filiera corta creando una comunità d’acquisto 2.0 fatta da consumatori e produttori accomunati dalla voglia di cambiare il modo di fare la spesa. Dall’inizio dell’anno ad oggi sono oltre 50 gli “Alveari” nati in Italia ed il prossimo sorgerà l'11 giugno nella provincia di Padova, presso Almaterra, una delle realtà più rappresentative del cambiamento in Veneto.

Farmer with wooden box full of ripe vegetables

I gruppi di acquisto solidale (G.A.S.), sempre più diffusi e praticati anche nel nostro paese, sono sistemi di acquisto autogestiti che coinvolgono piccoli nuclei di consumatori della stessa città o dello stesso quartiere e produttori locali individuati e scelti dagli stessi acquirenti. Un sistema che permette il controllo della qualità, della provenienza e della lavorazione delle materie prime e dei beni acquistati e l’abbattimento dei costi di produzione o di erogazione, dal momento che i GAS non si occupano solo dell’acquisto collettivo di cibo (frutta e verdura biologica, olii, conserve, miele, vini e birre artigianali, ecc.) ma anche di servizi (energia elettrica, ad esempio, come avviene in alcune città europee).

 

Negli ultimi anni i gruppi di acquisto hanno trovato nel web un buon alleato per l’organizzazione e per la diffusione di nuovi GAS e per la creazione di reti, avvantaggiando i fruitori con ordinazioni on line e con la consegna in casa.
In questa tipologia di “GAS di seconda generazione” si colloca L’Alveare che dice Sì!, una piattaforma nata in Francia nel 2011 (con il nome “La ruche que dit oui “) e recentemente introdotta anche in Italia, a Torino e a Milano, e in arrivo anche in provincia di Padova. Promotore veneto di questo nuovo servizio di valorizzazione della filiera corta è l’Associazione Almaterra, con sede a Cervarese Santa Croce (PD), ai piedi dei Colli Euganei, dove sorgerà il primo “Alveare”.

 Farmer with wooden box full of ripe vegetables

 

L’Alveare che dice sì! è una startup registrata in Italia nel 2016 presso Treatabit, il percorso per le startup digitali dell’Incubatore I3P del Politecnico di Torino. Dall’inizio dell’anno ad oggi sono oltre 50 gli “Alveari” nati in Italia (650 sono quelli presenti in Francia fin dall’avvio della prima piattaforma).
La piattaforma di vendita favorisce gli scambi diretti tra gli agricoltori locali e la comunità dei consumatori, che si ritrovano una volta alla settimana creando piccoli mercati temporanei a Km 0, denominati “Alveari”. Una sorta di nuovo modello di impresa sociale, insomma, volta ad una più efficiente distribuzione dei prodotti locali, in particolare prodotti alimentari freschi, genuini e a chilometro zero.

 

Ecco come funziona “Alveare che dice si”
I produttori locali presenti nel raggio di 250 km si iscrivono al portale www.alvearechedicesi.it  e si uniscono in un “Alveare”, mettendo in vendita online i loro prodotti: frutta, verdura, latticini, formaggi, ecc.

 

I consumatori che si registrano sul sito posso acquistare ciò che desiderano presso l’Alveare più vicino a casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma. Il ritiro dei prodotti avviene settimanalmente nel giorno della distribuzione organizzata dal gestore dell’Alveare, cioè colui che ha preso l’impegno di tenere il contatto con gli agricoltori e che si occupa di pianificare inoltre eventi, aperitivi e visite guidate nelle aziende dei produttori, per creare un vero network di relazione e conoscenza diretta. L’incontro tra agricoltori e consumatori può avvenire in luoghi diversi, dal bar al ristorante, alla sala dell’associazione che mette a disposizione i propri spazi. Lo spirito è sempre lo stesso: permettere ai produttori di vendere direttamente e in modo facile e dare ai consumatori accesso ad alimenti freschi, locali e di qualità, rivalutando il cibo ed il suo ruolo nella promozione di uno stile di vita sano.

 

In questo meccanismo, che mette al centro la comunità e la genuinità dei prodotti, è fondamentale il ruolo della tecnologia: la piattaforma è stata sviluppata lavorando a stretto contatto con gli utilizzatori, per modernizzare ed accelerare la filiera corta e promuovere un modello di commercio più equo.

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Il primo “Alveare” veneto sarà inaugurato nella provincia di Padova e sorgerà ad Almaterra (1) . Ogni sabato, a partire dall’11 Giugno, il gestore dell’Alveare di Almaterra, Mattia Pastò, ospiterà i produttori locali. La distribuzione avverrà tra le 10:00 e 12:00. Sono già molti i produttori del territorio che hanno espresso interesse per questa iniziativa, offrendo una vasta gamma di prodotti: pane, vino, olio, formaggi, piccoli frutti, confetture, carne, salumi, lumache e zafferano, frutta, verdura, miele, birra e tanti altri prodotti di qualità. In occasione dell’inaugurazione, sabato 11 giugno gestori e produttori presenteranno i propri prodotti ed offriranno una piccola degustazione. Per tutti i produttori locali interessati è possibile aderire alla piattaforma!
Per chi volesse saperne di più: www.alvearechedicesi.it

 

(1) Almaterra è una delle realtà più rappresentative del cambiamento in Veneto mappate da Italia che cambia. Il 28 giugno ospiterà presso la sede il primo incontro degli agenti del cambiamento del Triveneto.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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