L’energia del futuro? Cooperativa, rinnovabile, pulita!

Uno degli argomenti trattati dal NESI Forum, di cui Italia Che Cambia è media partner italiano, riguarda nuovi modelli di produzione e gestione dell'energia. In questo comunicato si parla della cooperazione come strumento per combattere la povertà energetica, che affligge milioni di europei: trasparenza, condivisione e tecnologie verdi per un modello energetico etico e sostenibile!

poverty1_ant

L’energia cooperativa potrebbe aiutare circa 4 miliardi di persone che stanno soffrendo la povertà energetica a livello globale. Il NESI Forum sostiene nuove e alternative forme di produzione e consumo energetico come l’energia cooperativa per sconfiggere la povertà energetica, che colpisce quasi 4 miliardi di persone nel mondo.

poverty1

Più di 1,2 miliardi di persone vivono ancora oggi senza elettricità, secondo i dati forniti dall’Agenzia Internazionale per l’Energia. Più del 95% delle popolazioni che soffrono di povertà energetica si trovano nelle aree dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia e l’80% abita in aree rurali, ma questo fenomeno colpisce anche paesi ricchi e grandi città, come ha evidenziato l’ondata di freddo che ha colpito l’Europa a gennaio.

 

In paesi come la Spagna, il costo dell’energia elettrica ha raggiunto i 100 euro al Mw/h quest’inverno, spingendo migliaia di persone a tenere spenti gli impianti di riscaldamento. Poco prima, a dicembre 2016, l’inglese EDF Energy aveva annunciato un aumento dei prezzi dell’8,4%  partire da marzo 2017, un trend che anche altri fornitori britannici seguiranno. E questi sono solo un paio di esempi, la punte dell’iceberg. In questo contesto, l’energia cooperativa punta a offrire un’alternativa mettendo al centro le persone e fornendo dati attendibili sulla provenienza e sulle modalità di fornitura dell’energia.

 

Questo non consentirebbe solo di ottenere la sovranità energetica, ma contribuirebbe anche a combattere i cambiamenti climatici promuovendo l’utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili. In questo si parteciperebbe anche al raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile in materia di accesso all’energia, efficienza energetica e riduzione delle emissioni.

poverty3

Si contrastano le criticità del settore energetico consentendo ai consumatori e agli utenti di riappropriarsi del controllo della produzione e dell’utilizzo dell’energia, visti come un diritti e non solo come un servizio”, spiega José Luis Torres, vicepresidente della cooperativa energetica Zencer e portavoce per il settore energia al NESI Forum di Malaga.

 

Zencer è la prima cooperativa energetica in Andalusia, nel sud della Spagna. È un’organizzazione senza scopo di lucro che si impegna a garantire chiarezza e trasparenza, concentrandosi sempre sui bisogni dei suoi soci e sulla sostenibilità a lungo termine. Si fonda su principi come la cura della comunità, il controllo democratico e l’equa distribuzione dei profitti.

 

Come dice Jennifer Hinton, co-direttrice dell’Istituto Post-Crescita e relatrice del NESI Forum, “le cooperative energetiche esistono per rispondere ai bisogni sociali e ambientali e reinvestono il 100% dei profitti con questi obiettivi, mantenendo la ricchezza che generano nei territori dove operano. Queste organizzazioni giocano un ruolo fondamentale nel trasformare la nostra economia da una macchina per la massimizzazione dei profitti a una rete di imprese che ha a cuore il destino delle persone e del Pianeta”.

 

La cooperative energetiche non solo si impegnano a proporre tariffe eque e a garantire a tutti accesso all’energia, ma garantiscono anche una fornitura al 100% da fonti rinnovabili e diffondono una cultura basata sull’efficienza e sul risparmio energetico. Questo contributo è strategico se consideriamo la che la combustione di fonti fossili (escludendo il settore trasporti) è responsabile di più del 50% dei gas serra europei e che solare ed eolico forniscono solo il 6% dell’energia globale.

poverty2

“Le cooperative delle energie rinnovabili sono il primo, necessario  passaggio verso un nuovo paradigma energetico. Innovazione e tecnologia stanno progredendo e l’obiettivo di queste organizzazioni è metterle al servizio dei cittadini”, aggiunge José Luis Torres di Zencer. Nonostante le fonti rinnovabili abbiano contribuito per quasi il 90% all’aumento della produzione energetica europea lo scorso anno, Torres rimane convinto che ci sia ancora molto da fare, specialmente per quanto riguarda i compiti che spettano alle istituzioni comunitarie e nazionali: “Le politiche pubbliche dovrebbero pensare più al bene comune e meno al guadagno di pochi”.

 

Ci sono 2397 cooperative energetiche in Europa, ubicate principalmente nei paesi più occidentali. I tre con il maggior numero di coop sono Germania, Danimarca e Austria. Il NESI Forum incoraggia il dibattito sulle opportunità che esse assicurano al settore energetico.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

Ti è piaciuto questo articolo? Se vuoi sostenere il nostro lavoro e permetterci di dare voce all'Italia che Cambia attivati anche tu, diventa un Agente del Cambiamento.

Leggi anche