Novo Modo 2016: le relazioni che trasformano i conflitti in dialogo

Italia che Cambia ha partecipato alla terza edizione della manifestazione culturale Novo Modo, una tre giorni di incontri, convegni e laboratori che ha registrato più di 500 presenze. Ecco il resoconto di un'Agente del Cambiamento che ha preso parte all'evento.

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Un tema quanto mai attuale e di ampio respiro quello affrontato a Firenze il 21, 22 e 23 ottobre scorsi, durante la terza edizione della manifestazione culturale Novo Modo, che mette al centro del dibattito le relazioni, chiave di volta per poter far evolvere i conflitti verso un dialogo costruttivo.

 

“Passando in rassegna i vari motivi di conflitto nel mondo di oggi, il tentativo è quello di far vedere come questi possono diventare oggetto di dialogo e risoluzione”, afferma Simone Siliani, direttore della Fondazione culturale responsabilità etica (Fcre), organizzatrice della manifestazione promossa da un’ampia rete di realtà ed organizzazioni della società civile.

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Moltissimi gli ambiti toccati dai relatori che si sono succeduti nei numerosi convegni, in un percorso trasversale che ha declinato il tema del conflitto nei diversi aspetti della nostra realtà, nel tentativo di proporre soluzioni alle criticità emerse.

 

In primo luogo il tema del paesaggio, inteso come bene comune da salvaguardare e spesso conteso tra interessi diversi: finanza e territorio sembrano essere due aspetti incompatibili, in un panorama dove i nuovi modelli di sviluppo sostenibili basati sul concetto di resilienza e partecipazione delle comunità ai cambiamenti si scontrano con le operazioni definite “economicamente remunerative” e le politiche ambientali che ne conseguono.

 

 

“Per parlare di confronto costruttivo non si può prescindere dalla responsabilità politica di tutelare i beni culturali e paesaggistici del nostro Paese, elementi che sono un po’ il DNA di noi italiani e definiscono la nostra identità sociale e culturale” dice Massimo Bray, direttore generale Istituto della Enciclopedia Treccani, che continua asserendo che è necessario cambiare prospettiva, guardando al turismo come una delle poche leve economiche in grado di rilanciare il Paese.

 

 

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Mentre aspettiamo i tempi lunghi della politica, c’è già qualcuno che si occupa attivamente di territorio e responsabilità: sono i cosiddetti “riparatori”, testimonianze di partecipazione e comunità che si adoperano per portare avanti progetti positivi e concreti, come recuperare spazi pubblici lasciati abbandonati e ricucire il tessuto sociale. È il caso di Mondeggi Bene Comune, realtà che ha trasformato un bene pubblico in abbandono di Proprietà della Città Metropolitana di Firenze che doveva essere svenduto, in una fattoria che attraverso l’uso dell’agricoltura contadina, rispettosa dell’ambiente, dà opportunità di reddito e alloggio dignitosi al maggior numero possibile di persone. Oppure Orto x mille, un’Associazione senza scopo di lucro che promuove il recupero, la condivisione e la “ridistribuzione” della terra incolta, come mezzo per sensibilizzare la collettività, educare alla coesione e al rispetto attraverso esperienze a contatto con la natura. Scoprendo che migliorare il territorio migliora le persone.

 

“Il lavoro di Italia Che Cambia è raccontare un’Italia fatta anche di progetti positivi concreti e realizzati, che ogni giorno vengono portati avanti nonostante la crisi, la mafia, la burocrazia che ci soffoca”, racconta Daniel Tarozzi, intervenuto alla manifestazione. “Progetti che funzionano, centinaia e centinaia di realtà in tutto il Paese che stanno assumendo, stanno creando occupazione e portano integrazione nelle periferie difficili. Progetti fantastici di cui non sappiamo niente.” Il modello di sviluppo imperante viene messo in discussione dai conflitti che esso stesso genera e per questo motivo è fondamentale aprire un dialogo con le nuove forme di sviluppo e le proposte innovatrici dal basso, attraverso un incontro tra persone, realtà e comunità che ogni giorno sperimentano le possibili alternative.

 

Esempi di imprenditoria coraggiosa che si muove verso nuove forme di sviluppo, basate sui concetti dell’Economia Circolare, li abbiamo trovati nella Fiera delle Idee, evento ospite di Novo Modo 2016. Qui sette aziende che creano prodotti a partire da scarti, agricoli o di altre lavorazioni industriali, ci hanno dimostrato come sia possibile in Italia fare imprenditoria seguendo un modello innovativo che riduce l’impatto ambientale dei processi e genera prodotti di qualità, trasformando gli scarti in risorse.

 

 

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Questo nuovo modo di fare economia ci riporta ad un altro dei grandi conflitti contemporanei, profondamente legato alla questione ambientale, ovvero il legame tra forme di produzione ed inquinamento. Nella giornata di sabato 22 ottobre i relatori hanno parlato di politiche industriali ed investimenti pubblici, sottolineando la possibilità di affrontare la finanza in maniera diversa, tornando alle origini e catalizzando il risparmio verso lo sviluppo del territorio e delle comunità, disinvestendo nei settori che producono danni ambientali e nell’industria delle fonti fossili. “Le parole relazioni e conflitti rappresentano la chiave per focalizzare necessariamente quella riconversione ecologica dell’economia che i nostri mondi aspettano ormai da tempo.” ha commentato Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana.

 

Ultimo, ma non per importanza, il tema dell’emergenza migranti, un grande conflitto che può essere risolto con l’accoglienza e il dialogo interculturale, con sforzi tesi a garantire a queste persone sia il diritto a rimanere nella loro terra che la possibilità di trovare un approdo sicuro in altri Paesi. Tante le testimonianze protagoniste in questi tre giorni che hanno rimesso al centro dell’attenzione le storie di queste persone, sottolineando come in una società governata dalla logica del profitto spesso manchi la volontà di dare voce a questa umanità, considerata alla stregua di scarti. Ma come già abbiamo visto, se cambiamo prospettiva quello che viene considerato erroneamente scarto si rivela essere una risorsa preziosissima, alla stessa maniera in cui le differenze diventano motivo di ricchezza e crescita.

 

Novo Modo 2016 ha rappresentato una bella occasione d’incontro per confrontarsi e conoscere le esperienze e le realtà attive sul territorio, nella convinzione che per superare i conflitti e instaurare un dialogo in qualsiasi ambito sia necessario superare in primo luogo l’indifferenza, stabilire relazioni e valorizzare il lavoro quotidiano e faticoso di chi sta cercando risposte migliori per tutti noi.

 

Grazie a Greta, Gisella e Matteo , altri Agenti del Cambiamento che, insieme a me, hanno preso parte ai tre giorni di Novo Modo.

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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