Recup: il recupero del cibo invenduto a favore della comunità

Recuperare nei mercati rionali il cibo che a fine giornata i commercianti sono obbligati a buttare nella spazzatura anche se commestibile. Un gruppo di ragazzi ha dato vita ad un progetto di Recup a Milano con l'obiettivo di combattere lo spreco alimentare e donare gli alimenti recuperati alla comunità. Il cibo che perde valore economico crea così valore sociale.

Ilaria e Luca al mercato di Piazzale Martini con parte del cibo recuperato

A Milano un piccolo gruppo di ragazze ha fatto partire un progetto che vuole far fronte al grave problema dello spreco alimentare, recuperando il cibo invenduto o danneggiato nei mercati rionali per metterlo gratuitamente a disposizione di chi lo voglia.

 

Da sinistra a destra i volontari di Recup: Beatrice, Ilaria, Federica e Alberto

Da sinistra a destra i volontari di Recup: Beatrice, Ilaria, Federica e Alberto

 

Del problema dello spreco alimentare ce ne siamo occupati più e più volte e continuiamo a farlo perché purtroppo è un problema di dimensioni enormi che non riguarda solo la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), o la ristorazione: nei mercati rionali c’è tanto cibo commestibile, ma danneggiato o invenduto, che i commercianti, per legge, sono obbligati a buttare nella spazzatura al termine delle vendite.

 

Ecco perché alla fine del mercato ci si imbatte sempre più spesso in persone che frugano tra i rifiuti lasciati dagli ambulanti per recuperare ciò che viene gettato via, ma che è ancora perfettamente commestibile. Recup vuole prevenire l’umiliazione di quanti sono costretti a frugare nella spazzatura per poter tirare avanti, promuovendo inclusione sociale e favorendo anche la presa di coscienza di una parte crescente di popolazione che, pur non essendo indigente, ritiene inaccettabile che un tale spreco di cibo venga prodotto e per questo si attiva nel suo recupero. E’ quanto ha fatto anche a Roma la giovane mamma Alessia La Cava, per cui il recup è diventato una strategia di “sopravvivenza urbana”. 

 

Come alcuni di voi ricorderanno abbiamo già parlato delle assurde regole di mercato che prevedono canoni estetici tanto rigorosi quanto deprecabili nei nostri articoli dedicati al Foodsharing. Nel frattempo, il 3 agosto scorso è stata finalmente approvata la legge 166/2016 contro lo spreco alimentare che dovrebbe riuscire a ridurre lo spreco del cibo e a favorire le donazioni da parte degli esercenti, consentendo oltretutto ai Comuni di applicare loro una speciale riduzione sulla tassa dei rifiuti.

 

Per meglio comprendere quali sono le iniziative in corso in Italia in questo contesto, mercoledì scorso ci siamo recati al mercato di Piazzale Martini a Milano, dove abbiamo incontrato alcuni dei volontari di Recup. Ilaria, Federica, Beatrice, Luca e Alberto ci hanno spiegato il progetto e gli obiettivi che si pone.

 

Ilaria e Luca al mercato di Piazzale Martini con parte del cibo recuperato

Ilaria e Luca al mercato di Piazzale Martini con parte del cibo recuperato

 

Quando è nato il progetto Recup e come si è evoluto nel tempo?
È nato circa 2 anni fa ed inizialmente eravamo solo 3 persone (Rebecca Zaccarini, Ilaria Piccardi e Federica Canaparo, n.d.r.) che riconoscendosi nell’ideale comune di non voler sprecare cibo si sono incontrate. Oggi siamo una ventina di volontari e lavoriamo in 4 mercati alla settimana: il lunedì al mercato di via Cambini, il mercoledì ci troviamo qui al mercato di Piazzale Martini, il venerdì in via Termopili e il sabato in Piazzale Sant’Agostino a Papiniano. A parte il sabato, l’orario d’incontro è alle 14.00, mentre il sabato a Papiniano è alle 16.00. Chiunque può unirsi al gruppo di volontari e darci una mano; ovviamente ogni volontario può portarsi a casa tutto ciò che vuole e di cui ha bisogno. Nel tempo siamo riusciti anche a costruire una bella rete di collaborazioni, ad esempio qui in Piazzale Martini con Fucine Vulcano.

