La natura vince sul cemento: assolta la sindaca che tutela il paesaggio

L'incredibile storia di Matilde Casa, prima cittadina di Lauriano in provincia di Torino. Ecco l' intervista alla sindaca assolta per aver negato la costruzione di villette nel suo comune. Un esempio di coraggio, determinazione e resilienza per la tutela del paesaggio.

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Lauriano (TO) - Il mondo è giusto o sbagliato? Domanda troppo ampia, difficile e alla quale forse non ci interessa neanche dare una risposta.

 

Portiamo invece con gioia la notizia relativa all’assoluzione completa da parte della sindaca Matilde Casa. Aveva trasformato un terreno edificabile in agricolo, impedendo così la realizzazione di 40 villette per tutelare il paesaggio. Venne denunciata e passò da un processo penale. Da pochi giorni finalmente l’incubo è finito, in quanto per i giudici del tribunale di Torino il fatto non sussisteva.
Abbiamo avuto il piacere di intervistarla telefonicamente e questo è il resoconto della nostra chiacchierata.

 

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Buongiorno Matilde, innanzitutto grazie della disponibilità e del tempo donatoci. Oggi è una bellissima giornata, dopo giorni un po’ freddi e cupi. Mehmet Murat Ildan diceva che “Il sole dopo la pioggia è molto più bello del sole prima della pioggia”. Si ritrova in questa affermazione?

 

Mi ritrovo moltissimo. Da un certo punto di vista significa che siamo in grado di apprezzare solo le cose belle dopo quelle meno belle. Dall’altro lato diciamo che è un po’ il nostro limite umano, di aver bisogno di cose meno apprezzabili per poter apprezzare quelle che invece sono positive. Tuttavia mi ci ritrovo perfettamente, poi amo moltissimo il Sole.

 

Lei è sindaca, al secondo mandato, di un piccolo paesino della provincia torinese. Ci ha colpito molto la sua vicenda legata alla tutela del territorio e del paesaggio. Ci può riassumere che cosa è successo?

 

Con l’amministrazione precedente ho approvato un piano regolatore, seguendo una linea politica precisa, di diminuire la superficie di terreni edificabili nel comune. È stata in primis una scelta politica: avevamo anche evitato, sempre su quest’onda, di costruire una scuola elementare ex novo rinunciando a un finanziamento della regione Piemonte. Abbiamo utilizzato, invece, solo mezzi nostri acquistando un immobile nel centro del comune, ristrutturandolo. Poi abbiamo abbattuto un ecomostro, che deturpava da vent’anni il paesaggio del centro storico. E quindi come altro atto, in completo accordo con il Consiglio, abbiamo diminuito la superficie edificabile. 

 

Ovviamente nella scelta dei terreni non edificabili abbiamo preferito quelli che avevano delle criticità, come il dissesto idrogeologico. Uno dei proprietari di questi terreni, anziché ricorrere al TAR, mi ha denunciata insieme al tecnico comunale e al segretario comunale per abuso d’ufficio. Sono stata indagata, ho avuto un avviso di garanzia due anni fa, poi sono stata rinviata a giudizio l’anno scorso e dall’anno scorso fino ad oggi ho seguito un processo penale per abuso d’ufficio e contro l’articolo 97 della Costituzione. Una cosa abbastanza infamante per un amministratore. Il 7 di giugno, dopo due anni, il Tribunale di Torino si è espresso con l’assoluzione piena, perché il fatto non sussisteva.

 

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Ha mai avuto paura di ritorsioni ancor più forti per questa vicenda? Il paese l’ha sostenuta in questa avventura?

 

Inizialmente è stato uno shock. Perché essere rinviati a giudizio per una cosa che io ed altri credevamo non solo non degna di un processo, ma addirittura meritoria, è stato un vero shock. Mi sembrava di essere caduta in una realtà parallela, in cui i buoni venivano puniti. E poi, soprattutto, c’è stata la grande difficoltà nel capire quale fosse effettivamente questo abuso che avevo perpetrato.

Quel che ci ha aiutato tantissimo è stata la solidarietà, innanzitutto da parte dei nostri concittadini. Sostegno da parte di tutti i laurianesi, nel senso che la gente mi fermava per strada per dirmi “Continua così, non fermarti! Siamo d’accordo con te”. Anche perché loro ci avevano votati con questa spinta, stavamo di fatto eseguendo un loro mandato. E poi l’altra cosa che mi ha aiutato tantissimo è stata la solidarietà non solo locale, ma anche regionale e nazionale da parte di associazioni di categoria agricole, partiti politici, ma soprattutto semplici cittadini. Un amico ha lanciato una petizione su change.org che in meno di un mese ha raccolto più di mille adesioni.

