Aranciamoci: italiani e migranti insieme contro il caporalato

Adottare a distanza un albero di agrumi per creando occupazione in campo agricolo. È questa la proposta del progetto “Aranciamoci” ideato per contrastare il caporalato offrendo opportunità di lavoro, formazione e svago ai ragazzi della tendopoli di San Ferdinando e del paese di Rosarno, in Calabria.

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Avreste mai detto che un’adozione a distanza può contribuire alla lotta contro il caporalato? Ebbene sì, se le adozioni in questione riguardano alberi di arancio, mandarino e limone.

 

L’idea fa parte del progetto “Aranciamoci” dell’Associazione di promozione sociale “Greenland” a Rosarno, nata per offrire opportunità di lavoro regolare e svago ai ragazzi che lavorano come braccianti nella vicina tendopoli di San Ferdinando. Al momento lavorano quattro extracomunitari con contratto fisso e cinquanta stagionali impiegati tra la raccolta, lo stoccaggio e il confezionamento degli agrumi.

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Come funziona il progetto? A tutte le persone che aderiscono viene inviato il certificato di adozione e la foto del “proprio” albero di agrumi. In questo modo viene assicurata durante l’anno la spedizione di 60 chili di arance e mandarini (35 nel caso dei limoni) che è possibile cadenzare in un massimo di tre tranche, di un frutto unico o di casse assortite. Da pochissimo è stata introdotta anche la possibilità di effettuare delle co-adozioni che permettono di dividere in un massimo di tre quote ciascun albero di arancio o mandarino.

 

Attualmente il progetto “Aranciamoci” si sviluppa su un terreno di 20 mila ettari coltivati ad agrumi e dispone di 10 mila alberi, ma l’obiettivo è quello di ingrandire il campo d’azione acquisendo nuovi terreni in comodato d’uso o terre abbandonate.

Raccolta arance

Oltre a dare lavoro regolare ai braccianti che troppo spesso in queste zone diventano vittime di sfruttamento e lavoro nero, l’Associazione Greenland favorisce l’istruzione e l’avviamento al lavoro dei migranti attraverso gli introiti derivati dalla vendita degli agrumi.

 

Ma non si vive di solo lavoro, per questo il progetto Aranciamoci contribuisce anche al sostegno della squadra di calcio Koa Bosco messa su dal parroco di Rosarno. E per i sostenitori interessati a visitare questa splendida realtà c’è anche l’opportunità di incontrare i produttori attraverso l’organizzazione di un soggiorno di turismo solidale che da dicembre a marzo permette di godere di giornate di svago e vacanza, di raccogliere insieme le arance e di visitare la bellissima costa che si snoda tra Nicotera Marina e San Ferdinando.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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