Liberi Nantes, la squadra di calcio di rifugiati e migranti

Offrire a donne e uomini in fuga da situazioni drammatiche un'occasione di evasione e svago attraverso il calcio, e non solo. Nasce con questo obiettivo Liberi Nantes, unica associazione in Italia che promuove la libertà di accesso allo sport a rifugiati e richiedenti asilo politico.

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Il calcio può essere considerato ancora uno strumento di emancipazione, di tutela dei diritti e di lotta alla discriminazione? Molti segnali ci dicono di no. Altri, come l’esperienza della Liberi Nantes, ci restituiscono un immaginario dove il calcio diventa lo strumento per infondere forza, coraggio, coesione e solidarietà.

 

 

Liberi Nantes nasce a Roma come un’Associazione Sportivo Dilettantistica nel 2007 ed è l’unica associazione in Italia che promuove la libertà di accesso allo sport a rifugiati e richiedenti asilo politico: “in questo campo sono entrato da sportivo con un’idea” ci racconta Gianluca di Girolami, Presidente della Uisp di Roma (Unione Italiana Sport per Tutti) alla quale Liberi Nantes è affiliata e promotore dell’iniziativa “che era quella di creare un gruppo di ragazzi composto da ospiti dei centri di accoglienza di Roma e provincia a cui si offriva la possibilità due volte alla settimana di giocare a calcio”.

 

Oggi l’organizzazione è molto di più: oltre che essere una squadra di calcio, i Liberi Nantes oggi sono “un gruppo di escursionismo, una squadra di touch rugby, una scuola di italiano, un campo di calcio (Il Campo XXV Aprile, campo sportivo situato nel cuore del quartiere Pietralata a Roma), sono una storia che sta crescendo e che incontra sempre nuove realtà”.

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La squadra di calcio Liberi Nantes ha una rosa tecnica multiculturale e gli allenamenti sono aperti a tutti i rifugiati e richiedenti asilo che ne fanno richiesta: per questo motivo esiste una squadra aperta di base composta da ottanta/cento persone, che si allenano liberamente al campo “XXV Aprile”, ed un altra rappresentanza formata dai soci volontari Liberi Nantes che dal 2008 disputa il campionato di terza categoria regionale della Figc.

 

Fin dalla sua fondazione, l’UNHCR (l’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite) ha patrocinato l’iniziativa ed ha concesso l’uso del logo ai Liberi Nantes: era l’unica realtà permanente che poteva farlo. Il logo è rimasto sulla maglia dei Liberi Nantes ed anche la maglia ha i colori dell’ONU “e li scegliemmo proprio con l’idea di rappresentare qualcosa che andasse oltre noi” conclude Gianluca.

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In questa storia molti aspetti vanno oltre la loro funzione: nello specifico il calcio e lo sport diventano davvero l’occasione, come recita il sito dei Liberi Nantes, per offrire” a donne e uomini in fuga da paesi in guerra e da situazioni umanitarie drammatiche un’occasione unica di evasione, di recupero della dignità umana, di ricostruzione personale e dei rapporti di amicizia e di fiducia nel prossimo. Sia esso il proprio compagno di squadra di calcio, o di touch rugby, così come il compagno di cammino lungo un sentiero di montagna”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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