Cambiare vita: come, quando e con chi?

Abbiamo intervistato Katia Prati per farci raccontare i contenuti della settimana che si terrà presso l'Ecovillaggio Tempo di Vivere, interamente dedicata al cambiare vita. Prima di buttarsi in questa grande rivoluzione personale infatti, è importante farsi alcune domande: come? Quando? Con chi?

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Negli ultimi tempi, sono sempre di più le persone che sentono il bisogno di cambiare vita, rallentare il ritmo, recuperare il contatto con la natura o, semplicemente, essere più felici. Un concetto semplice che però richiede un grande lavoro, sia su noi stessi che sul contesto in cui viviamo. Ne abbiamo parlato con Katia Prati, Agente del Cambiamento e membro della comunità di Tempo di Vivere.

 

In questo ecovillaggio infatti, si terrà dal 22 al 28 aprile una settimana intensiva dedicata a chi è alla ricerca di un nuovo modo di vivere dove il singolo trovi ambiente fertile e sostegno per realizzarsi come individuo, per sviluppare le sue relazioni e arricchirsi attraverso la reciprocità e il rispetto di se stesso, degli altri e del mondo che ci ospita.

 

cambiarevita2Quando si parla di cambiare vita molti si immaginano una rivoluzione totale, spesso improvvisa. Ma è possibile farlo anche in maniera graduale, senza per forza dover adottare soluzioni estreme?

 

Assolutamente sì! Anzi, è proprio questo che consigliamo e portiamo come esperienza durante i nostri percorsi. Forniamo strumenti di conoscenza di sé per allargare le prospettive e acquisire nuovi modi di accedere alle proprie risorse per scegliere COME si desidera vivere. Non suggeriamo di fare un salto nel buio, ma di definire obiettivi e creare la propria strada un passo per volta. Quanto lunghi e quanto frequenti questi passi devono essere, è personale. Nessuno può indicare un unico modo, un tempo preciso o qualsiasi altra formula magica per una rivoluzione immediata. Il cambiamento è un processo, che parte da sé, dalla consapevolezza dei propri desideri, dal riconoscimento delle proprie difficoltà (che per ognuno sono diverse) e dalla scelta di come affrontarle. In questo percorso, essere supportati e ricevere strumenti per fare chiarezza, è sicuramente facilitante. Come quando si impara a camminare, è normale darsi un tempo, fare errori, sperimentare, cadere e rialzarsi, conoscere le proprie forze e i propri limiti, tenersi a qualcuno che lo sa già fare, fino a quando ci sentiamo pronti a lasciarci andare e magari anche a saltare.

 

Puoi farci alcuni esempi di percorsi di cambiamento a cui hai assistito, magari di persone che hanno frequentato i vostri corsi in passato?

 

Certo, ce ne sono molti e come dicevo prima, tutti diversi. C’è chi ha trovato un modo di affrontare il suo attuale lavoro, che prima viveva come una grande frustrazione e limitazione, come un mezzo che per un periodo abbastanza definito serve a costruire il suo sogno. E partendo da questo si alza con il sorriso e affronta la giornata con lo spirito propositivo di chi sta facendo qualcosa per sé. C’è chi ha riconosciuto le passioni che aveva nascosto in fondo a un cassetto e ha scelto come coltivarle per darsi l’opportunità di trasformarle anche in una risorsa economica. C’è chi ha affrontato la paura dell’insicurezza economica ridefinendo la sua scala di valori e scoprendo quanto affidiamo la nostra felicità alle cose e alle compensazioni inutili, ha scelto di fare esperienze nuove attraverso lo scambio-lavoro e i viaggi in realtà comunitarie. C’è chi ha riconosciuto, nella condivisione con un gruppo, il suo sogno e ora si impegna per creare relazioni più autentiche con cui costruire il suo futuro. E c’è anche chi, dopo uno dei nostri corsi, si è avvicinato a una comunità intenzionale o ha iniziato a progettarne una!

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La critica più comune a questa proposta è: facile farlo se si sta bene economicamente! Come ribatteresti a questa affermazione?

 

Con la nostra esperienza. Noi siamo persone comuni, assolutamente non ricche e nemmeno particolarmente benestanti. La forza che abbiamo avuto è stata quella di contare su di noi, come individui, e sull’intelligenza e l’energia che in gruppo si sviluppa. Attraverso l’impegno, la creatività, la volontà di ciascuno di noi abbiamo trovato soluzioni, creato progetti e sviluppato idee che potessero sostenere il nostro sogno. I soldi sono un mezzo, utile e funzionale, ma anche – per molte cose – sostituibile con altri mezzi. Come la collaborazione, lo scambio, l’autoproduzione. I soldi aiutano e facilitano in molte situazioni, non lo nego assolutamente. Spesso, però, diventano solo la scusa per non fare riflessioni e cambiamenti più profondi. I soldi che a noi servivano da investire nella progettualità della nostra comunità, siamo riusciti a trovarli nelle nostre tasche, nonostante il fine mese fosse un problema anche per noi. Quando abbiamo avuto chiaro il sogno, abbiamo semplicemente iniziato a guardare il denaro con altri occhi, facendo nuove scelte a monte, riducendo spese, investendo in ciò che ci interessava sopra ogni altra cosa.

 

Consiglieresti di partecipare a questo corso anche a chi è contento della propria vita?

 

Certo. Quello che ho imparato, anche oggi che sono sicuramente contenta della mia vita, è che il confronto, l’apprendimento di strumenti di relazione più efficaci, la condivisione e l’esperienza che si fanno in un gruppo, è facilitante e importante a ogni livello. E tutto è migliorabile in un percorso di crescita continua come è la vita. C’è e ci sarà sempre qualcosa nel cammino di ciascuno di noi che può venire arricchito dal cambiamento di prospettiva, da una nuova idea o dal superamento di un limite.

 

Quanto sono importanti le relazioni nel percorso per cambiare la propria vita?

 

Fondamentali. In primis la relazione con sé stessi. Con tutte quelle voci che ci parlano nella testa e spesso e volentieri ci dicono cose opposte tra loro, lasciandoci come corde tese tra due litiganti. Anche quella è una relazione che va coltivata e soprattutto compresa e resa armonica. Come per le relazioni che ci circondano, è fondamentale celebrare la diversità come un’opportunità di arricchimento e sostegno. Solo così saremo in grado di chiedere aiuto, riceverlo, darlo, accettarci e comprenderci  e trarre il meglio possibile da ogni situazione, anche (e soprattutto) da quelle conflittuali.

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Tutta la nostra vita è nutrita di relazioni, da quella con noi stessi – come dicevo, a quella con la famiglia di origine o che si è scelta, al gruppo di amici, di colleghi ecc. Se queste relazioni sono sano nutrimento o veleno possiamo sceglierlo noi, e fa una grande differenza in ogni percorso di cambiamento. Può essere facilitante o no, e – qualora non lo fosse – possiamo imparare come portare armonia in questo essenziale aspetto della nostra vita.

 

Hai deciso anche tu di cambiare vita? Iscriviti al corso che si terrà dal 22 al 28 aprile a Tempo di Vivere!

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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