Sta sorgendo l’alba di un nuovo mondo? Il racconto del forum Sarastus

Italia e Finlandia si sono incontrate per costruire insieme un mondo nuovo. Si è svolto il 24 e 25 settembre a Torino Sarastus, un evento al quale hanno preso parte professori universitari, dirigenti di ospedali, coordinatori di reti olistiche, musicisti, musicoterapeuti ed esperti di finanza alternativa che hanno discusso sul come connettere questi mondi tra loro, favorendo una contaminazione reciproca.

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Il 24 e il 25 settembre a Torino si è svolto Sarastus, un evento che ha visto unite Italia e Finlandia nel lavorare per “l’alba di una nuova era”. In quei giorni nelle piazze torinesi si è svolto anche Terra Madre e l’attenzione dei media si è concentrata sullo storico evento di Slow Food – di cui Sarastus era in qualche modo parte integrante – ma quanto è avvenuto nell’antica sede dell’Ospedale San Giovanni meriterebbe davvero le prime pagine dei giornali.

 

Si sono ritrovati, infatti, in dodici tavoli tematici, rappresentanti del mondo della medicina ufficiale e integrativa, dell’olismo, dell’arte, della scuola, dell’eco-sociale. Professori universitari, dirigenti di ospedali, coordinatori di reti olistiche, musicisti, musicoterapeuti, esperti di finanza alternativa, hanno discusso sul come connettere questi mondi tra loro, sul come contaminarsi a vicenda, sul come costruire davvero “un nuovo mondo”.

 

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Il tutto è stato facilitato e coordinato da esperti dei vari settori con l’ausilio di counselor e i risultati in molti casi sono stati concreti e sorprendenti.

 

Italia che Cambia era tra i promotori dell’evento, ideato e portato avanti da diversi soggetti ma in particolare dallo straordinario lavoro di Rossana Becarelli ed Eija Tarkiainen.
Io ho avuto la possibilità di partecipare ai primi incontri organizzativi di Sarastus, quando ancora non era definito nemmeno il nome. Il tutto è avvenuto in pochi mesi e sono rimasto davvero sorpreso dall’efficienza e della concretezza delle due giornate organizzate in poco tempo e con pochissime risorse.

 

Tra poco vi lascio ai brevi resoconti dei tavoli che hanno coinvolto 165 persone ed in cui un rappresentante di Italia che Cambia ha partecipato come facilitatore o relatore, ma prima voglio comunicarvi le emozioni e le sensazioni che ancora mi restano da questo incontro e voglio farlo con delle parole sparse, ispirandomi in qualche modo ad una delle performance che hanno caratterizzato la presentazione dei risultati dei tavoli di lavoro.

 

Musica… RelAzione! Incontro, Efficienza, Concretezza, Qualità. SORPRESA! Piacere… Determinazione. Commozione.

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Tavolo sulla collaborazione tra le reti

Io ho facilitato il tavolo numero quattro. Seduti con me, undici relatori rappresentanti del mondo olistico, artistico ed eco-sociale. Avevamo quattro ore per produrre risultati e ne abbiamo trascorse quasi tre a presentare noi stessi e le nostre esperienze passate. Apparentemente uno “sperco di tempo”, ma ciò ci ha permesso in realtà di arrivare poi rapidamente a delineare un quadro preciso ed ottenere risultati concreti. Il tema del nostro tavolo era decisamente impegnativo. Come possono dialogare le reti dell’arte, dell’olismo e dell’eco-sociale? Un tema apparentemente impossibile da affrontare (spesso all’interno delle stesse reti ci si massacra) e invece siamo riusciti ad elaborare un piano preciso di collaborazione, basato in primis sull’ascolto e che sfocierà con una serie di “prodotti” on line e off line che saranno la manifestazione concreta di questa collaborazione e che verranno poi sperimentati su un territorio pilota.

 

Tavolo sull’economia
Qui il nostro Pierluigi Paoletti era facilitatore. Riporto le sue parole. “A Sarastus, l’alba del giorno dopo la lunga notte artica, c’è stato l’incontro fra i costruttori del nuovo nei campi più diversi: arte, economia, agricoltura, salute, educazione, abitare, territorio. Un arcobaleno di luci e colori, tessere del grande puzzle di un nuovo modo di vivere e stare insieme.
È stato un modo per ritrovare vecchi amici, conoscerne di nuovi e dare vita insieme a nuovi sogni.
Il tavolo sull’economia è stata l’occasione di fare il punto sulle grandi criticità di questo momento storico come il cambiamento climatico, il progressivo esaurimento delle fonti di energia fossile e l’ormai insostenibile corsa al profitto estremo e il conseguente divario fra ricchi e poveri per arrivare ad individuare un percorso che porti ad affrontare in modo resiliente e consapevole questa imponente transizione sia come singoli che come comunità.

