Bambini all’aperto per meno tempo dei detenuti

Ai detenuti delle strutture di massima sicurezza americane vengono garantite almeno due ore di aria ogni giorno, mentre la metà dei bambini in tutto il mondo trascorre all'esterno meno di un'ora. Fortunatamente si stanno diffondendo i modelli educativi che promuovono le esperienze all'aria aperta e a contatto con la natura...

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Meno di un’ora al giorno. È la quantità di tempo che metà dei bambini di tutto il mondo trascorre all’aperto, secondo quanto riporta il sito TreeHugger.com. Un terzo invece trascorre meno di trenta minuti all’aria aperta. Un quantitativo di tempo inferiore rispetto alle due ore di aria quotidiane concesse ai detenuti dei carceri di massima sicurezza statunitensi. Alla notizia che molti bambini trascorrono meno tempo all’aperto rispetto a loro, molti detenuti sono rimasti increduli. La ricerca è stata condotta su un campione di dodicimila genitori in dieci nazioni diverse, che hanno figli in un’età compresa tra cinque e dodici anni.

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Il preoccupante dato ci spinge con maggiore forza a ricordare l’importanza dei modelli educativi all’aperto presenti in Italia oggi. Se nel quotidiano sembra davvero che la maggior parte dei ragazzi vivano tra le mura domestiche, magari intenti a guardare qualche schermo elettronico per gran parte della giornata, una scuola diversa si propone oggi come principale antidoto per combattere questa pericolosa tendenza.

 

In Italia ne abbiamo per tutte le età: ad Ostia grazie all’associazione Manes (associazione culturale che si occupa di lotta alla dispersione scolastica) e all’Emilio, è nato il primo nucleo di Asilo nel Bosco, una scuola all’aperto dove i bambini possono godere della natura,  apprendere tramite l’esperienza diretta e trascorrere gran parte del tempo all’aria aperta in uno splendido spazio a misura di bambino. Uno degli aspetti più belli di questo progetto ad Ostia è che è nato in collaborazione con l’Istituto Amendola Guttuso; un virtuoso esempio di come scuola pubblica e terzo settore possono collaborare per migliorare e arricchire l’offerta educativa.
Dopo la nascita del primo nucleo di Asilo nel Bosco ad Ostia, stanno nascendo esperienze simili in tutta Italia, anche grazie ai corsi di formazione tenuti dall’Associazione Manes per formare le persone e trasmettere i saperi necessari a replicare l’esperienza.

 

Discorso simile per quanto riguarda l’esperienza dell’Asilo del Mare, nato sempre da un’idea dell’Associazione Manes ad Ostia:  dagli alberi e dagli animali dell’Asilo nel Bosco ci spostiamo verso il mare per una nuova e curiosa sperimentazione in ambito scolastico e pedagogico che sta attirando l’interesse di altre città marinare italiane da Genova a Livorno.

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E per quanto riguarda il mare non ci dimentichiamo anche l’opera della dirigente scolastica Maria de Biase, che oltre alle buone pratiche e all’educazione alla ruralità  spesso incentiva l’uscita dall’aula dei propri alunni dell’Istituto Santa Marina di Policastro per godere del mare del Cilento.

 

Non mancano i progetti interessanti anche per le scuole superiori, tra i quali segnaliamo l’esperienza di Artademia  a Milano, la prima “non scuola al mondo”: nel’incoraggiare una scuola diversa per gli adolescenti rimasti delusi o esclusi dal mondo scolastico tradizionale, la scuola ideata da Silvia Pagani propone la maggior parte possibile delle proprie lezioni all’aperto, e l’esperienza dei Maestri di Strada ad Ostia sempre dell’infaticabile Associazione Manes.

 

In una delle zone con il più alto tasso di abbandono scolastico in Italia, l’Associazione sempre in collaborazione con l’Istituto Amendola Guttuso si prende in carico alunni che hanno già abbandonato la scuola o fortemente a rischio per aiutarli a sostenere l’esame di terza media e non solo, garantendo un assistenza alle famiglie e ai ragazzi anche fuori dalla scuola e cercando di avvicinare gli alunni recuperati al mondo istituzionale e del lavoro.

 

Tra le esperienze interessanti legate invece al metodo esperienziale in Italia, segnaliamo infine Nature Rock : progetto nato per iniziativa di Christian Mancini, metà italiano e metà tedesco,  desideroso di portare in Italia il seme di questo metodo nelle scuole pubbliche e a diffondere il messaggio che l’esperienza e la libera scelta siano le basi fondanti per un’educazione maggiormente volta alla messa in pratica dei singoli studi e con un approccio più aperto alle potenzialità di crescita insite nell’errore. Caratteristiche che emergono soprattutto con lezioni o esperienze all’aria aperta, che il metodo esperienziale predilige.

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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