#viaggiareispirati 21: In vacanza per conoscere degli scollocati!

Viaggiando in giro per l'Italia attraverso la rete di Destinazione Umana conosciamo alcune persone che si sono scollocate, hanno lasciato il lavoro e si sono trasferite in campagna per dedicarsi alla vita a contatto con la natura, all'ospitalità e al benessere spirituale.

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Gli scollocati non sono nullafacenti, anzi! Spesso si pensa che chi intraprende questo percorso semplicemente non abbia più voglia di lavorare, ma non è così. Chi decide di scollocarsi sceglie semplicemente di rifiutare il paradigma del lavoro come motivo di vita e di decrescere per poter lavorare meno e vivere meglio. Ecco alcuni dei nostri host che hanno fatto proprio così!

 

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 In questa nuova puntata di #viaggiareispirati abbiamo deciso di raccontarvi le storie di alcune persone che hanno compiuto questo percorso economicamente e mentalmente molto impegnativo. Alcuni li avete già conosciuti nelle scorse puntate, ma quello che vogliamo fare oggi è presentarvene altri che condividono il punto d’arrivo – gestire un’attività ricettiva in campagna, a contatto con la natura – ma partono da situazioni molto differenti.

 

Gli amici di Tempo di Vivere, per esempio, sono dei grandi sostenitori e diffusori dello scollocamento e ciascuno di loro – nell’ecovillaggio vivono in pianta stabile una decina di persone, ha esperienze lavorative precedenti molto diverse. Quello che li accomuna è la volontà di rimettere al centro le relazioni, in un contesto naturale ed ecologico.

 

Letizia e Angelo sono una coppia che si è stabilita nelle Marche dopo aver abbandonato un lavoro più particolare, per certi versi più attraente del solito posto fisso in ufficio. Entrambi infatti erano nel mondo dello spettacolo e hanno lavorato dietro le quinte dei teatri di mezzo mondo. Ma anche la professione apparentemente più appassionante può generare stress e voglia di mollare tutto, così pure loro si sono ritirati in riva al mare marchigiano per dedicarsi all’accoglienza e alla semplicità, vivendo l’arte non più come un lavoro ma come una passione, grazie alla loro nuova attività che hanno chiamato Standard b&b.

 

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Inerpicato fra le colline toscane si sono invece rifugiati Silvia e Claudio, in fuga – loro sì! – dal classico impiego stressante e alienante nella “città degli affari”. La loro ispirazione è arrivata dall’ex presidente uruguaiano Josè Mujica: «Quando compro qualcosa non la compro con i soldi ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarlo». Così alcuni anni fa hanno deciso di aprire il loro b&b biologico Il Melograno Nano, dove praticano agricoltura biologica, discipline olistiche e vivono secondo i principi della decrescita.

 

Daniela invece è tornata nella sua Sardegna dopo anni di lavoro nel settore alberghiero in una delle città più belle del mondo: Venezia. La sua storia ci dice che, per quanto affascinante possa essere il contesto in cui si opera, se non si vive la professione in maniera equilibrata, consapevole e finalizzata non alla carriera ma alla qualità della vita, prima o poi si desidera fuggire! Ed è quello che ha fatto, aprendo Cà del Sol, la sua attività ricettiva affacciata sul Golfo degli Angeli, che le consente di continuare a fare ciò che ama rallentando i ritmi e pensando al benessere prima che ai soldi.

 

Standard

 

Quattro storie, quattro percorsi differenti di scollocati che ci fanno capire un messaggio importante: se viviamo per il lavoro senza curare la nostra anima e il nostro corpo, per quanto affascinante e appassionante possa essere la nostra professione prima o poi giungiamo a un punto di rottura. Non si tratta di scappare dal mondo, né di vivere di rendita, ma semplicemente di riprogrammare la nostra vita rendendola più equilibrata e più degna di essere vissuta.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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