Elementari nel Bosco: dall’asilo alla scuola primaria

Cresce anche nel nostro Paese l'interesse verso l'educazione nella natura ed altri paradigmi educativi. Lo conferma anche il fatto che ad Ostia Antica, dopo il successo dell'Asilo nel Bosco, ha preso il via anche un'esperienza di scuola primaria all'aperto ed il numero di bambini che vi partecipano si appresta a raddoppiare...

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Il progetto sperimentale dell’Asilo nel Bosco  di Ostia Antica sta facendo scuola nel resto d’Italia affermandosi come un nuovo paradigma educativo di successo.

 

A conferma del forte interesse verso l’educazione all’aperto e verso altri paradigmi educativi, una delle novità del 2016 è stata l’apertura dell’esperienza dell’asilo nel bosco anche alla scuola primaria, con un progetto pilota partito con quindici bambini ma destinato, il prossimo anno, a raddoppiare il numero dei partecipanti, come raccontato da Danilo Casertano, maestro di strada e tra i fondatori del progetto.

 

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“Avendo questo protocollo di intesa con l’Istituto Comprensivo Amendola Guttuso di Ostia abbiamo pensato, ascoltando i bisogni delle famiglie e dei bambini del luogo di poter ampliare il progetto di una scuola all’aria aperta anche alle scuole primarie oltre che alla materna. Siamo così partiti quest’anno con un progetto pilota di scuola primaria all’aperto, che è nella sua fase sperimentale iniziale. Così come l’Asilo nel Bosco ci ha messo un po’ per capire che cosa significava poter fare un asilo all’aperto tutti i giorni e tutto il giorno, anche la scuola primaria sta vivendo la stessa fase di scoperta.

 

Il raddoppio degli iscritti nel prossimo anno ci permetterà di aumentare l’organico e di cominciare a mettere in pratica quello che adesso stiamo progettando: fare un piano personalizzato per ogni bambino, rispettando le indicazioni accademiche fornite dal ministero della Pubblica istruzione, e sviluppare la Pedagogia dei Talenti, che corrisponde a tutte le intelligenze multiple che hanno i bambini, in modo che ognuno di loro possa essere considerato come un elemento unico portatore di talenti individuali. Noi siamo convinti che ogni bambino abbia un bisogno educativo speciale, quello che è la necessità di un bambino di avere un percorso individualizzato in realtà è il bisogno di tutti”.

 

C’è un aspetto molto importante del progetto che va sottolineato: l’esperienza educativa non deve assolutamente essere interpretata come una contrapposizione alla scuola pubblica, bensì come il desiderio di espandere e arricchire il modello educativo di nuovi contenuti, nuovi metodi più attenti alle singolarità di ogni bambino e alle sue esigenze.

 

“La scuola nel bosco è un progetto all’interno di una scuola Statale, che viene finanziato in parte dalle famiglie e molto dall’attività di formazione e divulgazione che noi facciamo in giro per l’Italia – ci racconta Danilo Casertano, – quindi rimane questo nostro sogno di mettere in pratica una scuola pubblica che, in collaborazione con lo Stato, garantisca la possibilità di sperimentare, di poter andare incontro alle esigenze dei nostri educatori, delle famiglie e dei bambini.

 

È una bellissima opportunità perché non c’è questa contrapposizione tra statale e persone che in una società civile vogliono organizzarsi per fare qualcosa. I cambiamenti si possono accompagnare, altrimenti emergeranno sempre di più gli impulsi individuali: l’istruzione parentale, l’home schooling, ma sono risposte individuali ad un problema che è collettivo.

 

La centralità della scuola Pubblica in uno Stato è fondamentale, ma questo non può essere visto in contraddizione con la pluralità di metodo d’insegnamento, che fa parte della biodiversità. In alcuni Paesi questo concetto è ormai normale, in altri tra cui il nostro è più problematico. Ma la trasformazione è in atto, è importante che queste esperienze nuove vengano raccontate e portate avanti, ma senza il supporto degli istituti scolastici queste esperienze non hanno il modo di emergere, noi senza il supporto dell’Istituto Comprensivo Amendola Guttuso non saremmo dove siamo oggi”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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