 

La parola chiave individuata nel tavolo è stata Consapevolezza, consapevolezza che l’essere umano è un valore e non una merce, consapevolezza del valore delle cose attraverso la trasparenza delle filiere e consapevolezza della conseguenza economica e politica delle nostre azioni quotidiane.
Questa consapevolezza può essere raggiunta solo se si ripensa il percorso educativo dei giovani finalizzato a far emergere i loro talenti e il valore che ognuno di essi porta nella comunità e con la formazione di una classe imprenditoriale sempre più sensibile all’impatto sociale dell’impresa sulla comunità, supportata da una finanza trasparente. Il punto di partenza di questo processo non può prescindere dall’individuazione di un grande sogno condiviso, un’Utopia messa a fuoco attraverso un lavoro sui desideri e sui valori sia indivuduali che collettivi.

 

Aggiunge il nostro Roberto Vietti: “Dopo un giro di presentazione dei partecipanti, Pierluigi ha guidato il pomeriggio suddividendo in due parti la discussione, chiedendo ai partecipanti spunti di riflessione sul come scardinare i vecchi paradigmi di dipendenza psicologica dallo schema produttivo e dalla necessità del denaro. Abbiamo così tentato di trovare delle possibili vie per capire quali sono i fattori che impediscono al paradigma di cambiarne totalmente la visione. Mauro Bonaiuti, dopo un’analisi sistemica della situazione, propone di non andare a fondo di questa questione, sostenendo che vi sono persone che hanno dedicato l’intera vita a cercare risposte in questo campo, ma di spostare la discussione verso proposte più operative e fattive, dato per scontato il terreno comune sul quale agire.

 

Si è così discusso a riguardo, con pareri e competenze trasversali: dal mondo dell’imprenditoria e della finanza etica, alle reti di economia solidale, al mondo accademico, alla facilitazione, alle nuove tecnologie. E proprio sull’aspetto delle tecnologie e del ruolo dell’innovazione che più ci si è confrontati: da una parte l’idea di Bonaiuti e Biolghini della necessità di de-innovare la nostra società, dall’altra Edorardo Calia (ISMB) e in parte Simone Grillo (Banca Etica) che invece pensano che le tecnologie possano aiutare a migliorare i nostri territori. È stata proposto di utilizzare come base di partenza il lavoro Visone2040 sull’economia, da parte di Biolghini, e sostenuto dai partecipanti al tavolo di Italia Che Cambia.

 

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Tavolo di confronto fra chi fa già rete operativa

Daniela Bartolini partecipava in rappresentanza di Italia che Cambia a questo tavolo. A lei la parola. “Nel tavolo abbiamo indagato insieme su come comunicare efficacemente, sia tra chi fa parte della rete sia esternamente in modo coeso, sulla modalità e pratica di un’operatività concreta e sul senso stesso della rete. Per essere operativi insieme ci sono molti punti da esplorare: il linguaggio che usiamo (per tendere ad uno comune a tutti i nodi della rete e semplice, che esca dal proprio ambito per parlare ad un pubblico più ampio in modo chiaro); la “visibilità”, in cui l’unione può fare la differenza se saremo capaci di non ragionare in gruppi/nodi chiusi ma in flussi in cui l’identificazione ad un singolo progetto possa essere superata; la possibilità di supportarci in azioni concrete in cui c’è un problema/questione evidente e immediata ma anche iniziare a pensare a qualcosa che vada oltre l’immediatezza; il bisogno di fare una sintesi tra le singole visioni, una sintesi tra le differenze che si può realizzare attraverso il “fare insieme”, l’incontro, il dialogo, per parlare e diffondere il bene comune al di là delle differenze. Questa sintesi ha a che fare con quell’immaginario che Italia che Cambia sta cercando di ricostruire attraverso un’informazione che fa emergere l’invisibile bellezza, creatività e fermento del nostro Paese.

 

Ci siamo resi conto che come parte operativa c’è già tanto: mappature, strumenti di comunicazione in essere nei singoli nodi e che raggiungono un numero considerevole di persone e eventi consolidati. C’è bisogno di indagare l’area di dispersione, di ridondanza, per un risparmio energetico di tutti e una comunicazione più efficace.
Dobbiamo sviluppare la capacità di agire concretamente e muoversi sottilmente. E ragionare a breve/medio/lungo termine in ciò che facciamo insieme, e in questo articolare l’eternità a cui miriamo. Abbiamo bisogno di accompagnatori/custodi che ci accompagnino in questo lavoro di cui in questi due giorni si sono gettate le basi e che continuerà con un incontro già fissato tra meno di un mese”.

 

Contestualmente ai tavoli, si sono svolti molto workshop e le due giornate sono state accompagnate dalle note di Alessandro Sironi, che ha suonato incessantemente il suo piano “leggendo le anime” dei partecipanti attraverso la musica e “suonandole”. Letteralmente. La tecnica si chiama PianoMirroring e se passate da Milano vi consiglio di non mancare ad un suo incontro.

 

Molto altro si potrebbe dire e forse lo faremo in qualche prossimo articolo. Ovviamente ci sono stati anche problemi, qualche relatore insoddisfatto, qualche passaggio che si poteva migliorare e qualche aspetto che poteva essere organizzato meglio. Di tutto questo parleremo negli incontri a porte chiuse.

Ma Sarastus ormai è sorta. In Italia, in Finlandia e nel mondo tutto. La nuova era inizia qui. Da noi, da voi, da me, da te, adesso.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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