Io faccio così #149 – A Cesena camminate serali per il benessere e la socialità

Da oggi non vi sorprenderà più vedere settimanalmente migliaia di persone insieme in cammino in alcune città della Romagna. Da anni infatti sono organizzate camminate serali aperte a tutti i cittadini per contrastare la sedentarietà. Promuovendo la salute si è però subito capito che questo progetto aveva un forte impatto anche dal punto di vista sociale...

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Il progetto dei gruppi di cammino è nato a Cesenatico nel 2007 e ha preso il nome Cesenatico cammina. È nato dall’idea di aiutare le persone a fare delle scelte di salute che prevedessero più attività fisica. “Uno dei problemi più grossi che abbiamo dal punto di vista epidemiologico – ci racconta Mauro Palazzi, ideatore dell’iniziativa – è il crescente numero di malattie cronico degenerative che hanno, tra i fattori di rischio, la sedentarietà e lo scarso movimento.  La nostra società oggi è molto tecnologica, automatizzata. I ritmi di lavoro tendono a mantenere la sedentarietà”.

 

 

Da qui l’idea di organizzare delle camminate serali, aperte a tutti i cittadini con diversi itinerari nella città. “Dobbiamo aiutare le persone a conquistare questo stile di vita attivo. Lo scopo del progetto è quello di facilitare le persone, dando loro delle opportunità semplici, accessibili a tutti e piacevoli, perché deve essere anche divertente fare delle cose per cui si sta bene”.

 

L’idea di per sé è semplicissima. “E questa è una cosa rivoluzionaria per la nostra società, dove si tende sempre a dare soluzioni complicate e costose”. Inoltre, dal punto di vista economico è una soluzione quasi a costo zero: necessita di circa mille euro all’anno, utilizzati per acquistare materiale per le camminate o per promuovere l’iniziativa, “anche se la via migliore per diffonderla è stata il passaparola”. Ecco spiegato come percepire il benessere, divertendosi.

 

Promuovendo la salute si è promossa anche la socialità e l’incontro tra le persone. “Se questo progetto è nato dall’idea di intervenire su un fattore di rischio per promuovere la salute, ci siamo accorti fin da subito che avevamo utilizzato una formula che aveva anche un impatto importantissimo dal punto di vista delle relazioni e della socialità”.

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Si è creata così una vera e propria comunità, con persone di tutte le età, dai sedici ai novant’anni.
Due terzi dei partecipanti solitamente sono donne, che solitamente hanno più difficoltà a fare attività fisica nella loro quotidianità. Le camminate hanno una durata di circa un’ora. A Cesena, in una di queste serate, hanno partecipato 1250 persone contemporaneamente.

 

“È importante che questa attività rimanga piacevole, ripetere lo stesso itinerario è noioso”. Per questo si sono creati decine di itinerari diversi. Si è andati così a scoprire degli angoli del territorio che non si conoscevano. In molti li ringraziamo, perché grazie a questo progetto hanno riscoperto la loro città. L’iniziativa si è così diffusa in tutta Italia, dalla Calabria al Trentino.

 

Non ci sono sponsor di alcun tipo o legami con i partiti politici. “Il messaggio politico è implicito ad un tipo di camminata come questa: vuol dire fare una cosa ecologica, insieme con gli altri, riappropriandosi della propria città ritornando ad abitare dei propri spazi, spesso abbandonati. Questo è un atto politico, ma non deve essere ideologico o partitico”.

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Con i fondi ricevuti sono state acquistate delle bandane o magliette, che sono state offerte ai partecipanti in cambio di un contributo che è servito a finanziare diversi progetti solidali o utili, come la clownterapia per la pediatria degli ospedali, il sostegno ai terremotati del modenese o l’acquisto di strumenti per i disabili.

 

Questo è il senso e il modus operandi di Mauro. “Lavoro per una medicina sociale: attenta a intervenire su determinanti sociali, come il mangiare in un certo modo o lottare contro le disparità, aiutando le persone più in difficoltà”. Ad esempio, molte delle persone che hanno partecipato a Cesena Cammina, erano giovani che non avevano più i soldi per la palestra. “Questo è un intervento di medicina sociale”. Ci spiega in dettaglio la filosofia che sta dietro a questo tipo di interventi. “Nella medicina passiva, io dottore sono nell’ambulatorio e ti attendo. Questo tipo di medicina è invece pro-attiva. Vado a conoscere la comunità, e cerco una terapia. Non si interviene sul singolo ma sulla popolazione”.

 

Gli chiediamo, a questo punto, qual è il prossimo passo per Cesena e Cesenatico Cammina. “È far sì che la gente cammini senza gli accompagnatori. L’accompagnatore è pur sempre una stampella. È utile all’inizio, ma una delle soddisfazioni più grandi è quando vediamo che un gruppo si stacca e ci dice che non camminerà più con noi. Questo è un grande risultato”. Anche Mauro ha notato un incremento di interesse nella popolazione verso la sostenibilità. “Sempre più persone fanno scelte di salute. C’è un’attenzione crescente sull’alimentazione, verso prodotti a km 0 e biologici. Siamo culturalmente pronti”.

 

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I numeri dei partecipanti a Cesena cammina sono clamorosi. “A Cesena hanno partecipato 33.000 persone in un anno, in una città di 120.000 abitanti. Significa più del 25% della popolazione”. Fin dall’inizio c’è stato sostegno e interesse da parte della cittadinanza, a parte “alcuni automobilisti non simpatici”. L’iniziativa è entrata, nel corso degli anni, nella cultura della città tanto che “due anni fa a Carnevale, alcuni gruppi si sono travestiti da Cesena Cammina”.

 

Alcune signore, grazie a questa attività, hanno ritrovato entusiasmo e voglia di vivere. “Sono nati anche dei matrimoni in Cesana cammina!”. Mauro lo definisce come il Facebook vivente.

 

Immancabilmente gli chiediamo di chiudere con la sua visione sul territorio romagnolo. “La Romagna che cambia è un paese che riscopre le sue tradizioni e le valorizza. Abbiamo un grandissimo attaccamento alla nostra cultura che purtroppo con il consumismo e la globalizzazione spesso si perde. L’ospitalità, la socializzazione, la disponibilità verso gli altri, l’innovazione e la follia sono cose che dobbiamo portare ogni giorno nel nostro modo di lavorare. Sono valori – e conclude con queste parole – che ci permettono di realizzare iniziative come questa”.

 

E allora non ci resta che continuare a camminare su questo sentiero.

 

Intervista: Daniel Tarozzi e Andrea Degl’Innocenti
Realizzazione video: Paolo Cignini
Montaggio: Roberto Vietti

 

 

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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