Io faccio così #122 – eQuommerce: nasce un modo nuovo di fare la spesa

Equommerce è il primo social network mondiale per i Gruppi d'Acquisto Solidale (GAS) che mette in contatto direttamente i produttori con i consumatori. L'obiettivo è quello di promuovere un modo diverso di fare la spesa favorendo l'economia locale ed il mangiar sano e sostenibile.

I responsabili di eQuommerce alla fiera Fa' la cosa giusta! di Milano

Promuovere un nuovo modo di fare la spesa per favorire l’economia locale, il risparmio, il rispetto dell’ambiente ed un’alimentazione sana. Nato dall’idea di un gruppo di ragazzi della Valle d’Aosta, eQuommerce è un social network per i Gruppi d’Acquisto Solidale che mette in contatto direttamente i produttori con i consumatori, garantendo la qualità dei prodotti e la sostenibilità del processo produttivo.

 

 

“L’idea nasce dalla constatazione della crisi dei piccoli agricoltori e dalla consapevolezza dell’importanza della loro sopravvivenza per mantenere viva la tradizione dei territori e per far in modo che questi non vengano abbandonati”, ci spiega Anais Piccoli, responsabile di eQuommerce.

 

“Noi sviluppiamo siti internet e, allo stesso tempo, facciamo parte di gruppi di acquisto solidale. Ci siamo quindi chiesti come far convergere queste due attività. È così che nel gennaio del 2014 abbiamo dato vita alla start up Made in Valley e, insieme al Politecnico di Torino, abbiamo creato il social network eQuommerce, online da gennaio di quest’anno”.

 

eQuommerce aiuta concretamente le famiglie e le aziende agricole incentivando la nascita di gruppi d’acquisto solidali, ovvero gruppi di persone che si uniscono per acquistare direttamente i prodotti, principalmente alimentari, dai produttori locali. Gli acquisti vengono fatti in gruppo semplificando il lavoro dei produttori e favorendo l’acquisto a km zero con la certezza della provenienza e tracciabilità dei prodotti. Vi è alla base un principio di solidarietà che permette alle aziende di vedersi riconosciute un prezzo equo per i prodotti ed il lavoro e, al contempo, non essendoci intermediari, ne deriva per il cliente finale un risparmio rispetto ai prezzi di mercato.

Viene così offerta a tutti la possibilità di acquistare prodotti a km zero, direttamente dai produttori locali con vantaggi sia per chi vende che per chi compra, attraverso la creazione di reti di persone in grado di scambiarsi non solo merci, ma anche saperi. eQuommerce si propone infatti di facilitare la nascita di nuovi GAS e la gestione di gruppi già esistenti.

 

I responsabili di eQuommerce alla fiera Fa' la cosa giusta! di Milano

I responsabili di eQuommerce alla fiera Fa’ la cosa giusta! di Milano

Ma come funziona? “Il sito è molto interattivo ed intuitivo e l’iscrizione è gratuita – ci spiega Anais Piccoli – I produttori possono iscriversi inserendo la propria azienda ed i propri prodotti, creando così una sorta di magazzino online ed una vetrina della propria attività. Noi controlliamo poi che le aziende iscritte rispettino alcuni requisiti legati alla qualità dei prodotti, alla sostenibilità del processo produttivo, al rispetto dell’ambiente, all’eticità del trattamento riservato ai lavoratori.

 

Il consumatore finale, invece, dopo essersi registrato al sito può vedere sulla mappa quali sono i gruppi di acquisto solidale nella zona e chiedere eventualmente di farne parte. Se il consumatore non trova gruppi di acquisto nelle vicinanze o GAS che acquistano prodotti che gli interessano, può creare direttamente sul sito un gruppo di acquisto solidale a cui gli altri utenti possono affiliarsi. Una volta raggiunte le cinque persone può iniziare l’interazione tra l’azienda ed il GAS.

 

In tal modo, eQuommerce da una parte offre ai piccoli produttori la possibilità di connettersi tra loro e di farsi conoscere dai consumatori, dall’altra permette ai consumatori di avvicinarsi al mondo dei gruppi di acquisto solidale e di scoprire che creare un GAS è estremamente facile”.

 

Il progetto eQuommerce nasce in Valle d’Aosta ma l’obiettivo è quello di estenderlo a livello nazionale promuovendo in tutta Italia la nascita di gruppi di acquisto solidale che facciano la spesa da produttori a loro vicini.

 

“In Valle d’Aosta – raconta Anais Piccoli – ci sono sempre più progetti legati al km0, alla sostenibilità ambientale e alla solidarietà. Da parte delle persone emerge in modo sempre più forte la volontà di conoscere la provenienza dei prodotti. Sostenendo i produttori del posto, noi sosteniamo l’economia locale facendo così che il piccolo agricoltore sia stimolato a restare in Valle d’Aosta ed i giovani ad avvicinarsi all’agricoltura”.

 ceste-patate

 

È il caso, ad esempio, di Federico Chierico, socio dell’azienda agricola Paysage a’ manger tra i produttori iscritti ad eQuommerce) che insieme ad alcuni amici in Valle d’Aosta ha recuperato dei terreni abbandonati e delle antiche varietà di patate che dopo la seconda guerra mondiale erano state abbandonate. “Negli ultimi tempi notiamo – afferma Federico – una tendenza al recupero delle varietà antiche ed una presa di coscienza del patrimonio agricolo e umano italiano, un patrimonio che va assolutamente valorizzato”.

 

Le realtà legate al commercio solidale come eQuommerce stanno creando nuove opportunità per gli agricoltori e, in tutto il mondo, stanno crescendo considerevolmente comunità di persone che acquistano collettivamente prodotti agricoli, e non solo, direttamente dai produttori. I gruppi di acquisto solidale si configurano così come una forma di organizzazione possibile e vincente, una rete di consumo consapevole che contribuisce a riformare quell’integrità nel tessuto sociale andata perduta nel tempo ma di cui le persone avvertono fortemente il bisogno.