Clima, l’Italia ratifica l’accordo di Parigi

Con il via libera del Senato, l'Italia ratifica l'accordo sul clima raggiunto nel dicembre scorso a Parigi e che prevede l'impegno dei Governi a contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi dal livello pre-industriale, e se possibile entro 1 grado e mezzo. La ratifica arriva in un 2016 che si classifica come l’anno più caldo di sempre a livello mondiale.

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Via libera dell’Aula del Senato alla ratifica dell’accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la cosiddetta Cop21, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015. Il provvedimento è stato approvato in via definitiva all’unanimità con una sola astensione. In precedenza era già stato approvato dalla Camera.

 

L’Accordo di Parigi è stato raggiunto il 12 dicembre 2015 alla Conferenza sul clima Cop21 nella capitale francese e firmato dai capi di stato e di governo il 22 aprile di quest’anno alla sede Onu di New York. Con l’Accordo, i governi si impegnano a contenere il riscaldamento globale provocato dai gas serra entro i 2 gradi dal livello pre-industriale, e se possibile entro 1 grado e mezzo. L’intesa sul clima di Parigi entrerà in vigore il prossimo 4 novembre, 30 giorni dopo l’adesione di almeno 55 Paesi che rappresentano almeno il 55% delle emissioni.

 

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“Il WWF è soddisfatto rispetto alla rapida approvazione da parte del Parlamento della ratifica dell’Accordo di Parigi sul Clima, atto che permetterà all’Italia di avere le carte in regola alla prima riunione sull’Accordo nell’ambito della imminente COP22 di Marrakesh. Anche se non sappiamo se formalmente si sia stati in tempo, nella sostanza apprezziamo lo sforzo compiuto nel mantenere tempi rapidi”, scrive la ong ambientalista in un comunicato.

 

“Dal prossimo 4 novembre, con l’entrata in vigore effettiva dell’Accordo, non si apre un periodo di celebrazioni, bensì comincia una fase di duro lavoro per tutti – prosegue il WWF -. La decarbonizzazione è una necessità che proprio nello spirito dell’Accordo di Parigi deve vedere i singoli paesi protagonisti. Ci aspettiamo dunque che da domani il Governo e il Parlamento inizino a lavorare su una strategia di decarbonizzazione con tappe immediate, per eliminare i combustibili fossili dalla nostra economia, in modo da contribuire a limitare il riscaldamento globale entro 1,5 C e nello stesso tempo cogliere le opportunità ed entrare nella nuova Età del Sole”.

 

“Meglio tardi che mai”, commenta Greenpeace. “Dopo la ratifica dell’Accordo di Parigi, bisognerebbe rivedere gli impegni volontari sia in sede europea che nazionale” afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. “Il governo Renzi dovrebbe smettere di porre ostacoli e impedimenti alle rinnovabili; occorre rilanciare le politiche di efficienza e intervenire seriamente sul settore della mobilità e dei trasporti. La mobilità del futuro è elettrica, insistere sul gas come si sta facendo è miope e di retroguardia”.

 

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L’Italia ratifica l’accordo di Parigi sui mutamenti climatici Cop 21 in un 2016 che si classifica come l’anno più caldo di sempre a livello mondiale con la temperatura media registrata nei primi nove mesi sulla superficie della terra e degli oceani addirittura superiore di 0,89 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo. È quanto sottolinea la Coldiretti nel commentare positivamente il via via definitiva del Senato. Nella classifica degli anni più caldi a livello mondiale era in testa fino ad ora il 2015 davanti al 2014 e al, 2010 che – sottolinea la Coldiretti – è seguito dal 2013, dal 2005 e poi a pari merito dal 1998 e dal 2009 e a seguire il 2012 e poi il 2003, il 2006 e il 2007 a pari merito. Si tratta di una conferma della tendenza al surriscaldamento climatico.

 
A preoccupare è anche il repentino capovolgersi del tempo con i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura italiana.

 

“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “si tratta però di una sfida per tutti che può essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita più attenti all’ambiente nei consumi, a partire dalla tavola”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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