Io faccio così #146 – Nuova vita agli scarti: l’arte del riciclo creativo

“Sottrarre allo scarto definitivo e prolungare la vita di ciò che pareva aver concluso il suo ciclo vitale ed economico è atto poetico per eccellenza”. Vi raccontiamo la storia di Paolo Scozzafava e del suo Emporio del Riciclo Parblé Art-Ecò: un luogo dove il riuso è a servizio dell’arte e l’arte a servizio del cambiamento.

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Uno spazio dove il riuso si fa risorsa, ma stavolta legato all’arte. Con la speranza di farlo diventare, in futuro, un vero e proprio museo del riciclo. L’idea è di Paolo Scozzafava, artista trapiantato a Matera e che qui ha fondato l’Emporio del Riciclo Parblè Art-Ecò, dove realizza ed espone opere d’arte tutte interamente ricavate da materiali di recupero.

 

La sua avventura comincia sei anni fa, ad Imola, dove Paolo lavorava come cameriere. Stanco di questo lavoro e voglioso di cambiar vita e di fare qualcosa che gli permettesse di esprimersi, cominciò a costruire dei presepi ottenuti da materiali di riuso. La buona riuscita, anche economica, dell’esperienza gli infuse il coraggio necessario per rendersi indipendente realizzando vere e proprie opere realizzate da lui, sempre ricavate da materiali recuperati.

 

 

Da allora ad oggi ha realizzato quadri, fatto esposizioni, bancarelle, mostre e performance che gli hanno permesso di farsi conoscere e di realizzare il suo sogno di riuscire a vivere con il suo lavoro e a vivere con le cose che crea: oggi infatti realizza quadri e oggettistica personalizzati per privati, locali commerciali e strutture ricettive, costruisce giochi per bambini anch’essi ricavati da materiali di riciclo e con questi realizza animazioni di piazza con i piccoli.

 

Tutti i materiali che riusa gli vengono portati dalle persone che non li usano più oppure lui stesso a chiamata si reca nelle cantine e nei locali per procurarseli.  Ed è arrivato a Matera nel 2014 con il suo Emporio, sempre animato da una parola fondamentale, il riuso, che nel corso degli anni da necessità è divenuto il valore aggiunto della sua opera. In due anni ha partecipato a più di ottanta iniziative come artista (sociali, culturali, ludiche, mostre, dibattiti ecc.), realizzando delle performance e costruendo degli oggetti sul tema ambientale e sociale: “Grazie al mezzo della performance si può dare un grande contributo alla diffusione di questi temi”.

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L’Emporio del Riciclo Parblè Art-Ecò: l’artista deve essere a disposizione

L’arrivo a Matera di Paolo Scozzafava è legato ad un’altra sua ambizione: “Ero stanco di vivere in città caotiche e grandi” ci racconta “ma volevo trasferirmi in una piccola città che fosse a misura d’uomo, dove la natura non fosse inaccessibile come nelle metropoli e che allo stesso tempo avesse un buon fermento culturale, e così ho scelto Matera per aprire la mia bottega“. Paolo ci spiega che il luogo è importante ma per lui è fondamentale un concetto: “Mi sono aperto una piccola bottega perché era quello che amavo fare. il luogo è molto importante ma è prioritario avere la chiarezza di ciò che si ama fare”.

 

All’inizio Paolo ha realizzato il suo Emporio in un locale più piccolo della cittadina lucana, ma lo sviluppo del progetto, la voglia di renderlo uno spazio condiviso per far capire la funzione sociale che può avere l’arte l’ha spinto a spostarsi nel locale più grande (circa centocinquanta metri quadrati all’interno più duecento metri all’esterno) dov’è ora: “la mia idea è che questo spazio non deve essere solo la mia bottega. Voglio creare e sto creando un vero e proprio Museo del Riciclo, da sviluppare all’ottanta per cento fuori e il restante dentro. Nel lungo periodo voglio realizzare, nel prato di fronte, il primo parco giochi per bambini realizzato con materiali di riciclo, dove più in là ancora poter realizzare degli orti e avvicinare i più piccoli al mondo della natura. Il tutto grazie all’aiuto di collaboratori che voglio coinvolgere nel progetto per aiutarmi a dargli forma”.

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Per Paolo arte e sociale viaggiano su binari complementari verso la stessa direzione: “io ho rispetto per l’arte. L’artista che ha come unico scopo quello di raggiungere la notorietà è molto diverso dall’artista che si mette a disposizione. Quest’ultima figura di artista, in cui io mi identifico, mette a disposizione se stesso e i suoi spazi sia per migliorarsi che per migliorare il sociale, che poi sono concetti che vanno di pari passo: chi migliora se stesso finisce sempre per migliorare ciò che lo circonda. Quando l’arte non è fine a se stessa”.

 

Intervista: Andrea degl’Innocenti ed Ezio Maisto
Riprese: Ezio Maisto
Montaggio: Paolo Cignini

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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