Rifiuti elettronici: parte la raccolta in negozio

A partire da quest'estate tablet, smartphone e altri apparecchi elettronici fuori uso di piccole dimensioni possono essere consegnati direttamente presso negozi di grandi dimensioni che li ritireranno gratuitamente, senza l'obbligo di dover acquistare un nuovo prodotto.

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Per incentivare il riciclo dei rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici (RAEE), è entrato in vigore il decreto che garantisce il ritiro “uno contro zero”. Ogni cittadino potrà recarsi nei negozi di elettronica per conferire il proprio usato di piccole dimensioni, senza obbligo di acquisto. Il provvedimento riguarda gli esercizi commerciali con una superficie di vendita superiore a 400 metri quadrati, mentre rimane facoltativo il ritiro da parte dei negozi più piccoli.

 

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Che cosa cambia? Prima i RAEE, non potendo essere gettati nel normale cassonetto sotto casa, andavano conferiti presso l’isola ecologica più vicina all’interno del proprio comune di residenza. Da questa estate invece possiamo ripescare i vecchi cellulari dimenticati nel cassetto e liberarcene recandoci nel negozio più vicino che frequentiamo abitualmente, senza l’obbligo di acquistare altri prodotti. Attenzione però. I dispositivi devono essere di piccolissime dimensioni: si parla ad esempio – oltre che di smartphone – anche di tablet, rasoi elettrici e lampadine.

 

Il decreto ministeriale 121/2016 del 31 maggio, meglio conosciuto come “uno contro zero”, è entrato in vigore a partire dallo scorso 22 luglio e ha l’obiettivo di rendere più efficiente la filiera del riciclo, raggiungendo una quota di differenziata pari al 45% del peso medio delle apparecchiature immesse sul mercato nei 3 anni precedenti. Nel 2015 l’Italia ha raggiunto il 30 per cento, ma ancora non basta. Soprattutto considerando un’importante presenza del traffico illecito di RAEE denunciata da un dossier di Legambiente risalente al 2014 (“I pirati dei RAEE”), un mercato illegale fiorente fatto di discariche abusive, traffici internazionali, inquinamento, truffe ed ecomafie.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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