A Roma contributi alle famiglie per prevenire il randagismo

La crisi economica ha ripercussioni anche sugli animali domestici. Il Comune di Roma ha quindi deciso di attivare un servizio per fornire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà e contrastare così il fenomeno del randagismo.

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L’Amministrazione Capitolina vuole essere vicina ai cittadini, fornendo un aiuto concreto a chi, seppur in difficoltà economica, non vuole rinunciare alle cure del proprio animale e nemmeno abbandonarlo. Il servizio attivato dal Comune di Roma prevede l’erogazione di prestazioni sanitarie veterinarie di base in regime di “tariffa certificata”, fornite a cani e gatti domestici, i cui proprietari, residenti nella città di Roma, si trovano in almeno una delle seguenti condizioni, comprovate da apposita documentazione allegata:

 

- Appartenenti a famiglie con reddito certificato con modulo fiscale ISEE non superiore a 15.000 Euro;
- Titolari di pensione sociale;
- Cittadini non vedenti con cane conduttore;
- Associazioni “no-profit” impegnate in progetti di “pet-care” certificati presso ospedali, centri recupero, case famiglia protette.

 

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La registrazione del proprio animale presso l’anagrafe canina e felina è indispensabile per accedere al servizio, che sarà attivo sino ad esaurimento dei fondi disponibili. La domanda va presentata in carta semplice, corredata di fotocopia del documento di identità, fotocopia ISEE dell’anno corrente, fotocopia del libretto sanitario dell’animale e il proprio recapito telefonico, al Dipartimento Tutela dell’Ambiente – Servizio Benessere degli Animali, Circonvallazione Ostiense, n. 191 – 00154 Roma oppure inviata via fax al numero 06.671071523.

A seguito della presentazione della domanda, l’ufficio competente, dopo aver verificato il possesso dei requisiti necessari per partecipare al progetto, fornirà al cittadino il recapito del medico veterinario che fornirà la prestazione veterinaria tra quelle erogabili:

 

- sterilizzazione cane/gatto maschio o femmina
- asportazione tumori mammari o testicolari
- ricovero per gli interventi previsti
- vaccinazione eptavalente del cane
- vaccinazione trivalente del gatto
- sverminazione dei cuccioli
- analisi di laboratorio
- prestazioni in urgenza, di “piccola chirurgia” quali ad esempio estrazione di un corpo estraneo da occhio, naso, orecchio
- eutanasia pietosa, compreso l’incenerimento.

 

Il fenomeno del randagismo, fino a qualche anno fa, era diffuso principalmente nel periodo estivo, ma, secondo gli ultimi dati acquisiti, si registra un incremento degli abbandoni dovuti alla crisi economica, che ha ripercussioni anche sugli animali. L’abbandono non è l’unica conseguenza: aumentano le richieste di eutanasia, gli animali malati non vengono curati, l’igiene e la prevenzione sono pressoché nulle. Gli animali, appartenenti a famiglie in difficoltà prese in carico dai servizi sociali, vengono affidati ai canili o gattili. I cani, trovati a vagare nelle strade della città e recuperati dai volontari, spesso, non hanno il microchip ed è pertanto impossibile risalire al proprietario.

 

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Ci sono però anche storie commoventi di persone che pur di non abbandonare il proprio amico fidato, scelgono di vivere per strada o in macchina. È il caso di un uomo di 80 anni di Monfalcone che, lo scorso dicembre, non riuscendo più a pagare l’affitto, ha perso la casa. Sergio, pur di non separarsi dal suo amico fidato, ha scelto di vivere in macchina; l’alternativa, per i due inseparabili compagni, era il canile per Papi e l’ospizio per Sergio. Fortunatamente, grazie all’annuncio sui social, lanciato dall’associazione La Cuccia di Monferrato e la mobilitazione del web, l’uomo e il cane hanno trovato la soluzione per passare il resto della vita insieme.

 

Ci sono tantissime altre storie toccanti e coinvolgenti come quella di Sergio, vicende di amore tra uomini e animali. Se per alcuni, il cane e il gatto sono beni di lusso di cui disfarsi terminata la fase dell’innamoramento o del capriccio, al pari di un cellulare o di un’automobile, per tanti gli animali sono membri della famiglia a tutti gli effetti. Abbandonereste un vostro familiare in caso di difficoltà? Sarebbe moralmente inaccettabile.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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