 

Tuttavia è stato molto difficile, perché questi due anni non me li ridarà nessuno. Il giorno della sentenza, quando è stato detto che il fatto non sussisteva con formula piena da un lato sono stata felicissima, dall’altro ho pensato che una cosa che non esiste mi ha rovinato due anni di vita.

 

Questa vicenda le ha generato più fiducia o più amarezza e dispiacere per il futuro?

 

Di natura sono una persona positiva e ottimista, difficilmente riesco a vedere il lato negativo delle cose. Come dicevo, questa cosa mi ha provato da un certo punto di vista, ma mi ha dato una spinta decisamente maggiore. Non solo ho ricevuto tanta solidarietà, ma sono diventata mio malgrado un caso nazionale.

L’idea è quella di essere anche esempio per altri amministratori che vogliono fare queste cose. Senza volerlo, ho fatto scuola. La fiducia non manca nel futuro. Questa è resilienza, riuscendo a cambiare le cose negative in positive.

 

Matilde Casa, prima cittadina di Lauriano in provincia di Torino

Matilde Casa, prima cittadina di Lauriano in provincia di Torino

Quali sono le sue soddisfazioni come amministratrice e quali le difficoltà? Consiglierebbe questo percorso ad altre persone?

 

È un’esperienza. Non amo gli amministratori che si lamentano – se ci sono le cose che non vanno è giusto lamentarsi! – Però la scelta di fare l’amministratore non ce l’ha ordinata il medico. Possiamo tranquillamente farne a meno. Ancor più nei piccoli comuni, che di fatto abbiamo un lavoro e una attività. Sicuramente non è questo che cambia la nostra vita.

Ci sono molte difficoltà perché in questi ultimi anni c’è stata una rivoluzione enorme della pubblica amministrazione. Fare il sindaco ora non è come farlo vent’anni fa. Vi sono difficoltà di fondi, di organizzazione. Nel caso specifico vi sono piccoli comuni che hanno una difficoltà gestionale ormai irrisolvibile. Le difficoltà che viviamo sono quelle del quotidiano, come ad esempio avere abbastanza soldi per pagare gli stipendi.

 

I vantaggi sono che è una esperienza notevole, la cosa pubblica è un qualcosa che ci coinvolge tutti. Avere la possibilità di incidere minimamente, come in un piccolo comune, sullo sviluppo che vogliamo vale la pena. Poi sicuramente ci sono i momenti di sconforto, ma credo che capitino a tutti e a tutti i livelli.

 

Ora che il Sole è tornato a risplendere… Ci può dire qual è il suo sogno per il suo territorio?

 

Quando ho iniziato il mio percorso politico con altri amici otto anni fa ero convinta che l’amministratore doveva possedere due caratteristiche principali. La prima, che dovrebbe essere scontata, è l’onestà. La seconda è avere un progetto, il dove si vuole arrivare. Poi magari non si arriva neanche a metà strada, però l’idea di tendere a un fine è necessaria. Soprattutto per la nostra provincia lo sviluppo armonico del territorio è un qualcosa di fondamentale. Due cose servono necessariamente ai nostri paesini fuori città: i trasporti, possibilmente non inquinanti e diffusi, e la banda larga.

 

Vorrei che ci fosse un modello di sviluppo diverso: per molto tempo si è parlato solo di preservare, che è giustissimo. Bisogna preservare i territori ma bisogna anche dare la possibilità a chi vuole creare impresa di poterlo fare, magari concentrando le energie e facendo un unico piano regolatore per venti comuni.

 

Un altro grande sogno che è quello di poter utilizzare anche da un punto di vista agricolo o rurale dei territori che nella nostra zona si stanno spopolando, portando disagi idrogeologici, etc… Siamo stati uno dei primi in Piemonte, e per fortuna per questo non sono stata indagata, a fare una associazione fondiaria (insieme ad altri sette/otto casi in Piemonte) per il recupero delle zone collinari.

 

Ringraziamo ancora una volta Matilde per la forza e la determinazione con la quale ha vinto questa battaglia in nome del paesaggio, della natura e della coerenza.

 

Un ringraziamento particolare va anche ad Alessio Emilio, amico e consigliere comunale di Lauriano, che gentilmente mi ha messo in contatto con la prima cittadina del paese.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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