Abbattimento dei lupi: Piano rinviato

In seguito alla mobilitazione cittadina e delle associazioni ambientaliste e come chiesto dai presidenti delle Regioni italiane, la Conferenza Stato Regioni ha deciso il rinvio del "Piano lupo", che prevede peraltro l’uccisione legale di circa il 5% dei lupi presenti in Italia.

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Come chiesto dai presidenti delle Regioni italiane, la Conferenza Stato Regioni ha deciso il rinvio del “Piano lupo”, che prevede l’uccisione legale di circa il 5% dei lupi presenti in Italia. Il rinvio era stato chiesto per “studiare possibili alternative”, aveva annunciato in mattinata il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, ringraziando “il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini per aver proposto e ottenuto dal ministro Galletti il rinvio del provvedimento”.

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Il “Piano lupo” del Ministero dell’Ambiente, elaborato da Ispra e una settantina di esperti, prevede il monitoraggio della popolazione dei lupi, campagne di informazione sui sistemi di prevenzione naturali (cani pastori, rifugi, recinti elettrificati), gestione dei pascoli, lotta agli incroci con i cani, rimborsi più rapidi. Tuttavia il Piano prevede anche un “abbattimento controllato” (ovvero la riapertura della caccia, proibita dal 1971) fino al 5% della popolazione complessiva in Italia (circa 60 lupi all’anno).

 

Il rinvio è un primo passo avanti per la salvezza dei lupi, dicono le associazioni animaliste Lav ed Enpa che questa mattina hanno incontrato il presidente Bonaccini, “il quale ha riferito che le Regioni non approvano il Piano Lupi e il documento sarà rispedito al ministro dell’Ambiente Galletti”. Le associazioni esprimono “soddisfazione per questo primo risultato che conferma le posizioni etiche e scientifiche fermamente contrarie all’uccisione dei lupi”. Le associazioni Lav, Lac Lipu, Lndc, Enpa e Animalisti Italiani “ringraziano le Regioni e l’opinione pubblica per l’attenzione dedicata a questa emergenza: la mobilitazione #cacciaunNO continua, manteniamo alta l’attenzione”.

 

“Sul lupo – ha dichiarato ieri la presidente di Legambiente Rossella Muroni – si gioca una sfida che va oltre la specie. Alcune politiche messe in atto negli ultimi trent’anni e, soprattutto, molte coincidenze positive hanno fatto sì che l’Appennino e le Alpi italiane siano divenute il caso più positivo in Europa in termini di ripresa di alcune specie animali simbolo, come lupo, orso o gipeto. Per questo sul piano d’azione per la conservazione e gestione del lupo, chiediamo al Ministro e ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome che venga stralciata la parte relativa alla deroga degli abbattimenti e si approvi la parte restante del piano, soprattutto quelle sulle misure di mitigazione e riduzione del danno, che consideriamo fondamentali”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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