Terremoto: verso una ricostruzione comunitaria e sostenibile

Si terrà l'8 gennaio presso il Castello di Postignano, in provincia di Perugia, un incontro per discutere l'ambizioso progetto per la costruzione di un gruppo di case ecologiche, antisismiche e ad alta efficienza energetica in una delle zone colpite dal terremoto. L'incontro metterà a confronto idee e soluzioni differenti ma tutte fondate su principi ecologici, etici e con uno sguardo pratico e realistico ad un futuro possibile.

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Messo in ginocchio dal devastante sisma, il centro Italia fatica a rialzarsi, frenato non solo dalle continue scosse ma anche da uno Stato che sembra ostacolare quella rinascita che invece dovrebbe favorire. Eppure il terremoto può, e deve, rappresentare un’opportunità di rinnovamento, di ricerca di nuove soluzioni di vita e di ripensamento del rapporto delle nostre abitazioni con la natura. Costruire meglio si può e consente di avere spazi abitativi sani e con un impatto più limitato.

 

Nasce così da alcuni cittadini che stanno vivendo in prima persona le conseguenze del sisma l’impegno per una eco-ricostruzione, non solo edilizia ma anche comunitaria, culturale ed economica delle aree colpite dal terremoto.

 

Il tema sarà al centro di un incontro-dibattito che si terrà l’8 gennaio presso il Castello di Postignano nel corso del quale si discuterà in particolare il progetto per la costruzione di un gruppo di case ecologiche, antisismiche, intelligenti, ad alta efficienza energetica e ad alta tecnologia nelle vicinanze di Sellano (in provincia di Perugia), su un sito già individuato, urbanizzato e con permesso di costruzione su un’area di 3820 mq all’interno di un terreno di 8000 mq.

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«L’idea – spiega Roberto Battista  - è specificamente di concentrarsi sul caso di nuove costruzioni, trascurando la vasta casistica di ricostruzione e restauro del patrimonio antico. Vorremmo mettere a confronto opinioni diverse sulle opzioni oggi disponibili, la loro adattabilità a territori diversi in base alle caratteristiche naturali, il clima, la disponibilità di materiali in ambito regionale o comunque non remoto, le soluzioni dal punto di vista energetico e costruttivo, la possibilità di farne un caso esemplare e possibilmente di stimolare la nascita di nuove professionalità e attività locali».

 

Nel Castello di Postignano ci si confronterà quindi sull’ambizioso progetto di «costruire un gruppo di case, indipendenti ma vicine e “imparentate”, che consentano spazi privati, servizi e zone condivise, quindi anche l’aspetto urbanistico (su micro scala) di concepire un nucleo che non può avere lo sviluppo di un borgo cresciuto nei secoli ma vuole evitare la sterilità delle “villette a schiera”».

 

Si discuterà del ruolo che architettura biologica e nuove tecnologie possono giocare, esaminando la necessità di ripensare la ricostruzione post-sisma considerando edilizia, economia e ambiente in un’ottica inclusiva.

 

L’incontro intende mettere a confronto idee ed ipotesi differenti, guardando il soggetto da prospettive diverse ma tutte basate su principi ecologici, etici e con uno sguardo pratico e realistico ad un futuro possibile.

 

«La nostra esperienza come piccola associazione culturale iniziata il primo novembre, di gestire una ludoteca (che include una scuola di musica, laboratori di vario genere, concerti e spettacoli) ci sta insegnando molto sul carattere della gente di questi luoghi, il loro smarrimento di identità, l’incapacità delle amministrazioni di immaginare modi nuovi di mettere i semi che favoriscano la nascita di comunità adatte ai nostri giorni, anziché cercare di resuscitare artificialmente un passato che non ha più attinenza con la realtà».

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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