Economia della felicità, oltre mille persone al convegno fiorentino: “Successo incredibile”

Successo oltre ogni aspettativa per il convegno organizzato a Firenze da Local Future assieme a Mani Tese. Più di mille persone sono accorse al Teatro Verdi per una giornata intensa, in cui si sono succeduti decine di interventi fra cui quelli di Serge Latouche, Rob Hopkins, Vandana Shiva, Helena Norberg Hodge e Maurizio Pallante. Ad indicare che la voglia di cambiamento e la ricerca di alternative sono più che mai vive.

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Il teatro Verdi di Firenze stracolmo come non si vedeva da tempo, al punto che in molti si siedono per terra o restano in piedi ai lati della sala. Oltre mille persone, dalle 9 di mattina alle 19, ad ascoltare conferenze e testimonianze di chi ha sognato e teorizzato un’economia e un mondo diversi e di chi sta contribuendo a costruirli. “Economia della felicità”, questo il nome del convegno giunto alla sua settima edizione, dal titolo del documentario scritto e diretto da Helena Norberg Hodge, co-organizzatrice dell’iniziativa (attraverso la sua organizzazione Local Futures e assieme a Mani Tese). Alla fine della giornata Gloria Germani, una delle organizzatrici, è visibilmente entusiasta e Giorgia Vezzoli, l’ufficio stampa dell’evento, è stremata ma felice: “Ultimamente le conferenze non richiamano molte persone, ma questa è stata qualcosa di incredibile”.

 

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Saranno stati i nomi importanti, del calibro di Serge Latouche, Elena Norberg Hodge, Maurizio Pallante, Rob Hopkins, Vandana Shiva (gli ultimi due presenti in collegamento via Skype), sarà la ricerca di alternative percorribili che accomuna ormai molte persone, ma la quantità di persone presenti supera davvero ogni attesa.

 

Sul palco si alternano moltissimi relatori, molti dei quali non conoscevo. È sempre sorprendente scoprire quante siano le persone e gli argomenti che ancora non conosco, nonostante frequenti questi mondi da diversi anni. E anche la velocità con cui avvengono le cose e mutano le situazioni, in Italia e nel resto del mondo. In India ad esempio, stanno avvenendo un sacco di esperienze interessanti, e Ashish Kothari, uno dei relatori, sta provando a raccontarle e metterle in rete. Una specie di “India che cambia”, in pratica.

 

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Mentre sul palco si alternano i vari relatori, ne approfitto per fare alcune domande ai relatori e una bella intervista ad Helen Norberg Hodge (che pubblicheremo prossimamente su Italia che Cambia), oltre che per salutare i tanti visi amici che incontro in giro. Incontro Giovannella Dall’Ara che è già alle prese con la prossima edizione del festival Scirarindi, a novembre, e Manuela Bagatta, una delle anime di Arvaia. Con Lucia Cuffaro, scrittrice e attivista del Movimento della Decrescita Felice, commentiamo il Bike Tour da poco terminato, e abbraccio Piero Manzotti di Tea Natura che non vedevo da un po’. Trovo anche Ramona Bavassaro con la sua energia strabordante, che gira l’Italia e il mondo come una trottola facendo progetti uno più bello dell’altro. E Francesco Rosso, di Macro, che mi aggiorna sugli ultimi sviluppi della nuova rivista Vivi Consapevole in Romagna.

 

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Lascio la sala all’imbrunire con una sensazione piacevole in corpo.  Concetti come quelli di decrescita, transizione, sostenibilità, resilienza, che fino a poco tempo fa erano conosciuti solo da piccolissime nicchie e lasciavano i più indifferenti si stanno diffondendo ad una cerchia sempre più larga di popolazione. Questo convegno è un’istantanea visibile di un processo perlopiù sotterraneo di diffusione delle conoscenze, che avviene nei bar, dal parrucchiere, a tavola attraverso il passaparola. Le micorrize del cambiamento sono pronte, è il momento di far germogliare le piante.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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