 

Chi sono? (Ce lo dice Luca, volontario di Fucine Vulcano)
Fucine Vulcano è un’associazione che promuove la sostenibilità ambientale in generale, in tutte le sue possibili forme, a partire dal sabato che ci occupiamo della Ciclofficina e quindi promuoviamo la mobilità sostenibile, facendo riparazione di biciclette e diffondendo anche il sapere, perché in ciclofficina insegniamo a ciascuno a riparare una bici. La sostenibilità stessa impone la condivisione dei saperi, materiali e immateriali a favore della comunità. Questo progetto di recupero del cibo si sposa pienamente con la nostra idea di sostenibilità, attraverso l’abbattimento degli sprechi e utilizzando una bicicletta cargo non comprata, ma auto-prodotta: è il connubio perfetto.

 

Raccontateci in cosa consiste una missione tipo dei volontari di Recup
A fine mercato iniziamo a chiedere ai venditori ambulanti se hanno cibo da recuperare, che non riescono più a vendere. All’inizio non è stato semplice vincere la loro diffidenza e guadagnare la loro fiducia, ma ormai ci conoscono e la maggior parte degli ambulanti che collaborano con noi ci lasciano direttamente da parte delle cassette di cibo danneggiato o invenduto durante la mattinata. Noi lo ritiriamo a mano o con l’aiuto della cargo-bike di Fucine Vulcano (v. sopra, n.d.r.) e lo pesiamo per avere dei dati reali sugli sprechi che riusciamo ad evitare. Si scarta il cibo che veramente non è più buono e si redistribuisce a chiunque voglia prenderlo. Ciò che ha perso valore economico, può ritrovare così valore sociale. Possiamo parlare di una media di 100 kg di prodotti “salvati” ogni giorno, che poi vengono ritirati direttamente presso il nostro punto di ritrovo al mercato stesso e consumati dalle persone più disparate, di tutte le età, italiane e non, che altrimenti finirebbero nella spazzatura. In questo modo si crea una collaborazione in grado di formare vere e proprie comunità tra persone diverse, un contatto interculturale e intergenerazionale che si è andato perso, ma che un tempo era tipico dei mercati rionali: il mercato torna ad essere così folklore, scambio, convivialità, divertimento, incontro.

 

Luca recupera il cibo con la cargo-bike di Fucine Vulcano

Luca recupera il cibo con la cargo-bike di Fucine Vulcano

 

Dopo l’approvazione della legge contro gli sprechi: è cambiato qualcosa per voi, oppure no?
Diciamo che per noi non è davvero cambiato molto e continuiamo a fare affidamento esattamente sugli stessi venditori che già prima ci donavano il cibo. Però, grazie a questa legge, vorremmo cominciare ad organizzarci in modo tale da permettere ai commercianti che donano il cibo di avere uno sgravio nella tassa sui rifiuti. Riusciremmo così non solo a ricevere, ma anche a dare loro qualcosa. A questo scopo ci siamo già messi in contatto con il Comune.

 

 

Cosa vi proponete di fare nel breve e nel lungo termine?
Noi vorremmo che la gente ci contattasse per replicare la nostra esperienza in tutta la città di Milano. Ovviamente ci mettiamo a loro disposizione in modo da dargli consigli e indicazioni e per aiutarla, almeno la prima volta, a chiedere la disponibilità dei commercianti ambulanti del mercato rionale a loro più vicino, per poi continuare a portare avanti il recupero cibo anche nella loro zona. Il nostro sogno sarebbe quello di riuscire ad includere tutti i mercati di Milano nel recupero del cibo e in questa città ce ne sono ben 86! Ovviamente non ricerchiamo solo privati cittadini, ma anche associazioni che ci aiutino nel recupero del cibo in modo mirato ed organizzato, prendendo nota di quanto cibo si è effettivamente salvato, facendo in modo che questo cibo sia distribuito il più possibile equamente tra le persone che lo richiedono, etc.

 

 

Se anche voi siete sensibili al tema dello spreco del cibo e volete mettervi in contatto con i volontari di Recup, potete farlo tramite la loro pagina Facebook o via email, anche per chiedere consigli su come iniziare un progetto del genere in altri quartieri milanesi o in qualunque altra città d’Italia al di fuori di Milano: recuperamilano@gmail.com

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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