Ecosofia, l’uomo e la sua relazione con la Terra

Onorare la tradizione contestualizzandola nei flussi culturali e decisionali del presente. È questo l'approccio dell'Ecosofia il cui concetto base è che l’interiorità dell’essere umano ha una precisa e tracciabile connessione col mondo esterno, sia esso il Mondo Naturale oppure le realtà sociali ed urbane.

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Il termine Ecosofia nasce nel 1960 per opera Arne Naess, filosofo ambientalista ed alpinista norvegese. Nella sua concezione originaria essa era una forma di Ecologia Profonda – come egli la ribattezzò nel seguito – che mirava a detronizzare l’Occidente dalla suo ruolo di dissennato ed arbitrario sfruttatore dell’ambiente naturale, delle sue creature e di Madre Terra. Il tentativo era quello di ricostruire un quadro filosofico e sociale che potesse invertire la deriva ecocida del Modello Occidentale ponendo le basi di una innocente e rinnovata alleanza fra l’Uomo ed il Pianeta.

 

Il termine Ecosofia nasce nel 1960 per opera Arne Naess, filosofo ambientalista ed alpinista norvegese

Il termine Ecosofia nasce nel 1960 per opera Arne Naess, filosofo ambientalista ed alpinista norvegese

 

Abbiamo considerato fondamentale tornare al vocabolo originale Ecosofia – dal greco oikos casa, sofìa sapienza – poiché ciò che proponiamo ha a che vedere con la saggezza delle grandi tradizioni sapienziali dell’Oriente e dell’Occidente. Le popolazioni native avevano mantenuto in tutto il Pianeta per migliaia di anni una relazione simbiotica con Madre Natura rispettando i suoi ritmi ed i suoi equilibri. Come specie abbiamo apparentemente dimenticato che quei ritmi e quegli equilibri in realtà sono anche i nostri. Questo non vuole in nessun caso misconoscere gli importanti progressi tecnici e scientifici degli ultimi secoli, anzi. Questi fanno parte dell’evoluzione naturale dell’Umanità lungo le infinite vie della conoscenza del Sé e del Mondo.

 

Non dobbiamo però dimenticare la sapienza racchiusa nella Tradizione Perenne rinnegandola in favore delle acquisizioni più recenti, queste due polarità – l’Antico ed il Moderno – sono parti inscindibili della medesima cultura unitaria. Le scoperte della Fisica Quantistica, delle Neuroscienze, della Genetica, dell’Intelligenza Artificiale e della Teoria della Complessità sono pietre miliari dello sviluppo della civiltà e questo si integra perfettamente con la sfera dei Valori Umani che abbiamo ereditato dai nostri antenati.

 

L’Ecosofia procede esattamente in questa direzione, essa onora la Tradizione rileggendola alla luce delle conoscenze attuali e contestualizzandola nei flussi culturali e decisionali del presente. Il concetto base è che l’interiorità dell’essere umano, cioè i suoi pensieri e sentimenti, hanno una precisa e tracciabile connessione col mondo esterno, sia esso il Mondo Naturale oppure le realtà sociali ed urbane. Le nostre emozioni divengono gesti e scelte della vita quotidiana. Gli eventi sociali e naturali creano continuamente flussi di emozioni nel nostro animo. Questo interscambio fra esterno ed interno avviene di norma inconsapevolmente, senza regole definite.

 

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Ciò ha effetti negativi tanto sulla Psiche quanto sull’Ambiente. Scopo dell’Ecosofia è disciplinare questo flusso di azioni ed emozioni che continuamente scorrono nel e dal Mondo. Fare cioè in modo che l’Uomo sappia gestire amorevolmente e con coscienza serena e risvegliata la sua relazione con l’Ambiente e con i suoi simili in modo che l’effetto delle sue azioni sia la costruzione ed il mantenimento di una realtà di pace e di armonia con l’intero Pianeta e con tutti i suoi abitanti. Non è più tempo di lasciare che sia solo il caso a condizionare le nostre scelte e men che meno i Mercati o i listini di Borsa. Questi ultimi stanno privando l’umanità del suo futuro. La vita umana può e deve tornare ad essere una sorgente di creatività, bellezza ed evoluzione.

 

Nel percorso di Ecosofia che proporremo insieme a Italia che Cambia nei prossimi mesi apprenderemo:

 

1. Come le emozioni si esprimano nel linguaggio del corpo e come quest’ultimo si relazioni all’ambiente trasformando in atti e gesti concreti e quotidiani il nostro mondo interiore.

 

2. Come il mondo esterno influenzi costantemente la nostra interiorità nel bene e nel male e quanto di questa interazione avvenga normalmente al di fuori del nostro controllo cosciente.

 

3. Come la Spiritualità delle grandi Tradizioni Sapienziali abbia sviluppato una conoscenza dettagliata e costruttiva di questa relazione fra Uomo e Mondo e quanto essa sia ora più che mai necessaria alla ricostruzione di una civiltà della Pace e della Bellezza.

 

4. Come e quanto il corpo umano sia il vero confine fra il mondo esteriore ed il mondo interiore e quanto sia il cuore a regolare il flusso creativo di azioni ed emozioni fra queste due polarità.

 

5. Come e quanto la rinuncia alla centralità del cuore sia la fonte di tutti i problemi fisici, psichici, relazionali e sociali di cui l’Umanità soffre ed ha sempre sofferto.

 

6. Come e quanto l’attuale passaggio di civiltà sul Pianeta sia legato al riconoscimento definitivo che Essere Umano ed Ambiente sono parti inscindibili, sinergiche ed armoniose della medesima Unità.

 

7. Come e quanto la natura reale ed autentica di questa Unità sia spirituale e si manifesti ovunque e sempre nella nostra vita e nel Mondo Naturale. È nostra precisa, inderogabile e definitiva responsabilità assumere questa consapevolezza alla base del nostro essere nel Mondo.
Il momento è adesso.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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