Dal degrado alla bellezza: così nasce un’oasi naturalistica

All’Idroscalo di Ostia si trova il Centro Habitat Mediterraneo della Lipu: un’oasi naturalistica sorta in un luogo che, grazie all’impegno dal basso e alla collaborazione delle persone, ha vinto e superato il degrado in cui versava. Quel posto, ieri discarica a cielo aperto, ospita oggi circa duecento specie di uccelli... oltre ai bambini dell'Asilo del Mare!

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Molti luoghi hanno una storia sbagliata, difficile. Diventano teatro di episodi drammatici e sanguinosi, luoghi di degrado dove l’umanità esprime il peggio del proprio esistere, palcoscenici di progetti assurdi che li porterebbero a sfigurarsi e a perdere il lato che accomuna il paesaggio e noi, donne e uomini: le radici. Poi ci sono delle persone che si oppongono a tutto questo, che lottano per poter gestire questi luoghi, per riqualificarli rispettandoli, coinvolgendo le persone, i ragazzi, i bambini e mettendoci tutta la passione di una vita in ogni centimetro del luogo che hanno rivoluto: e vincono.

 

L’attuale Centro Habitat Mediterraneo Lipu di Ostia si trova sulla foce del Tevere nei pressi dell’Idroscalo di Ostia (Roma), nelle vicinanze di un luogo che è stato per anni il culmine di una “storia sbagliata”: la spiaggia dove fu brutalmente ucciso Pier Paolo Pasolini.

 

 

Questo posto è stato per moltissimi anni una discarica a cielo aperto. Oggi è un centro naturalistico sviluppato dopo una complessa e vincente ricostruzione ambientale di uno stagno costiero che conta oggi la presenza di oltre duecento specie di uccelli ed è amato e difeso dalle persone del luogo.

 

La sezione di Lipu ad Ostia è nata nel 1981 ed ha cominciato la sua battaglia per questo luogo nella metà degli anni Novanta. Qui, infatti, si voleva cementificare tutto per realizzare un oceanario con squali, delifini e orche, una scelta che avrebbe devastato l’intera area della foce del Tevere. L’idea dei membri della sezione Lipu era radicalmente opposta: tornare alle origini. E qui, in passato, fino alla fine dell’Ottocento da Ostia fino al Circeo era un susseguirsi di grandi spazi naturali, soprattutto paludi.

Dove ora sorge l'oasi naturalistica prima vi era una discarica a cielo aperto

Dove ora sorge l’oasi naturalistica prima vi era una discarica a cielo aperto

 

Dopo aver iniziato la battaglia e aver raccolto all’epoca settemila firme, il progetto dell’oceanario della multinazionale australiana è fortunatamente naufragato per lasciar spazio alle radici, alle origini e alla natura. Il territorio è stato infatti recuperato dopo una grande opera di bonifica, con la ricostruzione di un grande lago che in pochi anni è stato ripopolato da tantissime specie di uccelli, dalle più rare a quelle di passaggio fino a quelle nidificatrici: la più grande colonia del Lazio di airone rosso si trova qua.

 

“Quello che era un luogo di morte  e di degrado è diventato un luogo di vita, un luogo di aggregazione” ci racconta Alessandro Polinori, responsabile del CHM Lipu di Ostia, “dove vengono portate avanti iniziative anche culturali e sociali, una bella realtà fatta di volontari dagli otto agli ottanta anni che rendono questo posto sempre più accogliente per ospiti umani ed animali”.

il Centro Habitat Mediterraneo della Lipu - Foto di Marco De Silvi

il Centro Habitat Mediterraneo della Lipu – Foto di Marco De Silvi

La sezione Lipu di Ostia oggi conta circa oltre cinquecento soci ed una cinquantina di volontari: è una delle sezioni Lipu più attive d’Italia. Il rapporto con gli abitanti di Ostia è uno degli aspetti più positivi del cambiamento vissuto nel corso degli anni da questo luogo: il Centro è ormai un punto di riferimento per la gente del luogo, anche perché tra i progetti sociali realizzati al suo interno alcuni sono stati realizzati insieme a vari Centri di Igiene Mentale, dove molti ragazzi grazie al contatto con la natura hanno avuto dei risvolti terapeutici molto importanti. “Questo luogo è il contrario dello scrigno inaccessibile” ci spiega Polinori “è un luogo sempre a disposizione della cittadinanza, che ama questo luogo, lo visita, lo vive e lo difende. Non abbiamo mai subito attacchi vandalistici o distruttivi all’interno dell’oasi, i cittadini ci hanno sempre supportato anche nella gestione dell’oasi”.

 

Panorama del Centro Habitat Mediterraneo della Lipu dal terzo capanno - Foto di Marco De Silvi

Panorama del Centro Habitat Mediterraneo della Lipu dal terzo capanno – Foto di Marco De Silvi


Una delle attività principali della Lipu è quella del recupero della fauna selvatica: nel CHM di Ostia ogni anno vengono accolti oltre ottocento animali selvatici, dai più comuni come i passeri e i merli fino anche ad animali molto rari, che vengono poi successivamente portati al Centro Recupero della fauna selvatica della Lipu. “Le persone del posto ci aiutano, ci portano qui gli animali e ci aiutano: c’è stato un grosso lavoro di sensibilizzazione qui nel corso degli anni, ma la risposta è stata positiva. Anche i bambini ci aiutano nel primo soccorso degli animali, imparano quale cibo va somministrato a quale specie, ci sono dei piccoli volontari di dieci anni che ormai sarebbero in grado di tenere dei corsi di primo soccorso alla fauna”.

 

Il sabato e la domenica l’Oasi è aperta ai visitatori, che sono accompagnati da alcuni volontari Lipu dell’età di undici anni: “per me questa è una soddisfazione enorme” conclude Polinori “perché io ho iniziato questa attività con la Lipu quando avevo nove anni: la sezione era presente da poco, non avevamo una sede ma c’era un ragazzo che mi dedicò una grande attenzione e mi insegnò moltissime cose che oggi cerco di trasmettere, con altrettanta passione, al nostro gruppo delle Giovani Upupe. Spero che se noi siamo partiti dal nulla e abbiamo creato un’Oasi naturalistica, loro riusciranno a creare un Parco Nazionale qui!”.

 

 

Nota di redazione: Il CHM Lipu di Ostia è anche la sede dell’Asilo del Mare dell’Associazione Manes, che vi racconteremo con un servizio più approfondito la prossima settimana.

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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